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		<title>Guerre e amori di un europeo errante&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 11:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luca Sarzi Amadè]]></category>

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		<description><![CDATA[Generale, architetto, mecenate, statista, agente segreto, poeta e fondatore di città, ispirò Torquato Tasso e William Shakespeare. Parliamo di Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591), la cui esistenza, trascorsa in giro per l&#8217;Europa e il Mediterraneo, sulle assolate coste africane, come nel gelido inverno polacco (in occasione dell&#8217;ultima grande missione della sua vita), fu tormentata dal sogno di creare una città ideale. Sabbioneta, fondata appunto dal generale napoletano nel bel mezzo della Valle Padana, fu infatti concepita per ospitare anche il frutto di tanti viaggi: copie di edifici, copie di affreschi, cimeli romani risultato di campagne in parte di acquisto, in parte di saccheggio, effettuate in giro per l&#8217;Europa, gioveranno alla sua &#8220;creatura&#8221; la nomea di &#8220;Piccola Atene de&#8217; Gonzaga&#8221;. Le raccolte d&#8217;arte ivi ospitate si rivelarono presto tra le più imponenti d&#8217;Europa, ma già alla sua morte ne cominciò la dispersione.
Il libro (premio internazionale di letteratura &#8220;Città di Milano&#8221; 1991), radicalmente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/le-erme-sarzi-amade-duca-sabbioneta-dorso2411.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1062" title="le-erme-sarzi-amade-duca-sabbioneta-dorso24[1][1]" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/le-erme-sarzi-amade-duca-sabbioneta-dorso2411-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Generale, architetto, mecenate, statista, agente segreto, poeta e fondatore di città, ispirò Torquato Tasso e William Shakespeare. Parliamo di Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591), la cui esistenza, trascorsa in giro per l&#8217;Europa e il Mediterraneo, sulle assolate coste africane, come nel gelido inverno polacco (in occasione dell&#8217;ultima grande missione della sua vita), fu tormentata dal sogno di creare una città ideale. Sabbioneta, fondata appunto dal generale napoletano nel bel mezzo della Valle Padana, fu infatti concepita per ospitare anche il frutto di tanti viaggi: copie di edifici, copie di affreschi, cimeli romani risultato di campagne in parte di acquisto, in parte di saccheggio, effettuate in giro per l&#8217;Europa, gioveranno alla sua &#8220;creatura&#8221; la nomea di &#8220;Piccola Atene de&#8217; Gonzaga&#8221;. Le raccolte d&#8217;arte ivi ospitate si rivelarono presto tra le più imponenti d&#8217;Europa, ma già alla sua morte ne cominciò la dispersione.</p>
<p>Il libro (premio internazionale di letteratura &#8220;Città di Milano&#8221; 1991), radicalmente rinnovato nell&#8217;attuale edizione, ripercorre dunque, con rigore scientifico e piglio narrativo, la vita di uno dei più affascinanti condottieri del XVI secolo, al quale restituisce un ruolo di primo piano nella politica del suo tempo. Egli infatti salvaguardò, con opere di grande valore strategico, la pace sanguinosamente guadagnata nella battaglia di Lepanto (1571), che bilanciò provvidenzialmente gli equilibri politici del Mediterraneo, allora conteso tra &#8220;mori&#8221; e cristiani. La sua vita avventurosa, offuscata dal sospetto che egli avesse ucciso la prima moglie (forse per gelosia) e, involontariamente, il figlio, costituisce anche una chiave per comprendere, alle radici, fenomeni ancora attuali: masse arabe in rivolta (nell&#8217;Europa dell&#8217;epoca); rivendicazioni autonomiste (baschi e catalani in Spagna), forme di colonialismo attuate col ricatto del debito (come nella Grecia di oggi).</p>
<p>La biografia storica &#8220;Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante&#8221;, è pluridecennale fatica di Luca Sarzi Amadè; essa, corredata, nell&#8217;attuale edizione, di oltre 370 immagini, quasi tutte dell&#8217;epoca, raccolte una ad una, inaugura la nuova collana &#8220;Le Erme&#8221; della prestigiosa Mimesis Edizioni. Costa 24 euro. (scheda dell&#8217;editore: <a href="http://mimesisedizioni.it/Le-erme/Il-duca-di-Sabbioneta.html">http://mimesisedizioni.it/Le-erme/Il-duca-di-Sabbioneta.html</a> ).</p>
<p>Blog: <a href="http://ilducadisabbioneta.blogspot.it/">ilducadisabbioneta.blogspot.it/</a></p>
<p>Luca Sarzi Amadè, &#8220;Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante&#8221;, 400 pagine, oltre 370 illustrazioni, Mimesis Edizioni, euro 24.</p>
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		<title>Una sicilianità che piace al resto del mondo &#8211; ANDREA CAMILLERI ed IL COMMISSARIO MONTALBANO</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andrea Camilleri]]></category>

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		<description><![CDATA[Di tutti i personaggi usciti dalla fertile penna dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, il commissario Montalbano è forse, in un certo senso, quello più riuscito stilisticamente e letterariamente. Ma è anche quello più popolare e più conosciuto dai lettori più vari e più diversi. Forse non credo di esagerare se dico che questo personaggio ha fatto, in fondo, la fortuna del proprio creatore. Salvo Montalbano è un commissario di polizia di una cittadina immaginaria nel cuore della Sicilia, che ha nome Vigata. Una cittadina che di inventato ha forse soltanto il nome poiché, per il modo realistico in cui viene presentata, potrebbe essere benissimo una qualunque cittadina della Sicilia, con tanto di strade e stradine inondate da un sole stupendo, palazzi, monumenti e chiese barocche immersi in un tempo che scorre lento e a ritroso, intercalato da un paesaggio naturale esotico e pienamente inserito all&#8217;interno dei propri confini, con sempre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1055" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/andrea-camilleri.jpg"><img class="size-medium wp-image-1055" title="andrea camilleri" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/andrea-camilleri-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Camilleri</p></div>
<p>Di tutti i personaggi usciti dalla fertile penna dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, il commissario Montalbano è forse, in un certo senso, quello più riuscito stilisticamente e letterariamente. Ma è anche quello più popolare e più conosciuto dai lettori più vari e più diversi. Forse non credo di esagerare se dico che questo personaggio ha fatto, in fondo, la fortuna del proprio creatore. Salvo Montalbano è un commissario di polizia di una cittadina immaginaria nel cuore della Sicilia, che ha nome Vigata. Una cittadina che di inventato ha forse soltanto il nome poiché, per il modo realistico in cui viene presentata, potrebbe essere benissimo una qualunque cittadina della Sicilia, con tanto di strade e stradine inondate da un sole stupendo, palazzi, monumenti e chiese barocche immersi in un tempo che scorre lento e a ritroso, intercalato da un paesaggio naturale esotico e pienamente inserito all&#8217;interno dei propri confini, con sempre sullo sfondo un mare limpido, azzurro, increspato dalla brezza calda che giunge dall&#8217;Africa. Non a caso, forse, il commissario Montalbano vive in una bella villa tra l&#8217;antico e il moderno, con un terrazzo incantevole che da su questo mare quasi da sogno, sul quale a volte egli si affaccia per ammirare tutto ciò e spesso vi consuma una solitaria colazione, prende un caffè con un ospite inaspettato o si concede una cena a lume di candela insieme all&#8217;eterna fidanzata Livia, la quale vive a Genova e scende a trovarlo in Sicilia solo di tanto in tanto, o magari con una presenza di sesso femminile di passaggio nella sua strana situazione di scapolo &#8220;quasi per destino&#8221;. Si può ritenere, per un momento, che fra Salvo Montalbano e il mare vi sia una sorta di rapporto speciale; infatti egli non si risparmia quasi mai un tuffo e una nuotata all&#8217;alba appena sveglio o addirittura a mezzanotte prima di andare a letto al termine di una lunga giornata piuttosto movimentata. Cosa ha voluto trasmettere Andrea Camilleri al lettore con il personaggio del commissario Montalbano?</p>
