“L’anno celtico, basato su un calendario lunare, con un mese aggiunto ogni cinque anni, è diviso nettamente in due stagioni, inverno ed estate; ne deriva che il suo asse principale va dal primo novembre al primo maggio (…). La festa principale è quella del primo novembre, SAMAIN o SAMHUIN, in gaelico, che etimologicamente significa la < fine dell’estate >, in altri termini l’inizio dell’inverno. E’ il primo giorno dell’anno nuovo, o piuttosto la prima notte, poiché i celti contano per notti.(…). In quel giorno, la comunità dei viventi e la comunità dei morti si incontrano. I sidh, cioè i tumuli dove vivono gli dei e gli eroi, sono aperti. I due mondi si compenetrano. Il giorno della festa cristiana di Ognissanti (il primo novembre), che è poi l’erede di SAMAIN, ha conservato l’aspetto di < comunione dei santi >, e, nei paesi anglosassoni, i festeggiamenti più o meno pagani di HALLOWEEN sono un proseguimento dei banchetti e dei travestimenti della festa celtica.” Brano tratto da “IL DRUIDISMO religione e divinità dei celti” di Jean Markale Jean Markale è uno studioso francese, specialista di letteratura e di leggende celtiche. Ha pubblicato diversi libri sulla letteratura e le leggende celtiche. “LO DRUIDISMO…
“A cosa servono le piramidi d’Egitto risalenti all’Antico Regno? Quale poteva essere il loro scopo? Perché nel loro interno vi sono bassi cunicoli e condotti lunghi e stretti a fondo cieco, oltre a corridoi, gallerie e camere che sono vuoti e spogli? Perché erano allineate alle stelle secondo calcoli astronomici? Fino a un’epoca molto recente, la teoria più comune offerta dagli egittologi era che le piramidi fossero tombe, enormi sepolcri intesi principalmente a ospitare i corpi dei re defunti. E’ sorprendente notare come tale teoria sia rimasta praticamente incontestata per quasi due secoli, e questo nonostante l’inquietante particolare che all’interno delle piramidi non sia mai stato trovato il corpo di un re (né uno scheletro, né un teschio e nemmeno un frammento d’osso) come, del resto, all’esterno. Eppure, stranamente, gli indizi che suggerivano un utilizzo assai più elevato rispetto a quello di semplici sepolture erano numerosi, sotto gli occhi di tutti e facili da osservare e valutare. E questi indizi parlavano chiaramente di una connessione con le stelle…” Brano tratto dal libro IL CODICE EGIZIO di Robert Bauval Il brano è tratto da IL CODICE EGIZIO dello studioso Robert Bauval. Nel 1994, questo stesso autore aveva, in un certo senso,…
Anche le stelle nascono, vivono e muoiono come le piante, gli animali, gli esseri umani, come tutto, in realtà, ciò che è animato e ciò che è inanimato perché l’Universo è un insieme vivo, pulsante e in movimento, mai statico. La nascita delle stelle avviene per aggregazione di pulviscolo cosmico (cioè una specie di polvere speciale); la morte delle stelle, a sua volta, frantuma la materia liberando energia che si condensa in pulviscolo cosmico, ultimo residuo di esistenza stellare, base primordiale per un nuovo inizio di stella. Un ciclo continuo che si svolge nello spazio infinito e che dura milioni e addirittura miliardi di anni. Fernanda Raineri, poetessa sensibile e piuttosto raffinata, ha dato, a questa sua silloge poetica, un titolo che è tutto un programma. PULVISCOLO DI STELLE è una raccolta di sessanta poesie edita dalla Casa Editrice LA GRU di Padova e inserita nella Collana “Scintille” della stessa. In questa raccolta vi sono poesie brevi e poesie lunghe; liriche intense e fulminanti come un lampo nella notte; squarci epifanici coinvolgenti l’anima e il cuore, taglienti come lame sottili, fresche e distensive come placide acque di un ruscello d’estate. Sembra, a tratti, che l’ Autrice percepisca il mondo, le…
