“Cosa può aver indotto San Bruno a rifiutare gli innumerevoli privilegi offertigli per ritirarsi a vita eremitica e fondare uno degli ordini monastici più rigorosi della Chiesa? Secondo la letteratura agiografica, iniziata a circolare a partire dal 1250 con la cronaca Laudamus, la scelta di San Bruno affonderebbe le radici in un episodio, molto particolare, accorso a Parigi nella seconda metà dell’anno Mille. Trovandosi nella capitale francese, a causa della contesa con il vescovo simoniaco di Reims Manasse I, in un giorno del 1082 San Bruno decide di andare a Notre – Dame per assistere alla funzione funebre di un dotto professore della Sorbona, Raimond Diocrés. Non si trattava di un uomo qualunque, dal momento che <<uomo esser santo dicevan tutti ad una voce, quali che avesse con buone, e la virtù dirittamente ognor condotta >>. In questa occasione Brunone, insieme ad una moltitudine di persone, assiste a <<un avvenimento dei più terribili, che i preteriti Secoli abbian veduto, e ben valevole da sè a riempire di una salutare perturbazione il cuore di tutti >>.” Brano tratto dal libro DIECI MISTERI CERTOSINI di Mirko Tassone Qual’è stato questo avvenimento dei più terribili al quale assiste il giovane nobile Bruno di…
SEMBIANZE DI PRIMAVERA Leggo nel polline sembianze di primavera, il fremito di un verde che si rigenera nei riflessi del sole. Nasce per calore la luce che s’abbandona tra i petali fino in fondo alle caviglie dell’erba nuova. Avverto la voce del cielo che versa bagliori come carezze inattese e nelle cellule di una terra che muta vivo il colore e la scintilla del tempo. M’avvolge la pelle di una natura in movimento, il fogliame che respira e sospira l’odore acceso delle stagioni, così di fronte agli amori caldi di linfe e zolle m’inchino. Michela Zanarella <<Leggere>>, <<avvertire>>, <<avvolgere>> verbi dal significato intenso, dall’ermeneutica chiara facilmente individuabile. Sono espressione complessa e variegata di sensazioni, spesso forti, spesso piacevoli, anche dolorose ma che possono sempre essere vissute fino in fondo. Sono oggetto, modo del comunicare all’esterno ciò che l’interiorità riesce a percepire per mezzo del cuore con le emozioni; per mezzo dell’anima con l’immaginazione; per mezzo della mente con la forza raziocinante dei pensieri. Nel componimento poetico SEMBIANZE DI PRIMAVERA di Michela Zanarella questi tre verbi: leggere, avvertire, avvolgere sono usati al presente e in prima persona; rispettivamente all’inizio, al centro e alla fine della poesia, segno forse di una simbiosi…
Generale, architetto, mecenate, statista, agente segreto, poeta e fondatore di città, ispirò Torquato Tasso e William Shakespeare. Parliamo di Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591), la cui esistenza, trascorsa in giro per l’Europa e il Mediterraneo, sulle assolate coste africane, come nel gelido inverno polacco (in occasione dell’ultima grande missione della sua vita), fu tormentata dal sogno di creare una città ideale. Sabbioneta, fondata appunto dal generale napoletano nel bel mezzo della Valle Padana, fu infatti concepita per ospitare anche il frutto di tanti viaggi: copie di edifici, copie di affreschi, cimeli romani risultato di campagne in parte di acquisto, in parte di saccheggio, effettuate in giro per l’Europa, gioveranno alla sua “creatura” la nomea di “Piccola Atene de’ Gonzaga”. Le raccolte d’arte ivi ospitate si rivelarono presto tra le più imponenti d’Europa, ma già alla sua morte ne cominciò la dispersione. Il libro (premio internazionale di letteratura “Città di Milano” 1991), radicalmente rinnovato nell’attuale edizione, ripercorre dunque, con rigore scientifico e piglio narrativo, la vita di uno dei più affascinanti condottieri del XVI secolo, al quale restituisce un ruolo di primo piano nella politica del suo tempo. Egli infatti salvaguardò, con opere di grande valore strategico, la pace sanguinosamente guadagnata nella…
Di tutti i personaggi usciti dalla fertile penna dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, il commissario Montalbano è forse, in un certo senso, quello più riuscito stilisticamente e letterariamente. Ma è anche quello più popolare e più conosciuto dai lettori più vari e più diversi. Forse non credo di esagerare se dico che questo personaggio ha fatto, in fondo, la fortuna del proprio creatore. Salvo Montalbano è un commissario di polizia di una cittadina immaginaria nel cuore della Sicilia, che ha nome Vigata. Una cittadina che di inventato ha forse soltanto il nome poiché, per il modo realistico in cui viene presentata, potrebbe essere benissimo una qualunque cittadina della Sicilia, con tanto di strade e stradine inondate da un sole stupendo, palazzi, monumenti e chiese barocche immersi in un tempo che scorre lento e a ritroso, intercalato da un paesaggio naturale esotico e pienamente inserito all’interno dei propri confini, con sempre sullo sfondo un mare limpido, azzurro, increspato dalla brezza calda che giunge dall’Africa. Non a caso, forse, il commissario Montalbano vive in una bella villa tra l’antico e il moderno, con un terrazzo incantevole che da su questo mare quasi da sogno, sul quale a volte egli si affaccia per…