<div id="attachment_1056" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/luca-zingaretti.jpg"><img class="size-full wp-image-1056" title="luca zingaretti" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/luca-zingaretti.jpg" alt="" width="150" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Zingaretti</p></div>
<p>Di sicuro una sicilianità completa, genuina e tradizionale insita un po&#8217; in tutta la persona: dal modo di gesticolare e di muoversi al modo di parlare soprattutto, e poi una certa calma, uno stile di vita che attrae, che affascina e conquista, coronato dai personaggi minori e da tutto un mondo, latente e spesso misterioso, che affiancano il protagonista in ogni vicenda. La Sicilia, terra complessa, ricca di storia, di arte, di tradizione ma anche realtà piena di contraddizioni, di ambiguità, sospesa tra il passato e il futuro, in bilico su un presente scontato o mai scontato del tutto, è il tema dominante delle opere di Andrea Camilleri, che sembra voglia farla conoscere al resto del mondo e farla amare proprio per questo. Un particolare, quasi una caratteristica personale, accompagna sempre il commissario Montalbano sia durante le indagini svolte su un caso di omicidio o meno, sia nella vita privata e cioè il piacere della buona tavola, specialmente della cucina siciliana. Non c&#8217;è episodio in cui egli non si concede una pausa fermandosi a pranzo, da solo o in compagnia, nel &#8220;suo&#8221; ristorante affacciato sul mare, rustico, silenzioso, tranquillo e a conduzione familiare, con un motto che piace e non è mai fuori luogo:&lt;&lt; Quando si mangia non si parla mai. Mangiare in silenzio per gustare i sapori del momento è un atto di civiltà e di saggezza indiscusse &gt;&gt;. Tutto sommato, vorremmo tutti avere a che fare con un commissario di polizia come Salvo Montalbano, almeno una volta soltanto nella vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 1999, la Rai ha prodotto una serie di adattamenti televisivi dei romanzi e dei racconti di Andrea Camilleri, che hanno come protagonista il commissario Salvo Montalbano. Il regista è stato fin dal principio Alberto Sironi e il protagonista (il commissario Montalbano, appunto) è interpretato dall&#8217;attore romano Luca Zingaretti, il quale si è molto &#8220;calato&#8221; nella parte tanto da presentare al pubblico un commissario Montalbano davvero perfetto e quanto mai realistico. Il successo della serie è stato immediato fin da subito, e continua a suscitare plausi e consensi a non finire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ILfX8zlR47Y" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
<center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></center></p>
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		<title>&#8220;Il Buio di un Sorriso&#8221; di Lucia Marmorato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lucia Marmorato]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pubblichiamo la breve presentazione di Umberto Donato del libro IL BUIO DI UN SORRISO, racconto scritto da Lucia Marmorato, edito dalla THOTH EDIZIONI.
&#8230;Che nell&#8217;anno di grazia (si fa per dire&#8230;) 2013, una ragazza del nostro, ma, soprattutto, del suo tempo, molto giovane e carina, moderna ed acculturata, si metta a scrivere, scavando nella sua fresca memoria, di un tempo che non c&#8217;è più da un bel po&#8217;, sarebbe già di per sè cosa quanto meno un po&#8217; anomala, per non dire strana. Se poi consideriamo che, da questa archeologia della memoria, vengono fuori, via via, come per incanto, una serie di personaggi (la Nonna su tutti) ed una serie di mentalità, di modi di essere e di luoghi che oggidì a molti giovani (se non a tutti&#8230;) spoetizzati contemporanei, spesso superficiali e consumisti, possono, sbagliando di grosso, apparire arcaici e superati, ecco che il piccolo, grande miracolo di questo libro si disvela in tutta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/copertina-lucia.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1046" title="copertina lucia" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/copertina-lucia-215x300.jpg" alt="" width="155" height="216" /></a></p>
<div class="mceTemp"><span style="color: #333333; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;">Pubblichiamo la breve presentazione di Umberto Donato del libro </span><a style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;" href="http://edizioni.thoth.it/wordpress/?p=319">IL BUIO DI UN SORRISO</a><span style="color: #333333; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;">, racconto scritto da </span><a style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;" href="http://edizioni.thoth.it/wordpress/?page_id=316">Lucia Marmorato</a><span style="color: #333333; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;">, edito dalla </span><a style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;" href="http://edizioni.thoth.it/wordpress/?page_id=16">THOTH EDIZIONI</a><span style="color: #333333; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;">.</span></div>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;Che nell&#8217;anno di grazia (si fa per dire&#8230;) 2013, una ragazza del nostro, ma, soprattutto, del suo tempo, molto giovane e carina, moderna ed acculturata, si metta a scrivere, scavando nella sua fresca memoria, di un tempo che non c&#8217;è più da un bel po&#8217;, sarebbe già di per sè cosa quanto meno un po&#8217; anomala, per non dire strana. Se poi consideriamo che, da questa archeologia della memoria, vengono fuori, via via, come per incanto, una serie di personaggi (la Nonna su tutti) ed una serie di mentalità, di modi di essere e di luoghi che oggidì a molti giovani (se non a tutti&#8230;) spoetizzati contemporanei, spesso superficiali e consumisti, possono, sbagliando di grosso, apparire arcaici e superati, ecco che il piccolo, grande miracolo di questo libro si disvela in tutta la sua forza rievocativa, commovente e coinvolgente. Io l&#8217;ho letto e riletto e se mi sono deciso a scrivere queste poche righe di presentazione, credetemi, è perché in esso credo, con convinzione. E poi con tanto affetto per la sua autrice, la quale, peraltro, è stata mia valente allieva.                             </em></p>
<p style="text-align: right;">                                                             Umberto Donato</p>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://edizioni.thoth.it/wordpress/?p=319">PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL LIBRO CLICCATE QUI</a></h2>
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		<title>Nel ricordo di un assurdo rogo dei libri &#8211; HEINRICH HEINE</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Heinrich Heine]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Nel meraviglioso mese di maggio,
quando si schiudono le gemme,
fu allora che nel mio cuore,
è sbocciato l&#8217;amore.
Nel meraviglioso mese di maggio,
quando gli uccelli cantano,
allora le ho confessato
le mie brame, i miei desideri.
