“Marguerite non perdeva una prima, e passava tutte le serate al teatro o al ballo. Ogni volta che c’ era un nuovo spettacolo, si poteva esser certi di incontrarcela, con tre piccoli oggetti che non la lasciavano mai, e che stavano sempre sul parapetto del suo palco di platea: l’ occhialino, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie. Per venticinque giorni al mese, le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse: nessuno ha mai capito il motivo di quella varietà di colori, che segnalo senza essere in grado di spiegare, e che sia i frequentatori dei teatri dove ella andava più spesso, sia i suoi amici, avevano notato come me. Nessuno aveva mai visto a Marguerite fiori che non fossero camelie. Ecco perchè da Madame Barjon, la sua fioraia, era stata soprannominata la Signora delle Camelie, e quel soprannome le era rimasto.” Brano particolare, intenso, un pò enigmatico, quasi sembra nascondere un mistero che lo stesso io narrante non riesce a spiegare. E’ tratto dal celebre romanzo LA SIGNORA DELLE CAMELIE di Alexandre Dumas figlio. Un classico della letteratura francese ma anche di altri campi dell’ Arte, come vedremo. Alexandre Dumas figlio scrisse LA SIGNORA DELLE…
Amara, cruda, piena di desolazione e di sconforto, eppure una voce alta e forte che grida per far conoscere al mondo, per coinvolgere il mondo. Poesia di denuncia, dove i sentimenti diventano rarefatti, la rabbia è contenuta dalla forza dei versi, la realtà si tinge di fosco senza nessun posto apparente per la speranza. LONG KESH è il titolo di questa poesia. Ma Long kesh è stato anche un campo di concentramento – prigione britannico per detenuti politici dell’ IRA (Esercito Repubblicano Irlandese). Le luci di una prigione, o meglio, le luci di un campo di detenzione a regime duro, perchè per terroristi o presunti tali o ritenuti tali (nel famoso ” blocco di Maze “, a Long Kesh, è morto, nel 1981, per uno sciopero della fame attuato per il riconoscimento dello status di detenuti politici ai militanti dell’ IRA, il giovane combattente Bobby Sands, divenendo così un martire della causa repubblicana dell’ Irlanda del Nord), non potranno mai essere luci che illuminano, che rischiarano; infatti, viste da lontano, all’alba, creano solo il miraggio di un’ alba: la luce del giorno che viene è falsa poichè sopra Long Kesh e sopra tutte le Long Kesh della Terra non potrà…
Una poesia composta da due quartine appena, molto famosa e popolare, forse la poesia più conosciuta di Eugenio Montale; quella che a scuola i ragazzi hanno sempre imparato a memoria alle Medie, e alle Superiori, ai Licei soprattutto, l’hanno sempre studiata con un certo entusiasmo e una certa passione, forse, a volte, anche in modo del tutto inconscio perchè ogni verso della poesia, tra le molte qualità, ha anche quella di avere un suono onomatopeico che si presta molto all’ ascolto. SPESSO IL MALE DI VIVERE è il titolo del componimento poetico che fa parte della raccolta OSSI DI SEPPIA di Eugenio Montale. Il male di vivere è un concetto del tutto moderno dell’esistenza. Quando Montale ha scritto questa poesia e le ha dato questo titolo, forse nemmeno immaginava le implicazioni e il suffragarsi nella realtà di ciò che ha voluto esprimere nei suoi versi; ma ogni poeta, si sa, è spesso un veggente, nel senso che può intuire, creare o descrivere concetti e realtà che non hanno nessun riscontro nel suo tempo perchè è troppo presto o perchè i tempi non sono ancora maturi, e lo avranno invece fra decenni o fra un secolo o addirittura dopo alcuni secoli….
La Calabria: spunto per un nuovo Teatro della Crudeltà. Paesaggi selvaggi e incontaminati; tramonti infuocati sul mare; albe rosee e dorate sui monti aspri dalla vegetazione fitta e molto varia. Spesso i profumi più soavi e intensi si mescolano ai rumori e ai suoni lontani e ancestrali di una terra, nel cuore del Mediterraneo, che appartiene a pieno titolo all’Europa, capace ancora, come più di un secolo fa e come sempre nei secoli passati, di attrarre e di respingere insieme, di affascinare e di sconvolgere creando opinioni e sentimenti profondamente contrastanti nell’ anima del viaggiatore straniero che la percorre, alla ricerca di una possibile risposta culturale o esistenziale che forse arriverà col tempo, come osservatore attento o distratto o semplicemente come turista, sostandovi un anno o un giorno o talvolta decidendo, infine, sconfitto dalla sua tenace bellezza e dalle sue strane contraddizioni, di rimanervi per sempre. La Calabria, regione del sud dell’ Italia, ultimo confine della penisola italiana, si presenta, oggi più che mai, quale mescolanza di prospettive spaziali e temporali; sociali e culturali; antropologiche e umane che meritano, forse, un’ attenzione non superficiale. La Kermesse di popoli e di civiltà che si sono avvicendati, sin da tempi remoti, sul…
Il canto Spiritual ha accompagnato la religiosità della comunità di colore nel momento storico dell’ impatto con la dura realtà della schiavitù nera negli Stati Uniti d’ America. E’ classificato, a pieno titolo, come il fenomeno musicale e poetico più importante del contesto composito e pieno di contraddizioni di questo grande Paese. Se nel canto, per così dire, profano, cioè il Blues, si riscontra il senso angoscioso della vita e la difficile lotta quotidiana per la sopravvivenza spinti anche fino a confini estremi quali la povertà, le infelici condizioni di vita, il degrado dei quartieri, i ghetti e l’ emarginazione, nello Spiritual, differenza sostanziale, la parola, il canto, i sentimenti si animano di forte tensione interiore per l’Al di là alla ricerca di una fede religiosa che cerchi di mediare e di fondere la naturale e spontanea religiosità dell’ afro-americano. Per l’ afro-americano, cosciente ormai dello svolgersi in negativo del processo di schiavitù e di isolamento, il Cristianesimo dei bianchi appare come un elemento quasi paradossale, inteso quale strumento di dominio e di sopraffazione della razza bianca nei riguardi di quella nera. La conversione alla religione ufficiale dei bianchi, cioè il Cristianesimo, ha significato per l’ uomo di colore, sdradicato…