Pubblichiamo la breve presentazione di Umberto Donato del libro IL BUIO DI UN SORRISO, racconto scritto da Lucia Marmorato, edito dalla THOTH EDIZIONI. …Che nell’anno di grazia (si fa per dire…) 2013, una ragazza del nostro, ma, soprattutto, del suo tempo, molto giovane e carina, moderna ed acculturata, si metta a scrivere, scavando nella sua fresca memoria, di un tempo che non c’è più da un bel po’, sarebbe già di per sè cosa quanto meno un po’ anomala, per non dire strana. Se poi consideriamo che, da questa archeologia della memoria, vengono fuori, via via, come per incanto, una serie di personaggi (la Nonna su tutti) ed una serie di mentalità, di modi di essere e di luoghi che oggidì a molti giovani (se non a tutti…) spoetizzati contemporanei, spesso superficiali e consumisti, possono, sbagliando di grosso, apparire arcaici e superati, ecco che il piccolo, grande miracolo di questo libro si disvela in tutta la sua forza rievocativa, commovente e coinvolgente. Io l’ho letto e riletto e se mi sono deciso a scrivere queste poche righe di presentazione, credetemi, è perché in esso credo, con convinzione. E poi con tanto affetto per la sua autrice, la quale, peraltro, è stata mia valente allieva. …
Nel meraviglioso mese di maggio, quando si schiudono le gemme, fu allora che nel mio cuore, è sbocciato l’amore. Nel meraviglioso mese di maggio, quando gli uccelli cantano, allora le ho confessato le mie brame, i miei desideri. Heinrich Heine Il 10 maggio 1933, nella Babelplatz a Berlino, i nazisti davano alle fiamme i libri degli autori “indesiderati”. Il grande rogo dei libri, che si innalzò nel cielo della capitale tedesca, fu come il preludio di molti altri roghi, ben più terribili e sinistri, che finiranno per ridurre in cenere dapprima l’Europa e poi la stessa Germania. Fra gli autori più conosciuti, i cui libri furono bruciati, spiccano Thomas Mann e il poeta romantico Heinrich Heine. Le poesie d’amore di quest’ultimo vogliamo oggi, 10 maggio 2013, metaforicamente “salvare” da quel rogo immane e ingiusto riportando i versi di un PROLOGO stupendo, che canta l’amore nel mese più bello e più fiorito dell’anno, cioè il mese di maggio; perché il cuore non ha ideologie, non segue mode o eventi mondani, non può mai venire imprigionato nella, pur sempre stretta, dimensione spazio – temporale, né tantomeno annientato dal fuoco che brucia e distrugge… ricordando che fu proprio Heinrich Heine a…
“(…) Così,anzitutto, l’antica sovranità statale, vero modello di Katechon, dovrà ‘ superarsi ‘, ricollocandosi su una dimensione che, da un lato, la renderà sempre più relativa e, dall’altro, la costringerà a dar vita a ‘ grandi spazi ‘, che, per le ragioni che derivano da tutto quanto fin qui sostenuto, dell’impero non potranno che essere deboli simia. La norma giuridica, da parte sua, dovrà adeguarsi a quel centaurico giusnaturalismo artificiale, cui ci si riferisce quando si invocano le ‘ leggi ‘ dell’economia e del mercato. Il ‘ cervello sociale ‘ produttore di innovazione, a sua volta, spogliandosi di ogni ‘ auratica ‘ autonomia, dovrà, per competere efficacemente, manifestarsi come produzione di forme di vita, come quella legge, anzi, che le struttura dal loro stesso interno.(…) Ciò che la crisi permanente permette oggi ragionevolmente di affermare è che da esse non emergeranno nuove potenze catecontiche. Emergeranno forse ‘ grandi spazi ‘ in competizione, ‘ guidati ‘ da élites che, pur in conflitto tra le loro diverse potenze, sono caratterizzate tutte dalla insofferenza assoluta verso qualsiasi potenza che trascende il loro stesso movimento. Unite soltanto dalla comune apostasia rispetto all’Evo cristiano. Molto di più non sembra sia dato sapere.” Brano tratto dal…
“Il nostro animo è preso da una profonda amarezza dinnanzi allo spettacolo smisuratamente triste di numerosissimi lavoratori di molti Paesi e di interi Continenti, ai quali viene corrisposto un salario che costringe essi stessi e le loro famiglie a condizioni di vita infraumane.(…) Riteniamo perciò nostro dovere riaffermare ancora una volta che la retribuzione del lavoro, come non può essere interamente abbandonata alle leggi di mercato, così non può essere fissata arbitrariamente; va invece determinata secondo giustizia ed equità.” Brano tratto dall’enciclica MATER ET MAGISTRA di Giovanni XXIII L’enciclica MATER ET MAGISTRA di Papa Giovanni XXIII resta tutt’ora una delle voci più alte, più nobili e più profondamente coinvolgenti levatesi, in questo nostro tempo, a difesa della giustizia sociale e della dignità del lavoro. Sembra allora che Giovanni XXIII, facendosi interprete del nuovo pensiero e del nuovo corso della Chiesa, Madre e Maestra di verità e di amore in tempi di mutamenti sociali radicali e spesso imprevedibili, riveli in questa enciclica tutta la sua attenzione (quasi di padre amorevole) per i bisogni dei più poveri, dei più umili e dei più indifesi e voglia, in un certo senso, indicare le vie di un dignitoso riscatto dalla povertà e di una…