Heinrich Heine
&#160;
Il 10 maggio 1933, nella Babelplatz a Berlino, i nazisti davano alle fiamme i libri degli autori &#8220;indesiderati&#8221;. Il grande rogo dei libri, che si innalzò nel cielo della capitale tedesca, fu come il preludio di molti altri roghi, ben più terribili e sinistri, che finiranno per ridurre in cenere dapprima l&#8217;Europa e poi la stessa Germania. Fra gli autori più conosciuti, i cui libri furono bruciati, spiccano Thomas Mann e il poeta romantico Heinrich Heine. Le poesie d&#8217;amore di quest&#8217;ultimo vogliamo oggi, 10 maggio 2013, metaforicamente &#8220;salvare&#8221; da quel rogo immane e ingiusto riportando i versi di un PROLOGO stupendo, che canta l&#8217;amore nel mese più bello e più fiorito dell&#8217;anno, cioè il mese di maggio; perché il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel meraviglioso mese di maggio,</p>
<p>quando si schiudono le gemme,</p>
<p>fu allora che nel mio cuore,</p>
<p>è sbocciato l&#8217;amore.</p>
<p>Nel meraviglioso mese di maggio,</p>
<p>quando gli uccelli cantano,</p>
<p>allora le ho confessato</p>
<p>le mie brame, i miei desideri.</p>
<p style="text-align: right;">Heinrich Heine</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/libri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1029" title="libri" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/libri-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 10 maggio 1933, nella Babelplatz a Berlino, i nazisti davano alle fiamme i libri degli autori &#8220;indesiderati&#8221;. Il grande rogo dei libri, che si innalzò nel cielo della capitale tedesca, fu come il preludio di molti altri roghi, ben più terribili e sinistri, che finiranno per ridurre in cenere dapprima l&#8217;Europa e poi la stessa Germania. Fra gli autori più conosciuti, i cui libri furono bruciati, spiccano Thomas Mann e il poeta romantico Heinrich Heine. Le poesie d&#8217;amore di quest&#8217;ultimo vogliamo oggi, 10 maggio 2013, metaforicamente &#8220;salvare&#8221; da quel rogo immane e ingiusto riportando i versi di un PROLOGO stupendo, che canta l&#8217;amore nel mese più bello e più fiorito dell&#8217;anno, cioè il mese di maggio; perché il cuore non ha ideologie, non segue mode o eventi mondani, non può mai venire imprigionato nella, pur sempre stretta, dimensione spazio &#8211; temporale, né tantomeno annientato dal fuoco che brucia e distrugge&#8230; ricordando che fu proprio Heinrich Heine a dire, con molti anni di anticipo, la frase sibillina: &lt;&lt; Chi brucia i libri prima o poi brucerà anche gli uomini. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;Autrice aderisce all&#8217;iniziativa promossa da Radio3 Rai , per il 10 maggio 2013, che ricorda gli ottanta anni dal tragico rogo dei libri nella Germania nazista.</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il potere politico dall&#8217;ambivalenza ambigua &#8211; MASSIMO CACCIARI</title>
		<link>http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/2013/05/il-potere-politico-dallambivalenza-ambigua-massimo-cacciari/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Massimo Cacciari]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;(&#8230;) Così,anzitutto, l&#8217;antica sovranità statale, vero modello di Katechon, dovrà &#8216; superarsi &#8216;, ricollocandosi su una dimensione che, da un lato, la renderà sempre più relativa e, dall&#8217;altro, la costringerà a dar vita a &#8216; grandi spazi &#8216;, che, per le ragioni che derivano da tutto quanto fin qui sostenuto, dell&#8217;impero non potranno che essere deboli simia. La norma giuridica, da parte sua, dovrà adeguarsi a quel centaurico giusnaturalismo artificiale, cui ci si riferisce quando si invocano le &#8216; leggi &#8216; dell&#8217;economia e del mercato. Il &#8216; cervello sociale &#8216; produttore di innovazione, a sua volta, spogliandosi di ogni &#8216; auratica &#8216; autonomia, dovrà, per competere efficacemente, manifestarsi come produzione di forme di vita, come quella legge, anzi, che le struttura dal loro stesso interno.(&#8230;) Ciò che la crisi permanente permette oggi ragionevolmente di affermare è che da esse non emergeranno nuove potenze catecontiche. Emergeranno forse &#8216; grandi spazi &#8216; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="mceTemp" style="text-align: justify;"><span style="color: #333333; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, 'Nimbus Sans L', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify;"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/libro-cacciari.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1014" title="libro cacciari" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/libro-cacciari.jpg" alt="" width="94" height="159" /></a>&#8220;(&#8230;) Così,anzitutto, l&#8217;antica sovranità statale, vero modello di Katechon, dovrà &#8216; superarsi &#8216;, ricollocandosi su una dimensione che, da un lato, la renderà sempre più relativa e, dall&#8217;altro, la costringerà a dar vita a &#8216; grandi spazi &#8216;, che, per le ragioni che derivano da tutto quanto fin qui sostenuto, dell&#8217;impero non potranno che essere deboli simia. La norma giuridica, da parte sua, dovrà adeguarsi a quel centaurico giusnaturalismo artificiale, cui ci si riferisce quando si invocano le &#8216; leggi &#8216; dell&#8217;economia e del mercato. Il &#8216; cervello sociale &#8216; produttore di innovazione, a sua volta, spogliandosi di ogni &#8216; auratica &#8216; autonomia, dovrà, per competere efficacemente, manifestarsi come produzione di forme di vita, come quella legge, anzi, che le struttura dal loro stesso interno.(&#8230;) Ciò che la crisi permanente permette oggi ragionevolmente di affermare è che da esse non emergeranno nuove potenze catecontiche. Emergeranno forse &#8216; grandi spazi &#8216; in competizione, &#8216; guidati &#8216; da élites che, pur in conflitto tra le loro diverse potenze, sono caratterizzate tutte dalla insofferenza assoluta verso qualsiasi potenza che trascende il loro stesso movimento. Unite soltanto dalla comune apostasia rispetto all&#8217;Evo cristiano. Molto di più non sembra sia dato sapere.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: right;">Brano tratto dal libro IL POTERE CHE FRENA di Massimo Cacciari</p>
<div id="attachment_1011" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/massimo-cacciari.jpg"><img class="size-full wp-image-1011" title="massimo cacciari" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/massimo-cacciari.jpg" alt="" width="150" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Cacciari</p></div>
<p style="text-align: justify;">Massimo Cacciari, filosofo, uomo politico, personalità di rilievo nel mondo intellettuale italiano, ha da poco dato alle stampe la sua ennesima pubblicazione; infatti, il suo saggio dal titolo IL POTERE CHE FRENA è proprio fresco di stampa in quanto la prima edizione è uscita nel gennaio 2013 e la terza edizione nel marzo 2013(entrambe per Adelphi Edizioni). Il linguaggio di questo saggio è conciso, lineare, prettamente filosofico e piuttosto tecnico tuttavia, però, capace di esplicare i concetti e l&#8217;argomento trattato con una chiarezza sempre sobria e semplice, che non lascia mai spazio alla ridondanza, all&#8217;astrusità di pensiero o alle iperboli logiche, per cui può anche essere di buona lettura o quantomeno di graduale accostamento anche per un pubblico non molto avvezzo alle questioni filosofiche. La scrittura si snoda sinuosa e sicura per l&#8217;intero volume, dando un senso di forza razionale e di meticolosità che risultano riuscite al pari di un&#8217;opera d&#8217;arte che stimola, imprime, richiama. Almeno ciò a mio modesto parere, perché, in fondo, non può essere diversamente per un pensatore come Massimo Cacciari. Ma veniamo all&#8217;argomento del libro che è importante, piuttosto complesso, difficile e di una profondità quasi abissale. Iniziamo dal titolo o, forse meglio, dal sottotitolo: IL POTERE CHE FRENA saggio di teologia politica. L&#8217;autore, all&#8217;inizio del saggio, avverte il lettore che &#8220;la relazione tra teologia e politica si presenta sempre, come è ovvio, in termini storicamente determinati, ma suscita anche, nello stesso tempo, questioni di ordine teorico in generale.