“Durante l’ultima persecuzione della Santa Chiesa Romana, siederà sul trono di San Pietro, Pietro il romano che si prenderà cura del suo gregge in mezzo a molte tribolazioni. Quando esse saranno terminate, la città dei sette colli verrà distrutta, ed il giudice terribile giudicherà il popolo.” Ultima parte della “Profezia dei Papi” di San Malachia L’ultima parte della famosa “Profezia dei Papi” di San Malachia, la più inquietante, la più spaventosa, la più apocalittica perchè preannuncia la fine del papato e forse della Chiesa Cattolica Romana fra tribolazioni e distruzione per la città di Roma e per il mondo intero, con vaghi cenni sul nome e sull’operato dell’ultimo papa o del papa dei tempi ultimi della Chiesa. Domandiamoci, prima di tutto, chi era San Malachia. Nel 1595, un monaco benedettino pubblicò a Venezia un’opera dal titolo LIGNUM VITAE (l’Albero della Vita) nella quale riferiva dell’esistenza e dell’opera dei discepoli di San Benedetto. Fra i monaci ricordava, in modo particolare, un vescovo irlandese: San Malachia, vescovo di Armagh (Irlanda del Nord), morto nel 1148, e concludeva scrivendo: << (…) Altro di lui non conosco, se non alcune profezie sui Pontefici Sovrani. >> Ed elencava una serie di centoundici motti, molto enigmatici,…
“(…) Premetto che l’unico modo d’intendersi quando si parla di democrazia, in quanto contrapposta a tutte le forme di governo autocratico, è di considerarla caratterizzata da un insieme di regole (primarie o fondamentali) che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure.(…) Modello della democrazia moderna fu la democrazia degli antichi, in modo particolare della piccola città di Atene, nei felici momenti in cui il popolo si riuniva nell’Agorà e prendeva liberamente, alla luce del sole, le proprie decisioni dopo aver ascoltato gli oratori che illustravano i diversi punti di vista:” Brano tratto da IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA di Norberto Bobbio Norberto Bobbio (1909 – 2004) filosofo, uomo politico e intellettuale di spicco nel panorama culturale italiano e internazionale, nonché fra i “padri fondatori” della Repubblica Italiana e fra coloro che si occuparono, per così dire, dei lavori preliminari per la realizzazione della nostra Costituzione. Nel 1984, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Che cos’è la democrazia? Sembra chiedersi in questo saggio il filosofo e il politico a un tempo, senza, in fondo, dare mai una risposta, se non forse soltanto queste poche parole o frasi, alquanto laconiche che…
“(…) L’io – ti – amo è senza sfumature. Esso sopprime le spiegazioni, gli accomodamenti, le graduazioni, gli scrupoli. Paradosso esorbitante del linguaggio, dire io – ti – amo è in un certo qual modo fare come se non esistesse un teatro della parola, è questa parola è sempre vera (essa non ha altro referente all’infuori del suo proferimento: è il risultato di una performance).” Brano tratto da “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes Da questo brano si possono trarre spunti, commenti, riflessioni di ogni tipo e naturalmente di qualsivoglia genere, poiché è una specie di brano – scrittura aperto, non programmato, quasi naturale come la pioggia o il sole. Un discorso amoroso, già; ma un discorso amoroso può essere intessuto di desiderio, di immaginario, di dichiarazioni? Forse sì. Ma forse no. Per tutta la durata della vita amorosa, sembra quasi che le figure degli amanti spuntino nell’immaginario senza un ordine qualunque. Ogni figura brilla e vibra da sola come un suono perduto, una melodia inconcepibile. E’ una musica strana l’amore, che aleggia nell’aria lungo tutto il percorso dell’esistenza. Musica dolcissima e mai troppo sdolcinata; musica possente e cruda e mai troppo dura da deturpare o nauseare. Casto…
“(…) Se gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai sumeri, questi da chi hanno appreso quelle scienze? Come confermano recentissime scoperte, c’è un altro pianeta nel sistema solare. I suoi abitanti, che i sumeri chiamavano Anunnaki e la Bibbia Nephilim, iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni fa, e il ricordo delle loro gesta è giunto fino a noi per varie strade: nei racconti mitologici, nell’Antico Testamento della Bibbia, nell’Epopea di Gilgamesh (…)”. Brano tratto da IL PIANETA DEGLI DEI di Zecharia Sitchin Zecharia Sitchin (1920 – 2010), nato in Russia e cresciuto tra Israele e Palestina, si è laureato a Londra in Storia Economica alla”London School of Economics and political Science”. Profondo conoscitore delle lingue semitiche e della scrittura cuneiforme, il suo campo di studi si è svolto principalmente nell’ambito della ricerca paleoastronautica. Personaggio piuttosto controverso, ha tentato di collegare discipline diverse, trovandovi un legame nascosto e forse discutibile dalla scienza ortodossa. E’ stato autore di numerosi libri fra i quali: GLI ARCHITETTI DEL TEMPO, GLI DEI DALLE LACRIME D’ORO, GUERRE ATOMICHE AL TEMPO DEGLI DEI, IL PIANETA DEGLI DEI e altri. Le sue teorie sono basate su una personale e del tutto originale interpretazione degli…
