Il senso della libertà – ANNA ACHMATOVA
Anna Achmatova / 26 Febbraio 2012

LIBERATA, lirica breve (quattro versi soltanto) ma di forte intensità, sia espressiva che emotiva, di Anna Andreevna Achmatova pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, poetessa russa che non amava l’ appellativo di “poetessa” al femminile e preferiva farsi definire e definirsi ella stessa “poeta” al maschile, è quasi un omaggio lieve e colmo di discrezione al senso della libertà che sopraggiunge, negli esseri umani come negli animali, nelle piante e nella terra, dopo una lunga oppressione o schiavitù. In questa lirica, la poetessa si riferisce ad un periodo storico ben preciso, cioè all’invasione della Germania nazista dell’ Unione Sovietica o Russia che ha messo a dura prova il popolo russo, la sua anima e la sua capacità di reagire di fronte al nemico. La terra come gli uomini, come la Natura intera ha sofferto molto per la presenza devastante e crudele di un nemico così aggressivo e impietoso, eppure dopo che è stata liberata sembra rinascere ad un’ esistenza nuova e sicuramente più temprata è più forte. Puri sono allora, come all’origine del mondo, gli elementi principali che la caratterizzano: il vento e la neve, così tipici delle immense steppe e delle estese foreste. La neve bianca e il vento turbinante…

L’ irresistibile melodia del silenzio – FRANZ KAFKA
Franz Kafka / 21 Febbraio 2012

Cosa è mai il silenzio? L’ assenza di voci, di suoni, di lotta e di vita? O piuttosto forse una categoria astratta sulla quale si può riflettere all’ infinito? Un concetto forse che non si riesce mai veramente a definire bene?  Il racconto IL SILENZIO DELLE SIRENE del grande narratore praghese Franz Kafka può dare un ‘ idea della complessità che si nasconde dietro questa semplice parola: silenzio. Il canto delle sirene era noto a tutti nell’ antichità, e non sarebbero certo bastate una corda e dei tappi di cera per le orecchie, artifici che utilizzò Ulisse per sè e i suoi compagni, per sfuggire al canto delle terribili ammaliatrici. Tutto preso sulla nave ad organizzare l’ evento, cioè a distribuire tappi di cera e a sistemare corde intorno all’ albero maestro, Ulisse non si accorge che le Sirene fissano lo sguardo nel riverbero dei suoi grandi occhi e dimenticano di cantare. Ma le Sirene hanno un’arma che è ancora più terribile del loro canto, ossia: il silenzio. Forse qualcuno si sarà salvato dal loro canto, ma non dal loro silenzio! Eppure Ulisse non udì il loro silenzio e credette che cantassero, e che solo lui fosse protetto dall’ udirle….

Tutto e il contrario di tutto – CHARLIE CHAPLIN
Charly Chaplin / 17 Febbraio 2012

” Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare ma anch’ io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’ eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’ amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale ( che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! E’ veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per…

La festa dell’ amore – SAFFO
Saffo / 14 Febbraio 2012

Solo due versi, ma molto intensi e brucianti come un fuoco che divora l’ anima e il cuore, perchè di Saffo, poetessa vissuta nel vi secolo avanti Cristo nell’ isola greca di Lesbo, non sono giunti fino a noi che versi frammentati, poesie perdute e disperse nel lungo dispiegarsi dei secoli e nell’ ancora più lungo trascorrere dei millenni. Saffo è stata una delle prime e più celebrate poetesse d’ Occidente. La sua fama attraverso il tempo non è mai venuta meno. Artisti e potenti di ogni tempo le hanno reso omaggio per i versi che ci ha lasciato e per la forza dirompente e immortale della sua poesia. Ella ha cantato l’ amore con accento triste e dolente ma anche con passione e struggimento. La sua fama è legata a un tipo di amore in particolare, praticato o forse solo incoraggiato nella Grecia del suo tempo, cioè l’ amore fra due persone dello stesso sesso, uomini o donne. Già l’ amore, questo sentimento antico più dell’ uomo e così importante per gli esseri viventi tutti da creare la vita e da superare la morte. L’ amore fra un uomo e una donna, ma anche l’ amore fra due donne…

Intervista ad un giovane poeta argentino- D.E.B. KATZ
D.E.B. Katz / 9 Febbraio 2012