&#8221; Cosa significa ciò? Che i concetti religiosi o la religione in sé si trasformano nell&#8217;immanente (il mondo, la società) ma che, contemporaneamente, prima di venire, diciamo così, &#8220;rinchiusi dentro la gabbia dei dogmi&#8221; la loro natura e la loro spontaneità sono tali da poter essere trasposti in fattori costitutivi dell&#8217;agire politico. Premesso ciò, l&#8217;autore prende spunto, in questo saggio, dalla SECONDA LETTERA AI TESSALONICESI attribuita da sempre a San Paolo: &#8220;(&#8230;) Che nessuno vi inganni in questo modo! Infatti, prima dovrà venire l&#8217;apostasia (discessio) e l&#8217;apocalisse dell&#8217;uomo dell&#8217;anomia (homo iniquitatis) il figlio dell&#8217;apoleia (filius perditionis), l&#8217;Avversario (qui adversatur, ho antikeimenos), colui che si innalza sopra ogni essere che vien detto Dio e come Dio è venerato, fino ad insediarsi nel tempio di Dio (in templo, eis ton naon) e a mostrare se stesso come Dio. E ora conoscete ciò che trattiene( to katechon) la sua apocalisse, che avverrà a suo tempo. Già, infatti, il mistero dell&#8217;iniquità è in atto; ma chi trattiene (ho katechon) trattenga, precisamente fino a quando non venga tolto di mezzo (de medio fiat, ek meson genetai). Allora sarà l&#8217;apocalisse dell&#8217;Anomos (Iniquus), che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, annienterà all&#8217;apparire della sua parusia (&#8230;).&#8221; Molti filosofi, teologi, padri della Chiesa, eretici, scismatici e riformatori religiosi nell&#8217;ambito della storia del Cristianesimo, attraverso i secoli, si sono misurati con questo passo enigmatico della SECONDA LETTERA AI TESSALONICESI di San Paolo. Figura centrale è il Katechon, una potenza che trattiene o contiene per arrestare o frenare l&#8217;assalto dell&#8217;Anticristo, la quale, però, dovrà togliersi di mezzo o essere tolta di mezzo perché l&#8217;Anticristo si manifesti prima della parusia o seconda venuta del Cristo. La riflessione di Massimo Cacciari al riguardo sembra molto acuta e pronta a tracciare un quadro completo delle implicazioni e delle conseguenze che possono sorgere. E&#8217; possibile concepire il potere temporale (di un impero, di uno Stato, di una nazione egemoni) come Katechon? E&#8217; possibile stabilire un legame profondo tra dimensione politica ed escatologica? Si domanda l&#8217;autore. Se si conoscesse che il tempo della venuta del Signore è &#8220;qui e ora&#8221; non avrebbe senso sottostare alle leggi di un qualsiasi potere politico terreno, eppure non è ammissibile alcun potere politico che pretenda di nascondere che &#8220;questo&#8221; è il tempo ultimo, ossia della parusia del Signore; perciò &#8220;questo tempo&#8221; necessita dell&#8217;esercizio del potere politico, qualunque esso sia, e la sua autorità si configura come provvidenziale, ma solo finché non giunge a compimento l&#8217;istante supremo della profezia, cioè l&#8217;abolizione del tempo stesso e la fine della Storia. Dunque, un potere politico dall&#8217;ambivalenza ambigua. Ogni epoca ha pensato o forse anche creduto se stessa come se fosse l&#8217;ultima e che l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo fosse imminente, per cui la vittoria definitiva del Bene sul Male di gran lunga ormai prossima. Il tempo dell&#8217;attesa si è spesso contratto, a volte è stato abolito, a tratti è stato un deterrente potente e una forza quasi sovrumana per affrontare le persecuzioni o il martirio come, ad esempio, nell&#8217;epoca di Nerone o di Diocleziano o, anche se in maniera diversa, in quella dei roghi degli eretici, dei dissidenti di ogni genere e di quanti hanno sempre praticato il libero pensiero. Un tempo dell&#8217;attesa che ha percepito in sé l&#8217;Evento quale dimensione sempre presente e attuale mantenuta dall&#8217;esercizio costante del Katechon. Il caos, l&#8217;anarchia, perfino la barbarie più assoluta non potranno mai esistere veramente in quanto Dio, il Divino, L&#8217;Essere Supremo permette al potere politico del momento storico di essere per il cristiano, il credente, l&#8217;uomo di fede il Katechon nel senso di categoria pregnante e definita per la manifestazione del fine ultimo. Nel mio libro LA RUNA DEL TEMPO pubblicato nel 1999, nel racconto IL VESTITO ovvero il Re del Mondo, ho cercato di capire, con le dovute differenze certo e per altre vie, l&#8217;enigma di questo tempo di attesa escatologica dell&#8217;oscura potenza frenante, che contiene ed è contenuta nel e dal potere politico terreno. Un Gesù pallido, lacerato, sublime, staccato da questo mondo e tuttavia sempre in esso quale &#8220;hecce homo&#8221;, alla domanda di un Governatore inquieto, scaltro e quasi borioso per il proprio potere:  &lt;&lt; (&#8230;) Non parli eh! Non dici nulla! Non sai che ho il potere di condannarti o di liberarti?! &gt;&gt; Risponde: &lt;&lt; Tu non avresti nessun potere su di me né su qualunque essere umano se non ti venisse dato dall&#8217;alto. &gt;&gt; &#8221; (&#8230;) Ciò che aveva detto era giusto, era precisamente ed esattamente la verità. Se &#8216; qualcuno &#8216;, in alto, molto in alto, non si fosse &#8216; avvicinato &#8216; all&#8217;imperatore con particolari lusinghe lui non avrebbe mai ottenuto la nomina di Governatore e ora sarebbe un semplice comandante di esercito dedito, nelle brevi pause di guerra, ad occulti studi filosofici, senza la benché minima influenza sul gatto che cammina sopra le tegole di casa. Era la verità. Diceva il vero&#8230; aveva detto la verità. La verità. Ma allora!&#8230; in alto, più in alto, molto più in alto dell&#8217;imperatore poteva esserci qualcosa o qualcuno&#8230; (&#8230;).&#8221; Non si conosce né il tempo né l&#8217;ora, l&#8217;Apocalisse giungerà all&#8217;improvviso &#8220;come un ladro di notte&#8221; perché forse una cosa è certa: il tempo di Dio non è il tempo dell&#8217;uomo. Mille anni per l&#8217;uomo sono per Dio un istante soltanto. San Paolo chiama la malvagità del tempo presente &#8220;mistero dell&#8217;iniquità&#8221;, di modo ché tutte le pene che la Chiesa patisce, dal suo inizio fino al manifestarsi del figlio dell&#8217;anomia o Anticristo, siano un mistero, una realtà occulta impossibile da comprendere e che sarà svelata al momento opportuno. L&#8217;uomo si costruisce una casa, ha cura della propria persona, custodisce i frutti della terra, si crea degli svaghi e dei passatempo che talvolta chiama politica o arte del governo o anche dovere e necessità espansionistica, pertanto egli è veramente un animale sociale, anche perché tesse delle maglie sociali che uomini, più propensi ad operare il male anziché il bene, codificano con la promulgazione di leggi e sanzioni a cui danno nome legittimo di Stato. Gesù di Nazareth ha proposto, per la prima volta nel contesto umano della Terra, un qualcosa di incredibile e di impossibile: l&#8217;amore per i nemici, suffragato dalla visione sconcertante dell&#8217;esistenza concepita e vissuta in &#8220;modo ludico.&#8221; Ci ha esortati ad essere come i gigli dei campi e gli uccelli del cielo, perché solo così possiamo realizzare il Regno dei Cieli che è &#8220;dentro di noi&#8221;, e in questo modo soltanto il Regno di Cesare riuscirà a convivere con il Regno di Dio. Un giorno ci saranno nuovi cieli e una nuova terra, il domino dell&#8217;Anticristo o figlio della perdizione sarà definitivamente annientato e la  &#8220;nuova  Gerusalemme&#8221; scenderà dal colle pura e trepidante come una sposa che si reca alla propria festa di nozze. Fino ad allora, la potenza del Katechon sarà assolutamente necessaria al fine dell&#8217;attuazione reale del compimento escatologico del piano divino. Se nessuna potenza catecontica emergerà più a frenare e a trattenere, sotto una forma qualunque di potere politico, il tempo (lunghissimo per la concezione prettamente umana) dell&#8217;attesa sarà allora finalmente giunto al termine? E quali spaventosi sconvolgimenti, tribolazioni, orrori dovranno subire realmente l&#8217;umanità e la Terra prima del ritorno del Cristo? (Emblematiche al riguardo le parole di Gesù: &#8220;Chissà se al mio ritorno troverò ancora la fede sulla Terra?&#8221;) Cosa ci riserva questo momento di crisi generale e particolare nella sua epochè? A queste inquietanti domande si può solo rispondere con una delle frasi conclusive (già citata nel brano iniziale) de IL POTERE CHE FRENA: &#8220;Molto di più non sembra sia dato sapere.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
