Il tempo della festa – HENRI BERGSON, FRANCESCA RITA ROMBOLA’ e LA FESTA DI BRATTIRO’ (VV)
Henri Bergson / 26 Settembre 2012

Vi è un tempo ciclico e un tempo orizzontale. Un tempo ciclico, in cui ogni cosa rinasce dal nulla, ogni anno; un tempo ciclico, in cui un evento importante per una data comunità umana ritorna, ogni anno. Il rapporto dell’uomo con il tempo ha sempre oscillato tra due misure naturali: l’alternarsi del sole e delle tenebre notturne, da un lato, e il ritorno delle stagioni dall’altro. Cioè, la durata del giorno, come ciclo minimo, e la durata dell’anno, come ciclo massimo. Tra le due, intercalato dal  crescere e dal calare della luna, si aggiunge il susseguirsi autonomo dei mesi, che non coincidono con il ritmo dell’anno solare. Ma, al di là dell’orizzonte dell’anno, il tempo perde rapidamente i suoi confini obiettivi e si affida al flusso della memoria. “Il fatto accadde quando nacque mio figlio” o “al tempo in cui mio padre viveva ancora” o anche “quando eravamo bambini”. Allora perchè la memoria? E qual’è lo scopo della memoria? La memoria è legata strettamente al tempo, al tempo interiore che il filosofo francese Henri Bergson ha definito come “intuizione di istanti percepiti dalla coscienza quale continuum senza passato e futuro”. E lo scopo della memoria è di raccogliere, immagazzinare, conservare…

La “rete megalitica” e i giganti dei miti e delle fiabe – LOUIS CHARPENTIER e I MEGALITI DI NARDODIPACE (VV)
Louis Charpentier / 21 Settembre 2012

” C’è, vicino alla città di Tangeri, una collina isolata che domina la baia coi suoi cento metri di altezza e che porta il nome di Charf. Charf, in arabo, significa collina. Tutte le altre colline della zona hanno un nome. Sono il Charf el – Akab o il Charf el – Medioura. Quella collina non ha altra qualifica che se stessa. E’ la collina, quella che non si deve confondere con nessun altra. ( … ) Le leggende raccontano che un tempo, sul Charf, esisteva il sepolcro del gigante Anteo, inumato nel luogo stesso in cui Ercole lo soffocò tra le sue braccia; e le leggende narrano anche che Anteo avesse fondato una città che portava il nome della moglie, Tingis, figlia di Atlantide. ( … ) Al tempo dei romani, Plinio aveva localizzato la zona del sepolcro di Anteo, a Lixus, davanti al mitico Giardino delle Esperidi. Egli precisava che il sepolcro del gigante era lungo sessanta cubiti, che dovevano corrispondere a circa diciassette metri… ” Tratto dal capitolo primo del libro I GIGANTI E IL MISTERO DELLE ORIGINI di Louis Charpentier Louis Charpentier, francese, giornalista, viaggiatore, scrittore, esperto di esoterismo e cultore della Tradizione iniziatica in una…

L’ eroe inusuale di un’era fantastica- CONAN IL BARBARO di ROBERT HOWARD
Robert Howard / 13 Settembre 2012

” Sappi, o principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue splendide città, e gli anni dell’ ascesa dei figli di Aryas, ci fu un’ età di sogno durante la quale fantastici regni erano disseminati nel mondo, come manti celesti sotto le stelle. Nemedia, Ophir, Brythunia, Hiperborea; Zamora con le sue brune donne e le misteriose torri dei ragni; Zingara con la sua cavalleria; Koth confinante con la pastorale Shem; Stygia con le sue tombe protette dalle ombre; Hyrkania i cui cavalieri indossavano acciaio, seta e oro. Ma su tutti i regni del sognante Occidente, primeggiava superbo quello di Aquilonia. Qui venne Conan il Cimmero; i capelli neri; lo sguardo cupo; la spada nella mano: un ladro, un predone, un assassino, capace di abissali malinconie e di incontenibili esplosioni di allegria… venne a schiacciare sotto i suoi piedi i più preziosi troni della Terra. “ da ” Le Cronache Nemediane “ Con questo brano dall’ indiscutibile fascino, dal sapore arcaico ed evocativo, carico di suspense e di magia lo scrittore americano Robert Erwin Howard dava inizio ad una saga fantastica e barbarica che tanta fortuna avrebbe avuto nei decenni a venire, e creava un…

La pace assoluta nel seno dell’ Universo – HERMAN HESSE e KURT COBAIN
Herman Hesse , Kurt Cobain / 6 Settembre 2012

” Non Dio, non l’ anima, non l’ inferno e non il paradiso, ma l’ uomo di fronte a se stesso con le sue sole forze, responsabile di ogni suo atto, artefice delle sue vite a venire e della fine assoluta di ogni suo divenire: il Nirvana. “                                                                                                                                                           Budda Sakyamuni Quasi tutti i personaggi delle opere dello scrittore tedesco herman Hesse (1877 – 1962) sono esseri inquieti, bisognosi di certezze, cercatori implacabili dell’ Assoluto, ovverossia di una verità anche banale su cui poggiare nella relatività e nella contingenza che consumano il mondo e la vita. Se qualcuno di loro riesce a trovare un punto di riferimento esistenziale quantomeno stabile, è solo e sempre in se stesso che questo alberga nascosto in attesa di…

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