La Poesia come slancio di onestà liberatoria. Dialogo con Roberta Gelsomino poetessa e illustratrice
Roberta Gelsomino / 27 Marzo 2019

Roberta Gelsomino è una poetessa e illustratrice con uno stile intenso spesso attinto durante un faticoso ma entusiasta cammino interiore. Lo stile di questa creativa e versatile outsider è particolare, empatico, ricco di intuizione, e si comprende subito che abbia molto da dire. Roberta Gelsomino nasce nel 1979 a Milano, dove tutt’ora vive, e affronta fin da piccola la vita con i suoi disegni e le sue creatura immaginarie. Questo le permette anche di restare in connessione con se stessa. Inizia a scrivere, verso i tredici anni, un diario; scrivere, d’altra parte, è stato utile per lei, in quegli anni, per raccontare, tenere le fila di una successione temporale e di significati altrimenti persi in una forte confusione mentale. Questa risorsa è terapeutica per lei anche e soprattutto come dialogo fra sè e il mondo dal quale si è isolata per molto tempo sia per insicurezza caratteriale sia per l’esperienza psichiatrica che ha aggiunto fardelli e non l’ha aiutata a credere nelle sue risorse. Tematiche come la ricerca del Vero, del Bello, la libertà di essere e di esprimersi, la felicità, le inquietudini interiori, l’amore e il desiderio di amore, l’amicizia e il contatto umano sono argomenti cari alla poetessa…

La massiccia porta dell’Infinito
Giacomo Leopardi / 20 Marzo 2019

L’ INFINITO      –    da I CANTI di Giacomo Leopardi Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo, ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare. Una fra le più intense, più profonde, più belle liriche che siano mai state scritte nella letteratura di tutti i tempi, non solo italiana ma addirittura mondiale. “L’ Infinito” di Giacomo Leopardi, punta di diamante dei “Canti”, compie quest’anno duecento anni; cioè è stata scritta, certo in varie stesure, nel 1819. Generazioni e generazioni di studenti, di professori, di critici letterari, di amanti della poesia, di semplici lettori hanno studiato, commentato, scandagliato, letto soltanto questa lirica complessa e forse difficile ma di sicuro affascinante e ineguagliabile per le implicazioni di natura filosofico – mistica che la caratterizzano….

Un po’ poeti per dare un senso all’esistenza e alla morte. Valerio Vigliaturo e il mondo dell’Arte
Valerio Vigliaturo / 11 Marzo 2019

Valerio Vigliaturo, cantante, scrittore e operatore culturale. Dal 2004 è direttore del Premio InediTO – colline di Totino – punto di riferimento in Italia tra i concorsi letterari dedicati alle opere inedite, organizzato dall’Associazione culturale “Il Camaleonte”, di Chieri(Torino), con cui ha fondato, nel 2009, il giornale “Chierioggi” pubblicato fino al 2015. Valerio Vigliaturo ha collaborato in passato, come giornalista, con “Il Giornale del Piemonte”, “la Nuova” e “Torino Cronaca Qui”. Dopo diverse esperienze in band come cantautore, chitarrista e produzioni discografiche nel 2012 riprende la sua passione per il jazz e il blues esibendosi dal vivo in locali quali “Il Diavolo Rosso” di Asti, il “The Mad Social Club” di Torino, “Il Louisiana Jazz Club” di Genova e “Il Nordest Cafè” di Milano, in festival quali il Moncalieri Jazz Festival, l’ Alba Jazz Fest, L’ Evergreen Fest e I suoni della Piazza di Torino, collaborando con importanti jazzisti a livello nazionale. E’ recente il suo esordio come scrittore con il romanzo “Dalla parte opposta”. Francesca Rita Rombolà e Valerio Vigliaturo hanno dialogato su diversi temi. D – Valerio Vigliaturo, iniziamo questo dialogo parlando del tuo libro “Dalla parte opposta”. Di cosa parla esattamente e che riscontri e riconoscimenti ha…

La sensibilità poetica di una donna intelligente e bella
Marta Rivera Garrido / 7 Marzo 2019

Marta Rivera Garrido è poetessa, scrittrice, narratrice, saggista. Nasce a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, il 19 gennaio 1960. E’ la pronipote del poeta dominicano, gloria nazionale, Gastòn Fernando Deligne. Ha studiato scienze politiche presso Università Autonoma di Santo Domingo e ha vissuto nelle città di New York e di Miami, negli Stati Uniti, e a San Juan de Puerto Rico. Ha collaborato a numerose pubblicazioni nazionali e internazionali. Ha fatto parte delle delegazioni dominicane che hanno partecipato a fiere del libro, incontri e convegni in tutto il mondo. Nel 1996 ha vinto l’ International Novel House Theatre Award con il suo lungometraggio “I forgot your name” tradotto in italiano nel 1998 con il titolo “Ho dimenticato il tuo nome”. Nel 1998 ha scritto e diretto il documentario “Artists in April” che include la partecipazione di artisti alla Rivoluzione dell’ aprile 1965, prodotto dal Presidential Council of Colture. Parte delle sue opere sono state tradotte in inglese, italiano, portoghese, francese, tedesco. Fra i suoi libri si ricordano: “Trasparenza del mio specchio” raccolta di poesie del 1985, il romanzo “Ho dimenticato il tuo nome” del 1987, la famosa raccolta di poesie “Emma, la notte, il mare e il suo maithuna” del 2013….

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