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		<title>I lavoratori di molti paesi e di interi continenti &#8211; PAPA GIOVANNI XXIII</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Papa Giovanni XXIII]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il nostro animo è preso da una profonda amarezza dinnanzi allo spettacolo smisuratamente triste di numerosissimi lavoratori di molti Paesi e di interi Continenti, ai quali viene corrisposto un salario che costringe essi stessi e le loro famiglie a condizioni di vita infraumane.(&#8230;) Riteniamo perciò nostro dovere riaffermare ancora una volta che la retribuzione del lavoro, come non può essere interamente abbandonata alle leggi di mercato, così non può essere fissata arbitrariamente; va invece determinata secondo giustizia ed equità.&#8221;
Brano tratto dall&#8217;enciclica MATER ET MAGISTRA di Giovanni XXIII
L&#8217;enciclica MATER ET MAGISTRA di Papa Giovanni XXIII resta tutt&#8217;ora una delle voci più alte, più nobili e più profondamente coinvolgenti levatesi, in questo nostro tempo, a difesa della giustizia sociale e della dignità del lavoro. Sembra allora che Giovanni XXIII, facendosi interprete del nuovo pensiero e del nuovo corso della Chiesa, Madre e Maestra di verità e di amore in tempi di mutamenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1006" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/giovanni-xxxiii.jpg"><img class="size-full wp-image-1006" title="giovanni xxxiii" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/giovanni-xxxiii.jpg" alt="" width="193" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">Papa Giovanni XXIII</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il nostro animo è preso da una profonda amarezza dinnanzi allo spettacolo smisuratamente triste di numerosissimi lavoratori di molti Paesi e di interi Continenti, ai quali viene corrisposto un salario che costringe essi stessi e le loro famiglie a condizioni di vita infraumane.(&#8230;) Riteniamo perciò nostro dovere riaffermare ancora una volta che la retribuzione del lavoro, come non può essere interamente abbandonata alle leggi di mercato, così non può essere fissata arbitrariamente; va invece determinata secondo giustizia ed equità.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Brano tratto dall&#8217;enciclica MATER ET MAGISTRA di Giovanni XXIII</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;enciclica MATER ET MAGISTRA di Papa Giovanni XXIII resta tutt&#8217;ora una delle voci più alte, più nobili e più profondamente coinvolgenti levatesi, in questo nostro tempo, a difesa della giustizia sociale e della dignità del lavoro. Sembra allora che Giovanni XXIII, facendosi interprete del nuovo pensiero e del nuovo corso della Chiesa, Madre e Maestra di verità e di amore in tempi di mutamenti sociali radicali e spesso imprevedibili, riveli in questa enciclica tutta la sua attenzione (quasi di padre amorevole) per i bisogni dei più poveri, dei più umili e dei più indifesi e voglia, in un certo senso, indicare le vie di un dignitoso riscatto dalla povertà e di una più giusta convivenza sociale. Il brano su riportato non può essere che un esempio significativo, il quale dovrebbe indurci tutti ad una riflessione costante e operante sulla prospettiva attuale per quel che riguarda il lavoro e i lavoratori. La realtà globale nella quale oggi viviamo ha trasformato e continua a trasformare i rapporti sociali interumani, ma soprattutto la visione del mondo di popoli e nazioni. Dice bene papa Giovanni XXIII quando parla di &#8220;molti Paesi e di interi Continenti&#8221; a proposito di lavoratori poiché egli, in questa enciclica, ebbe come la visione profetica di ciò che sarebbe avvenuto nei decenni futuri. Oggi, primo maggio Festa Internazionale del Lavoro, mi sento solo di dire questo: che proprio i lavoratori di molti Paesi e di interi Continenti, in poche parole, di ogni angolo del mondo hanno più che mai diritto a quella dignità umana che si legittimizza anche e per mezzo di un lavoro determinato secondo la vera giustizia e la vera equità.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
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		<title>Memoria di un sacrificio importante &#8211; 25 APRILE 1945</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 08:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesca Rita Rombolà]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Brusa Romagnoli (anni 18, meccanico)
Papà e Mamma,
è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila; raccogliete la mia salma e ponetela vicino a mio fratello Filippo. Un bacio a te Mamma cara, Papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo caro fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l&#8217;Italia. Mario.
Mi sono perduto alle 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria.
&#160;
Poche frasi, brevi ma toccanti. Parole che si scrivono in una lettera, in questo caso l&#8217;ultima, per ringraziare, per salutare, per inneggiare, per dire addio alle persone più care, sapendo che in questa vita non si avrà più la possibilità di capire, di vedere, di esultare o di piangere ancora. E&#8217; la lettera di un giovanissimo partigiano catturato dai nazi-fascisti e condannato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Brusa Romagnoli (anni 18, meccanico)</p>
<p><em>Papà e Mamma,</em></p>
<p><em>è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila; raccogliete la mia salma e ponetela vicino a mio fratello Filippo. Un bacio a te Mamma cara, Papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo caro fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l&#8217;Italia. Mario.</em></p>
<p><em>Mi sono perduto alle 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/25-aprile-1945.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-996" title="25 aprile 1945" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/25-aprile-1945-300x115.png" alt="" width="300" height="115" /></a>Poche frasi, brevi ma toccanti. Parole che si scrivono in una lettera, in questo caso l&#8217;ultima, per ringraziare, per salutare, per inneggiare, per dire addio alle persone più care, sapendo che in questa vita non si avrà più la possibilità di capire, di vedere, di esultare o di piangere ancora. E&#8217; la lettera di un giovanissimo partigiano catturato dai nazi-fascisti e condannato a morte. E&#8217; dunque una testimonianza storica diretta della guerra civile, che dilaniò l&#8217;Italia in quel periodo terribile il quale va dall&#8217;8 settembre 1943 fino al 25 aprile 1945. Questo periodo viene storicamente e legittimamente denominato periodo della Resistenza anti-fascista perché larghi e vari strati del popolo italiano ingaggiarono una lotta armata contro i fascisti e i loro alleati tedeschi, cioè l&#8217;esercito della Germania nazista. Il 25 aprile 1945, le forze partigiane o della Resistenza ottennero la vittoria finale, e l&#8217;Italia poté avviarsi così verso libere elezioni e la nascita della democrazia. Immaginiamo per un attimo come sarebbe stato il futuro dell&#8217;Italia se uomini e donne di ogni età, condizione sociale, con la voglia comune di vivere liberi e l&#8217;insofferenza verso un regime politico alquanto rigido non avessero lasciato tutto, imbracciato il fucile e preso la via delle montagne o quella urbana senza sotterfugio in quel preciso momento storico per combattere fino alla morte e restituire la libertà e una certa dignità a un Paese stremato da una guerra insostenibile e da una dittatura di oltre vent&#8217;anni? Avremmo mai avuto la democrazia in Italia? Il benessere economico e un certo progresso sociale? Forse no. Forse tutto sarebbe stato diverso e, in un modo o nell&#8217;altro, il Paese e il popolo ne avrebbero sofferto. Allora il sacrificio di ragazzi, di giovani, di vecchi è servito a qualcosa? E&#8217; stato importante? Forse è servito a molto. A tanto. Ed è stato altrettanto importante. E non possiamo ancora oggi capirlo completamente. Il 25 aprile 1945 è una data simbolica per l&#8217;Italia, e anche se il ricordo si affievolisce e soccombe come tutto al passare del tempo, la memoria si mantiene viva: c&#8217;è, esiste ancora, altrimenti il 25 aprile di ogni anno non sarebbe più un giorno di festa che commemora la liberazione di un&#8217;intera nazione. Il fazzoletto rosso intorno al collo, il mitra in spalla e via&#8230; una mattina, appena svegliati, ciao all&#8217;esistenza condotta fino ad allora e finalmente libero sfogo all&#8217;ideale di lotta: espresso a meraviglia nel &#8220;Canto del Partigiano&#8221; o &#8220;Bella Ciao&#8221;, così significativo per la memoria storico-collettiva di un popolo. Mio padre è stato uno di loro: partigiano, combattente per un ideale che ha forse travalicato lo scopo momentaneo della lotta e che egli ha mantenuto nel suo proprio stile di vita post-bellico fino alla fine dei suoi giorni. Forse questo non è più tempo di ideali e di valori che non siano solo interessi materiali e vantaggi economici, come ci ha abituato a credere questo galoppante XXI secolo. O forse sì? Più che mai? L&#8217; Italia, l&#8217;Europa, il mondo intero ne hanno, forse, davvero maledettamente bisogno?