Il 25 dicembre, in fondo, è da sempre una data piuttosto particolare, da molto prima che il Cristianesimo facesse la sua comparsa e si affermasse quale religione universale. Essa è stata adottata dalla Chiesa, come data ufficiale della nascita di Gesù Cristo il Messia o il Salvatore, solo nell’anno 354 d. C. da papa Liberio, che scelse questo giorno perché corrispondente alla celebrazione pagana del solstizio d’inverno, chiamata in latino, lingua ufficiale dell’impero romano, “Natalis Invictus” cioè “Natività del Sole Invincibile”. La parola “Natale” deriva dalla fusione di due parole o vocaboli celtici: “noio” e “hel” che significano “rinascita del sole”. Si arguisce chiaramente che la nascita di Gesù Cristo viene paragonata alla nascita del sole, il quale rivestiva una certa importanza nell’antica religione celtica e in diversi culti pagani praticati da molti popoli prima dell’avvento del Cristianesimo. Basti pensare, ad esempio, al culto persiano di Mithra che a lungo ha “rivaleggiato” col Cristianesimo per l’affermazione di religione principale dell’impero. Anche Mithra veniva paragonato al sole, il quale con la forza dei suoi raggi illumina e riscalda il mondo, e pare che la sua nascita coincidesse proprio con i giorni che seguono il solstizio d’inverno. Gli stessi ebrei ritenevano che…
Buon Natale, cara Francesca NATALE Oltre l’evidenza che pesa nel distacco e fuori dall’abbaglio che ruba luce nascondendo alla vista il fondo, dentro il sistema di minimi raccordi varchi, corridoi, passaggi e porte l’enigma si disvela agli occhi: le cose vive hanno radici comuni che pescano dunque nelle cose morte. Ciò che rinasce trasforma ciò che è nato prolungandolo nella speranza del futuro ed ecco che di colpo il vento della vita soffia infilandosi impetuoso dentro ovunque in giro per il mondo Paolo Ruffilli Poesia scritta da Paolo Ruffilli per Francesca Rita Rombolà Amico mio, fratello nella Poesia che rende liberi ma bisognosi di tutto, anche di una fuggevole carezza soltanto. Dirti Buon Natale semplicemente è forse banale. So che sei lontano, ma so anche che la lontananza non è mai una barriera che divide e sommerge nell’oblìo quando il canto e le parole accomunano nei sentimenti più profondi, più elevati, più puri. Oggi apprendo, con stupore e meraviglia, forse anche un po’ disinibita, che il Natale è importante, per ciascuno di noi, più di quanto si possa immaginare giacché proprio l’enigma del mondo si disvela agli occhi: niente mai muore veramente, al di là della gravità che ci…
“(…) Nell’interno di Newgrange si trova una camera a volta, alla quale si accede attraverso un corridoio che nel solstizio d’inverno guarda verso il sorgere del sole. Davanti all’imboccatura della galleria è posata un’enorme pietra, lavorata a intagli con motivi di spirali intrecciate, serie di linee dentellate a V e di rombi. Oggi si conviene che l’allineamento della galleria avesse lo scopo di permettere ai raggi del sole, all’alba del solstizio d’inverno, di illuminare l’interno fino al fondo della camera. Questa configurazione dell’edificio dev’essere voluta perché al di sopra dell’entrata è stata praticata un’apertura con il preciso scopo di permettere l’ingresso della luce per un periodo molto breve e ben delimitato(…). Il tumulo erboso rimase indisturbato per oltre 4000 anni. Secondo la leggenda, era la casa di Oengus, figlio del Dagda (il dio buono), e divenne noto con il nome di Bru Oengus (la Dimora di Oengus), mentre la zona nel suo complesso era denominata Bru na Boinne, ossia le dimore del Boyne. Secondo il folklore celtico, il Dagda e suo figlio Oengus erano tra i membri più importanti dei Tuatha de Danann, che misero i tumuli sotto la protezione delle fate. Brano tratto dal libro LA CIVILTA’ SCOMPARSA DI…
