Mario Brusa Romagnoli (anni 18, meccanico) Papà e Mamma, è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila; raccogliete la mia salma e ponetela vicino a mio fratello Filippo. Un bacio a te Mamma cara, Papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo caro fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l’Italia. Mario. Mi sono perduto alle 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria. Poche frasi, brevi ma toccanti. Parole che si scrivono in una lettera, in questo caso l’ultima, per ringraziare, per salutare, per inneggiare, per dire addio alle persone più care, sapendo che in questa vita non si avrà più la possibilità di capire, di vedere, di esultare o di piangere ancora. E’ la lettera di un giovanissimo partigiano catturato dai nazi-fascisti e condannato a morte. E’ dunque una testimonianza storica diretta della guerra civile, che dilaniò l’Italia in quel periodo terribile il quale va dall’8 settembre 1943 fino al 25 aprile 1945. Questo periodo viene storicamente e legittimamente denominato periodo della Resistenza anti-fascista perché larghi e vari strati…
FASCINO So che appenderai al buio ritagli di lettere, confusamente, come se mi vedessi e cercassi un conforto. A rivoli di pensieri aggiungo l’inquietudine che mi restituisce fascino. – Sono un bell’animale – Dici ancora che ti manco come goduria di cibo avariato, uno stordimento del corpo che annaspa in marci umori. – Sono un bel frutto di stagione – So che soffocherai tra le dita le carte sepolte di un cassetto, arditamente, come se ti fossi annullata e confondessi il mio corpo. – Sono un bel corpo scheggiato – Dico così quando sei attenta, una trascuratezza dei sensi che rivendica un muto silenzio. A rivoli di parole aggiungo il pallore di una rosa. Max Ruvini Fascino di una immagine. Fascino di un’idea. Fascino di un gioco. Fascino della seduzione o dell’inganno. Fascino della bellezza. Fascino della Natura. Fascino di istanti vissuti, intensamente; di attimi fuori dal tempo o immersi interamente nel tempo. FASCINO è il titolo della poesia di Max Ruvini. Un incipit dalla poeticità quasi drammatica, velato di mestizia, attraversato da un malinconico percepire e un finale che conforta, che quasi sembra restituire speranza all’intero componimento: il pallore di una rosa (forse bianca, forse gialla, forse rossa)…