</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/tU6t-CmF8l4" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></center></p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
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		<title>La camera rossa del parto &#8211; DEEP PURPLE e FRANCESCA RITA ROMBOLA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 08:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deep Purple]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rita Rombolà]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempi preistorici, cioè molto prima dell&#8217;inizio della civiltà comunemente intesa, con città &#8211; fortezze, scambi commerciali fra un popolo e l&#8217;altro, abiti pregiati, corazze lucenti e spade di ferro resistenti agli urti più violenti, il culto della Grande Madre primordiale era diffuso ovunque e godeva di un prestigio enorme. Poco in fondo si sa ancora dei riti e dei culti ad essa legati essendo probabilmente, questi ultimi, di natura misterica e iniziatica. Uno, in particolare, giunge fino a noi da quel passato lontanissimo fatto più di ombre che di luci, poiché vi permangono tracce materiali miste a una costante e continua memoria ancestrale fatta di simboli e di figure rivelatrici e interpretabili conservatesi attraverso il tempo. Si tratta del rituale del &#8220;parto nella camera rossa degli ipogei&#8221;. La donna incinta, al momento del parto, sembra quasi assidersi in trono al centro della camera circolare sorretta da due possenti colonne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_985" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Deep_Purple_in_2004.jpg"><img class="size-medium wp-image-985" title="Deep_Purple_in_2004" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Deep_Purple_in_2004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I Deep Purple in una foto del 2004</p></div>
<p>In tempi preistorici, cioè molto prima dell&#8217;inizio della civiltà comunemente intesa, con città &#8211; fortezze, scambi commerciali fra un popolo e l&#8217;altro, abiti pregiati, corazze lucenti e spade di ferro resistenti agli urti più violenti, il culto della Grande Madre primordiale era diffuso ovunque e godeva di un prestigio enorme. Poco in fondo si sa ancora dei riti e dei culti ad essa legati essendo probabilmente, questi ultimi, di natura misterica e iniziatica. Uno, in particolare, giunge fino a noi da quel passato lontanissimo fatto più di ombre che di luci, poiché vi permangono tracce materiali miste a una costante e continua memoria ancestrale fatta di simboli e di figure rivelatrici e interpretabili conservatesi attraverso il tempo. Si tratta del rituale del &#8220;parto nella camera rossa degli ipogei&#8221;. La donna incinta, al momento del parto, sembra quasi assidersi in trono al centro della camera circolare sorretta da due possenti colonne portanti poste all&#8217;ingresso. Le pareti, il soffitto, il suolo sono dipinti di rosso: scarlatto o porpora, iridiscente o scuro, offerta naturale e spontanea di sangue umano o animale. Per accedervi si scende al di sotto del livello del suolo, attraverso scalini scavati nella roccia o sentieri di terra battuta che portano direttamente al sottosuolo. Di questi ipogei, luoghi di culto nascosti ai profani, risalenti al periodo preistorico, gli archeologi ne hanno scoperti diversi, soprattutto in Anatolia, a Bogazkoy, nell&#8217;odierna Turchia.</p>
<div id="attachment_986" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/lucio-fontana-Attese.jpg"><img class="size-medium wp-image-986" title="lucio fontana Attese" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/lucio-fontana-Attese-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Lucio Fontana - Attese</p></div>
<p>Il culto praticato in questi rossi ipogei era, in un certo qual modo, cruento e quasi orrifico e fungeva da iniziazione ai giovani maschi in età di maneggiare le armi e diventare guerrieri. Dunque la donna, gambe divaricate e ventre prominente, aveva, diciamo così, il compito importantissimo di &#8220;atterrire&#8221; gli adolescenti maschi presenti in tutte le fasi del parto, dal principio alla fine, con l&#8217;esibizione ritmica e accentuata del suo sforzo sanguinoso di espulsione del bambino dall&#8217;utero. I suoi lamenti continui o le sue urla di dolore, per le contrazioni e gli sforzi sempre in aumento, erano &#8220;coperte&#8221; dalle urla di esaltazione virile, ancora più forti e acute, dei ragazzi eccitati alla vista di un qualcosa di terrificante, di sconosciuto, di misteriosamente e prettamente femminile. Essi raggiungevano, in questo modo, la virilità: pregni di sangue e di umori femminili, vivendo l&#8217;attimo culminante del nascere, per prepararsi, in fondo, all&#8217;istante culminante del morire. Perché la Grande Madre e la donna in generale, che ne incarna la sostanza e l&#8217;archetipo, hanno il potere di dare la vita come di stimolare o sensibilizzare la morte. Infatti, a parto appena avvenuto, il bimbo piange per suggellare la sua entrata nel mondo, ma può essere immerso anche in un cupo silenzio che non sarà mai rotto dal suo primo vagito. Vita e morte si compenetrano allora, e sono uniti fin dal principio nell&#8217;essenza dell&#8217;uomo. Il rosso della camera sotterranea acceca, stordisce, esalta, fa delirare. Il rosso del sangue, elemento del profondo, che predomina su tutto: matrice inconscia e divina di vita e di morte. La sacralità del rito forse sta proprio qui. Questi ipogei con la camera rossa centrale si trasformeranno in templi dove il sacrificio, che ivi si consuma, è sempre un&#8217;offerta di sangue e di dolore al mistero della donna dispensatrice di vita e di amore ma, allo stesso tempo, di morte e di dissoluzione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">LA CAMERA ROSSA</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;uccello è dilaniato.</p>
<p style="text-align: center;">Piume dorate e sfondi blu cobalto,</p>
<p style="text-align: center;">la camera rossa del parto:</p>
<p style="text-align: center;">un dolore di remoti ipogei</p>
<p style="text-align: center;">si apre la strada ritornando.</p>
<p style="text-align: center;">In lontananze sonore dove è fecondità</p>
<p style="text-align: center;">il rito celebrato dimora il linguaggio perduto.</p>
<p style="text-align: center;">Aspro e buio si è fatto il silenzio:</p>
<p style="text-align: center;">a questo sangue profondo attinge</p>
<p style="text-align: center;">la voce cavernosa del rombo</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagini, sensazioni, visioni tutto si mescola e si fonde; tutto si mescola e si separa. Da un mondo lontano, da un tempo, da un&#8217;era di cui poco o nulla si conosce. Sacri ipogei, come camere nascoste e protette, luoghi di mistero vietati ai profani. Il buio, il dolore; il dolore e il buio. Spazio riservato alla fecondità e all&#8217;iniziazione; riti di passaggio: la nascita, la pubertà, l&#8217;età virile. Il fragile uccello, simbolo inconscio di un erotismo ancora latente e indistinto, muore con la sua innocenza delle cose, si trasforma nella cromatica metamorfosi delle proprie piume. La percezione di sonorità nella lontananza. Dal regno della Grande Madre: l&#8217;orrifico potere del colore rosso, la perduta dimora di un linguaggio tutto al femminile, che si manifesta nell&#8217;atto terribile del partorire quando la celebrazione del rito è compiuta. L&#8217;oggetto &#8211; concetto misterico del rombo giunto fino a noi per mezzo del sangue: sorgente di vita e di morte che attinge al profondo rosso dove vita e morte sono tutt&#8217;uno. LA CAMERA ROSSA è una poesia che fa parte della raccolta breve DIESIS di Francesca  Rita  Rombolà.</p>
