La Pasqua: un “Passaggio” spesso incredibile per l’umana ragione – JOSè SARAMAGO
Josè Saramago / 29 Marzo 2013

“(…) Le donne salgono a fianco di Gesù, alcune qui, altre là, e Maria di Magdala è quella più prossima, ma non gli si può avvicinare troppo perché i soldati non glielo consentono, come non faranno passare nessun uomo e nessuna donna nelle adiacenze del luogo dove sono erette tre croci, due delle quali già occupate da altrettanti uomini che urlano e gridano e piangono, e la terza, nel mezzo, in attesa del proprio uomo, diritta e verticale come una colonna  a sostegno del cielo. I soldati dissero a Gesù di sdraiarsi ed egli si adagiò, gli aprirono le braccia sul patibolo e, quando il primo chiodo, sotto il brutale colpo di martello, gli perforò il polso nello spazio fra le due ossa, il tempo retrocesse in una vertigine istantanea, e Gesù provò il dolore che aveva sentito suo padre, si vide come aveva veduto lui, crocifisso a Sefforis, poi l’altro polso e, immediatamente, la prima lacerazione delle carni quando il patibolo cominciò ad essere issato a strattoni verso la cima della croce, l’intero peso sostenuto dalle fragili ossa, e fu quasi un sollievo quando gli spinsero le gambe verso l’alto e un terzo chiodo gli attraversò i calcagni, adesso…

Un annuncio ludico che travalica mondi, civiltà, epoche della Storia – PO-CHU-I
Franco Battiato , Po - Chu - i / 21 Marzo 2013

La fine dell’inverno è sempre molto attesa. La primavera porta ogni volta una ventata nuova di colore, di vita, di musicalità e appunto di poesia. Non è un caso (ripeto sempre), credo, se proprio il 21 marzo è stata proclamata dall’UNESCO Giornata Mondiale della Poesia. Tutto si trasforma, tutto si risveglia, tutto rinasce, tutto si rinnova: dagli animali alle piante; dall’uomo agli astri notturni, quali il sole e la luna, alle costellazioni nei cieli lontanissimi dell’Universo. E’ un tripudio di gioia, di serenità, di esplosione improvvisa di energia sopita che forse si credeva perduta per sempre. La primavera non è solo una stagione dell’anno che si ripete rispettando un ciclo biologico quasi immutabile, essa è anche una stagione della vita di ogni essere che viene al mondo; metafora di un tempo coronato da sogni e da spensieratezza, da progetti ideali e dal vigore prorompente della giovinezza. La Poesia è primavera degli esseri, delle cose, del Creato; tempo elargito come un dono prezioso anche ad una foglia trascinata dal vento o a un insetto, la cui esistenza si consuma in un battito di ali soltanto. La Poesia canta da sempre la primavera; la primavera si dona alla Poesia in un annuncio…

Il silenzio che domina incontrastato – ARNOLD BOCKLIN
Arnold Bocklin / 19 Marzo 2013

“Esso deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe far paura.” Arnold Bocklin, a proposito del suo dipinto più famoso L’ISOLA DEI MORTI Arnold Bocklin (1827 – 1901), pittore svizzero, rappresentante importante del Simbolismo che si colloca nell’Art Nouveau, inizialmente fu un paesaggista. Molto frequenti furono i suoi viaggi in Italia, fino a quando non si stabilì definitivamente a Firenze, dove morì e dove tutt’ora si trova la sua tomba. Un romanticismo, genuino e nordico, venato di mitologia classica e germanica caratterizza principalmente la sua pittura. Le creature alle quali dà corpo e luce sulla tela sono come sospese o fluttuanti all’interno di una dimensione onirica che sfocia spesso nel surreale. Sogno e veglia, vita e morte si rincorrono in una specie di gioco armonioso che finisce per prediligere il sogno e la morte. Arnold Bocklin sceglie, come soggetti per i suoi quadri, ninfe e naiadi, centauri e altri esseri immaginifici, trasferendoli dentro un’architettura allegorica che “sente” irresistibile il richiamo, sempre presente, della morte. Attento al simbolo nel suo significato più riposto e oscuro, egli trasfigura perciò ogni sua tela con la precisione del contrasto, spesso marcato, della luce e dell’ombra, donando, così, ad ogni minima sfumatura…

I graffiti di Chinon: un messaggio per soli iniziati?
I templari / 13 Marzo 2013

Nel cuore della Francia, precisamente nel villaggio di Domme sulla Dordogna, c’è un antico castello. Ogni anno vi passano centinaia di visitatori quale tappa di un percorso storico – turistico quasi obbligato. Molto si sapeva del castello, fino a poco tempo fa, poco di quello che in realtà custodiva. Importante, a tale riguardo, si è rivelata la porta detta “delle torri”, sul lato orientale delle mura. Un canonico del posto, di nome Tonnellier, incuriosito dalla parte sconosciuta del castello, decise di chiedere le chiavi della “porta delle torri” al sindaco di Domme e, una volta ottenutele, si addentrò nei misteri, o meglio, nei segreti che quella parte del castello custodiva da secoli. Camminando nei corridoi del castello e sostando passo dopo passo per osservare bene le pareti, il canonico Tonnellier si trovò davanti ad una gran quantità di disegni e di figure: dei veri e propri graffiti incisi nella pietra! Il mondo conobbe allora, per la prima volta, l’esistenza dei graffiti di Chinon, opera dei Cavalieri Templari ivi tenuti prigionieri per un certo periodo prima del processo finale che li avrebbe condotti al rogo e avrebbe soppresso il loro Ordine definitivamente. Figure di Gesù crocifisso, immagini della Vergine e dei…

La libertà della donna e della lupa – CLARISSA PINKOLA ESTéS e BOB MARLEY

“(…)Pertanto, che siate introverse o estroverse, donne amanti di donne o di uomini, o di Dio, o tutto insieme, che siate possedute da un cuore semplice o dalle ambizioni di un’Amazzone, che stiate cercando di arrivare in cima o soltanto a domani, che siate mordaci o tetre, regali o impetuose, la Donna Selvaggia vi appartiene. Appartiene a tutte le donne. Per trovare la Donna Selvaggia le donne devono tornare alla loro vita istintiva, alla loro più profonda sapienza. Cantiamo dunque la sua carne che torna a coprire le nostre ossa. Lasciamo cadere i falsi manti che ci hanno dato. Indossiamo il manto autentico dell’istinto possente e della conoscenza. Infiltriamoci nei territori psichici che un tempo ci appartenevano.” Brano tratto dal libro DONNE CHE CORRONO COI LUPI di Clarissa Pinkola Estés Clarissa Pinkola Estés, poetessa, scrittrice, psicanalista, sostenitrice dei diritti della donna. Si è laureata in psicologia etno – clinica e si è poi specializzata in psicologia analitica. E’ stata direttrice del Carl Gustav Yung Center di Denver, in Colorado. Nei quattro anni successivi al massacro alla COLUMBINE HIGH SCHOOL si è occupata del sostegno psicologico alla comunità. Dall’11 settembre 2001, lavora con i sopravvissuti e con i familiari delle vittime…

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