  Abbiamo incontrato Damián Edgardo Benjamín Katz nell’aprile del 2009 a Tropea in occasione della premiazione al Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee” alla quale ha partecipato come primo classificato per l’Onda VI – Poesia del mondo. Durante i pochi giorni di sua permanenza in città abbiamo avuto modo di conoscere l’uomo, di apprezzare il poeta. Abbiamo visto in lui la semplicità, la curiosità, la gioiosità, la giovialità, l’amicizia pura e sincera, la spontaneità, la forte personalità. Ma pure quel desiderio di vivere con intensità le emozioni derivate da un lontano passato, mai dimenticato, che ha tragicamente coinvolto la sua famiglia in Europa durante la persecuzione nazista contro gli ebrei. L’abbiamo visto passare sotto l’arco di Traiano, toccare, carezzare con mani tremanti le pietre della diaspora, della sofferenza, le pietre della storia. L’abbiamo visto avvolgersi in due bandiere, quella argentina e quella italiana, l’una simbolo di speranza nel futuro, l’altra fonte di cultura, di civiltà, di storia. L’abbiamo visto chiedere e capire, e abbiamo capito Damián come uomo, come poeta, come amico. In quell’occasione abbiamo fatto a lui alcune domande, quasi un’intervista, che vi proponiamo in lingua castigliana, la sua lingua, e nella traduzione italiana (non perfetta) di Daniela…

Il difficile mestiere di poeta – VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
Vladimir Maiakovskij / 7 Febbraio 2012

Majakovskij è il poeta della Rivoluzione d’ Ottobre, cioè della rivoluzione russa del 1917, in un certo senso, anzi, lo si può definire proprio il cantore della rivoluzione del popolo che ha cambiato e sconvolto il mondo, perchè, oltre ad aver partecipato alla rivoluzione in prima persona, ha voluto seguirla, celebrarla e onorarla con la sua Poesia. IL POETA E’ UN OPERAIO, forse non è una delle poesie più conosciute e più famose, ma certamente è quella che cerca di definire con una certa precisione il ruolo del poeta in una società non essenzialmente improntata al socialismo reale quanto piuttosto ad una società dominata dalla tecnica e dalla produzione di massa che forse  sono  componenti molto più peculiari del capitalismo odierno. Quello del poeta è un mestiere al pari di quello dell’ operaio? L’ operaio certo lavora sodo tutto il giorno, in fabbrica alla catena di montaggio; nelle imprese di costruzioni o nei grandi complessi industriali. Il suo lavoro è importante e utile alla società. Ma se non ci fossero più poeti ad infiammare gli animi con i loro versi, a suscitare l’ amore verso la bellezza, ad instillare nell’ animo il senso della giustizia e il coraggio di opporsi…

Un’ intesa oltre il tempo – CORRADO ALVARO
Corrado Alvaro / 6 Febbraio 2012

RITRATTO DI MELUSINA fa parte dei racconti brevi di Corrado Alvaro, scrittore molto acuto del Novecento italiano, calabrese di San Luca d’ Aspromonte, ma trapiantato a Roma. E’ forse il racconto breve più riuscito dello scrittore, poichè commuove e stupisce, fa riflettere e pone delle domande argute. Melusina è una quattordicenne, una ragazzina dunque, che vive in un villaggio calabrese quasi in rovina. Gli abitanti lo hanno lasciato per cercare lavoro in posti lontani e per rifarsi una vita altrove, come è sempre successo e come succede ancora ai calabresi. Un pittore tedesco, di passaggio e in viaggio alla scoperta di luoghi esotici e di personaggi tipici del Sud dell’ Italia, la vede per caso; rimane abbagliato dalla bellezza dell’adolescente e fa chiedere il permesso, al padre di lei, di poterla ritrarre per un suo dipinto. Ottenutolo, si mette subito all’ opera e, nel corso di questa, fra i due, nasce una specie di empatia inconscia, quasi un rapporto di intesa amorosa silenzioso e irreale. Al di là delle ragioni letterarie e delle considerazioni varie di circostanza o di convenienza, ci piace e quasi ci gratifica scorgere nel pittore tedesco e nella ragazzina calabrese una metafora quanto mai attuale del…

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