<p style="text-align: justify;">Una famosissima band rock inglese si è data il nome di DEEP PURPLE (profondo rosso o rosso del profondo, o anche porpora profonda). Il suo stile musicale fu rivoluzionario e unico fin dagli inizi (anni sessanta &#8211; settanta del Novecento). Un sound (intercalato dalle corde vocali un po&#8217; groove, un po&#8217; blues, un po&#8217; hard del cantante Ian Gillan e, per la prima volta, dalla distorsione prolungata delle chitarre elettriche che insieme si trasformano in una miscela sonora davvero esplosiva) travolgente perché attinge nel profondo dove il sangue pulsa, freme, si agita dispensando la vita e la morte, e l&#8217;orrore suscitato dall&#8217;abissale profondità del regno della Grande Madre sale alla superficie come un urlo lacerante e liberatorio.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/tsO26Pgm6qI" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
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		<title>Contatto cosmico fra creature intelligenti &#8211; CARL SAGAN</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 12:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carl Sagan]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;(&#8230;) Nella Via Lattea, la nostra galassia, ci sono duecentocinquanta miliardi di soli. Ci sono miliardi di altre galassie nei cieli. Forse metà di queste stelle possiedono pianeti a distanze biologiche adatte dal rispettivo sole centrale. Le molecole degli elementi chimici, necessari all&#8217;inizio della vita, sono quelle che più abbondano nell&#8217;Universo. Qualcosa di simile ai processi che, sulla Terra, hanno portato alla nascita dell&#8217;uomo deve essersi verificato miliardi di altre volte nella storia della nostra galassia. Devono esistere altri esseri, che vivono su pianeti di altre stelle.(&#8230;) Ma anche se non possiamo aspettarci esseri umani, possiamo però aspettarci esseri, organismi funzionalmente non molto dissimili da noi. Siccome ci sono stelle della seconda e della terza generazione che sono molto più vecchie del nostro sole, io credo che debbano esserci molti luoghi nella nostra galassia che ospitano esseri molto più progrediti di noi nelle scienze e nella tecnologia, nella politica, nell&#8217;etica, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_977" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/carl-sagan.jpg"><img class="size-full wp-image-977" title="carl sagan" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/carl-sagan.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Carl Sagan</p></div>
<p>&#8220;(&#8230;) Nella Via Lattea, la nostra galassia, ci sono duecentocinquanta miliardi di soli. Ci sono miliardi di altre galassie nei cieli. Forse metà di queste stelle possiedono pianeti a distanze biologiche adatte dal rispettivo sole centrale. Le molecole degli elementi chimici, necessari all&#8217;inizio della vita, sono quelle che più abbondano nell&#8217;Universo. Qualcosa di simile ai processi che, sulla Terra, hanno portato alla nascita dell&#8217;uomo deve essersi verificato miliardi di altre volte nella storia della nostra galassia. Devono esistere altri esseri, che vivono su pianeti di altre stelle.(&#8230;) Ma anche se non possiamo aspettarci esseri umani, possiamo però aspettarci esseri, organismi funzionalmente non molto dissimili da noi. Siccome ci sono stelle della seconda e della terza generazione che sono molto più vecchie del nostro sole, io credo che debbano esserci molti luoghi nella nostra galassia che ospitano esseri molto più progrediti di noi nelle scienze e nella tecnologia, nella politica, nell&#8217;etica, nella poesia, nella musica (&#8230;).&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Brano tratto dal libro CONTATTO COSMICO di Carl Sagan</p>
<p style="text-align: justify;">Carl Sagan (1934 &#8211; 1996) è stato uno studioso americano di fama mondiale. Professore di Astronomia e scienze Spaziali, ha diretto il Laboratorio di Studi Planetari alla Cornell University. Nel 1973, ha vinto il Prix Galabert per le sue benemerenze nel campo dell&#8217;Astronautica. I suoi studi sui pianeti, sull&#8217;origine della vita e sulle possibilità di vita extraterrestre lo hanno reso universalmente noto. Tra i suoi interessi accademici è stata fondamentale l&#8217;opera svolta presso le università di Harvard e di Caltech, e la stanford Medical School. Ma è soprattutto l&#8217;ideatore della placca dorata installata e inviata nello spazio sul Pioneer 10. La NASA (Ente Americano per la ricerca spaziale) gli ha conferito la medaglia d&#8217;onore per &#8220;Exceptional Scientific Achievement&#8221; come riconoscimento delle sue ricerche sul pianeta Marte con la sonda spaziale Mariner 9. Sorge spontanea questa domanda: che cos&#8217;è la placca dorata installata e inviata nello spazio sul Pioneer 10? Carl Sagan, coordinato da un team di scienziati della NASA, ha ritenuto così probabile l&#8217;esistenza di vita intelligente fuori dalla Terra da essere giunto alla conclusione logico &#8211; scientifica che è necessario inviare nello spazio cosmico messaggi che possano venire captati da altre creature intelligenti. Un messaggio alquanto importante è stato inviato con la sonda spaziale Pioneer 10, lanciata dalla terra nel 1972 e ancora in viaggio verso la stella Aldebaran nella costellazione del Toro. Il messaggio è stato posto su una placca di alluminio ricoperta d&#8217;oro, sorta di catalogo illustrato di &#8220;cose terrestri&#8221;; infatti, nella parte bassa della placca è raffigurato il sistema solare e la traiettoria del Pioneer 10; nella zona centrale, a sinistra, la posizione del sole nell&#8217;Universo; a destra un uomo e una donna sullo sfondo della schematizzazione del Pioneer 10; in alto due atomi di idrogeno. Forse la cosa che più colpisce e lascia un po&#8217; sbalorditi è che Carl Sagan, per la composizione di questo messaggio, si è avvalso di un &#8220;codice linguistico di comunicazione&#8221; elaborato, o meglio, estrapolato dalla decifrazione di alcune tavolette cuneiformi sumere, le quali raccontano degli dei alati ANUNNAKI venuti sulla Terra dallo spazio interstellare! Ognuno di noi può trarre le conclusioni che preferisce, personalmente credo che il pianeta Terra non può essere l&#8217;unico pianeta dell&#8217;Universo abitato da forme di vita intelligenti. Si può credere anche il contrario, ma sarebbe un controsenso logico data la vastità incommensurabile dell&#8217;Universo e i limiti inesistenti nel concetto di Infinito, scientificamente parlando. Per quel che riguarda un ipotetico o meno contatto con extraterrestri la cosa si ammanta di mistero, di congetture talvolta inverosimili o fantascientifiche e di profonda segretezza. Riporto, al riguardo, un brano tratto dal libro ACCADDE A ROSWELL di Charles Berlitz e William L. Moore:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Roswell Army Air Base, Roswell, N. M.</p>
<p style="text-align: justify;">8 luglio 1947, A. M.</p>