(…) Era ne l’ora che nel primo riposo hanno i mortali quel ch’è dal cielo e i loro affanni infuso opportuno e dolcissimo ristoro: quand’ecco in sogno (quasi avanti gli occhi mi fosse veramente) Ettor mi apparve dolente, lagrimoso, e quale il vidi già strascinato, sanguinoso e lordo il corpo tutto, e i piè forato e gonfio. Lasso me! quale e quanto era mutato da quell’Ettor che ritornò vestito de le spoglie d’Achille, e rilucente del foco, ond’arse il gran navile argolico! Squallida avea la barba, orrido il crine e rappreso il sangue; il petto lacero di quante unqua ferite al patrio muro ebbe d’intorno. E mi parea che il primo foss’io che lagrimando gli dicessi: << O splendor di Dardania, o dè Troiani securissima speme, e quale indugio t’ha fin qui trattenuto? Ond’or ne vieni tanto da noi bramato? Ahi, dopo quanta strage dei tuoi, dopo quanti travagli de la nostra città già stanchi e domi ti riveggiamo! e qual fiero accidente fa sì deforme il tuo volto sereno? e che piaghe son queste? >> Egli a ciò nulla rispose, come a vani miei quesiti: ma dal profondo petto alti sospiri traendo: << Oh! fuggi, Enea, fuggi, mi disse,…
“(…) Le due opere presentano numerosi rimandi letterari espliciti ad altrettante opere della letteratura, principalmente inglese(…). Se si analizza Espiazione dal punto di vista dei generi letterari, si può notare che si caratterizza per una grande mescolanza di generi. L’incipit da visionari squarci adolescenziali che passano poi attraverso un vero dramma sentimentale in piena regola. C’è poi un’ampia porzione del racconto costituita da memorie e racconti di guerra che hanno il sapore di una cronaca sempre viva (…). Anche in Ritorno a Brideshead sono presenti riferimenti a testi letterari e scientifici (…). L’ispirazione di Evelyn Waugh per il romanzo è costituita da episodi della sua vita. Il castello di Brideshead, figura centrale, sarebbe stato ispirato dalla tenuta di Madresfield Court, tenuta di William Lygan, settimo conte Beauchamp. Waugh fu un ospite frequente nella dimora.” Brano abbastanza esauriente e con una completa capacità di analisi, esposto in un linguaggio essenziale e sobrio, mai arido o ridondante, senza artificiosità alcuna, plastico quanto basta per essere letto e compreso dalla più varia e vasta gamma di lettori, e non è da poco per un testo di critica letteraria. Il brano è tratto dal libro “FLYTE & TALLIS ritorno a Brideshead ed Espiazione:…
Il cuore è soltanto un organo vitale del corpo, non solo umano ma anche animale, o è qualcosa di più grande, di più importante, di più misterioso? Sappiamo che se il cuore si ferma, le funzioni vitali cessano e sopraggiunge la morte. Sappiamo che i battiti del cuore scandiscono il ritmo della vita, che il pulsare del cuore da movimento al sangue e riscalda, rianima e vivifica. Un cuore rosso, ardente, caldo e tellurico come lava è il simbolo della passione, l’ emblema dell’amore fra l’uomo e la donna. Il cuore allora è davvero un qualcosa che va sempre oltre i propri significati e la propria realtà; molteplice e sfaccettato come nessun’altra cosa. AFFARI DI CUORE è una raccolta di poesie scritta da una voce significativa e costante nel panorama della letteratura italiana. Paolo Ruffilli ne è l’autore, e si tratta, peraltro, della sua ultima fatica letteraria. Al di là dei luoghi comuni, al di là di quanto si è scritto e parlato di questa raccolta di poesie, rimane una cosa, fondamentale e primaria, che domando con urgenza: le pulsioni del cuore, i sentimenti più profondi o più oscuri, la passione provata, vissuta o soltanto immaginata; in breve l’amore può…