<p style="text-align: justify;">Le numerose voci riguardanti il disco volante sono diventate una realtà ieri, quanto l&#8217;ufficio informazione del Bomb Group 509, Ottava Air Force del campo di aviazione militare di Roswell, ha avuto la fortuna di impadronirsi di un disco, grazie alla collaborazione di un allevatore locale e dell&#8217;ufficio dello sceriffo Chavez County. L&#8217;oggetto volante è atterrato in una fattoria presso Roswell un giorno della scorsa settimana (&#8230;).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">A Roswell, nello stato americano del Nevada, è avvistato l&#8217;atterraggio di un UFO (oggetto volante non identificato). E&#8217; l&#8217;anno 1947. Prima che intervenga la censura governativa, i rapporti indicano che i materiali e gli occupanti della nave spaziale sono stati trasportati dalla CIA (servizio segreto per la sicurezza degli USA) in una zona di massima sicurezza. Indicano inoltre che potrebbe esserci un superstite&#8230; Da questo momento in poi, l&#8217;evento diventerà famoso nel mondo intero come &#8220;il caso Roswell&#8221;. In questi ultimi anni, la presenza di UFO sopra i continenti e gli oceani della Terra sembra piuttosto ovvia, e forse ciò dovrebbe farci riflettere sull&#8217;uso che potremmo fare dei nostri grandi progressi scientifici realizzati in quest&#8217;ultimo secolo&#8230; progressi che rischiano di sfuggirci di mano. Agli UFO vengono attribuiti intenzioni molteplici: di attacco, di sfruttamento, di ricognizione a scopo di conquista, cattura di esseri umani, piani per l&#8217;occupazione del pianeta terra ecc. ecc. Tuttavia niente vi è di certo e tutto, a volte, sembra pura invenzione pubblicitaria. Chiediamoci allora, in tutta onestà e rigore razionale, se magari questi strani oggetti o entità spaziali che definiamo UFO non facciano parte di un disegno (o messaggio) il cui significato potrebbe rivelarsi chiaro, speriamo, prima che sia troppo tardi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Area 51, inizialmente detta &#8220;Nevada Test Side &#8211; 51&#8243; e, successivamente, chiamata con il nome attuale, è una vasta zona militare operativa di 26.000 km quadri, situata a circa 150 km a nord &#8211; ovest di Las Vegas nello stato americano del Nevada. L&#8217;alto livello di segretezza di questa base militare e la vaga ammissione della sua esistenza da parte del governo americano hanno fatto sì che essa sia al centro dell&#8217;argomento UFO o &#8220;esistenza di extraterrestri&#8221;. La base è nota per l&#8217;attenzione che gli esperti di UFO le hanno dedicato di recente, i quali sostengono che il governo degli USA ha o avrebbe avuto contatti con extraterrestri o creature aliene mai rivelati all&#8217;opinione pubblica. In particolare, gli esperti di UFO ritengono che, dopo &#8220;l&#8217;incidente di Roswell (1947)&#8221;, i resti di una navicella spaziale aliena con il suo equipaggio siano stati portati all&#8217;interno dell&#8217;Area 51. Fatto sta che l&#8217;intera zona è avvolta dal segreto militare, e forse mai si riuscirà a conoscere la verità sulle attività svolte al suo interno.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/f_uTLEjKNPI" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
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		<title>Un incipit dalla poeticità quasi drammatica &#8211; MAX RUVINI</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 07:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poesiaeletteratura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Max Ruvini]]></category>

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		<description><![CDATA[FASCINO
So che appenderai al buio
ritagli di lettere,
confusamente,
come se mi vedessi
e cercassi un conforto.
A rivoli di pensieri
aggiungo l&#8217;inquietudine
che mi restituisce fascino.
- Sono un bell&#8217;animale -
Dici ancora che ti manco
come goduria di cibo avariato,
uno stordimento del corpo
che annaspa in marci umori.
- Sono un bel frutto di stagione -
So che soffocherai tra le dita
le carte sepolte di un cassetto,
arditamente,
come se ti fossi annullata
e confondessi il mio corpo.
- Sono un bel corpo scheggiato -
Dico così quando sei attenta,
una trascuratezza dei sensi
che rivendica un muto silenzio.
A rivoli di parole
aggiungo il pallore di una rosa.
Max Ruvini
&#160;
Fascino di una immagine. Fascino di un&#8217;idea. Fascino di un gioco. Fascino della seduzione o dell&#8217;inganno. Fascino della bellezza. Fascino della Natura. Fascino di istanti vissuti, intensamente; di attimi fuori dal tempo o immersi interamente nel tempo. FASCINO è il titolo della poesia di Max Ruvini. Un incipit dalla poeticità quasi drammatica, velato di mestizia, attraversato da un malinconico percepire e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">FASCINO</p>
<p style="text-align: center;">So che appenderai al buio</p>
<p style="text-align: center;">ritagli di lettere,</p>
<p style="text-align: center;">confusamente,</p>
<p style="text-align: center;">come se mi vedessi</p>
<p style="text-align: center;">e cercassi un conforto.</p>
<p style="text-align: center;">A rivoli di pensieri</p>
<p style="text-align: center;">aggiungo l&#8217;inquietudine</p>
<p style="text-align: center;">che mi restituisce fascino.</p>
<p style="text-align: center;">- Sono un bell&#8217;animale -</p>
<p style="text-align: center;">Dici ancora che ti manco</p>
<p style="text-align: center;">come goduria di cibo avariato,</p>
<p style="text-align: center;">uno stordimento del corpo</p>
<p style="text-align: center;">che annaspa in marci umori.</p>
<p style="text-align: center;">- Sono un bel frutto di stagione -</p>
<p style="text-align: center;">So che soffocherai tra le dita</p>
<p style="text-align: center;">le carte sepolte di un cassetto,</p>
<p style="text-align: center;">arditamente,</p>
<p style="text-align: center;">come se ti fossi annullata</p>
<p style="text-align: center;">e confondessi il mio corpo.</p>
<p style="text-align: center;">- Sono un bel corpo scheggiato -</p>
<p style="text-align: center;">Dico così quando sei attenta,</p>
<p style="text-align: center;">una trascuratezza dei sensi</p>
<p style="text-align: center;">che rivendica un muto silenzio.</p>
<p style="text-align: center;">A rivoli di parole</p>
<p style="text-align: center;">aggiungo il pallore di una rosa.</p>
<p style="text-align: right;">Max Ruvini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/libro.jpg"><img class="alignleft  wp-image-792" title="libro" src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/libro-300x212.jpg" alt="" width="240" height="170" /></a>Fascino di una immagine. Fascino di un&#8217;idea. Fascino di un gioco. Fascino della seduzione o dell&#8217;inganno. Fascino della bellezza. Fascino della Natura. Fascino di istanti vissuti, intensamente; di attimi fuori dal tempo o immersi interamente nel tempo. FASCINO è il titolo della poesia di Max Ruvini. Un incipit dalla poeticità quasi drammatica, velato di mestizia, attraversato da un malinconico percepire e un finale che conforta, che quasi sembra restituire speranza all&#8217;intero componimento: il pallore di una rosa (forse bianca, forse gialla, forse rossa) da alle parole un senso, e crea un&#8217;apertura tutta da scoprire o da immaginare al flusso di sentimenti e di emozioni fin dove la parola giunge o arriva ad esprimere. Splendido è il coinvolgimento interiore che porta la lettura di ciascun verso: rarefatta sembra a tratti l&#8217;atmosfera suscitata, tensione ritmica e suspance si insinuano sottili nella struttura della poesia. I due avverbi di tempo, nella parte iniziale e centrale della poesia, sono come le lancette sul quadrante di un orologio che da l&#8217;illusione di non marcare il passare delle ore, o di un lento e quasi impercettibile cammino dei minuti e dei secondi vivi e consapevoli della propria importanza nella circostanza o nell&#8217;evento che segnano. Cosa sta vivendo l&#8217;autore della poesia? Cosa tenta di comunicare a se stesso, all&#8217;altro, al mondo? Forse una metamorfosi continua che il verso racchiude e contiene: prima nel regno animale poi in quello vegetale. Il corpo è veicolo di una sensibilità talvolta estrema, talaltra di fusione o di annullamento. Piace leggere i versi di questa poesia. Piace cercare di scoprire i suoi sensi nascosti. Piace carpire, per mezzo del suo linguaggio asciutto e lineare, quel vibrare segreto del Canto, che crea magia, mistero e fascinazione. La Poesia, in fondo, credo che non smetterà mai di travolgere e insieme di indicare una via possibile di appagamento dell&#8217;essere in mezzo alle tempeste, ai travagli e agli assalti che ci riserva la vita.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca  Rita  Rombolà</p>
<p><center><a href="http://edizioni.thoth.it" target="_blank"><img src="http://www.poesiaeletteratura.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/edizioni-thoth.jpg" alt="" width="250" height="160" border="0" /></a></center></p>
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