Il bisogno della festa popolare – CORRADO L’ANDOLINA

“Quelli che erano in quell’emporio e nei vicini monasteri vedendo e sentendo le cose mirabili che erano state operate, portando croci, ceri e benedicendo il Signore con inni, cantici e salmi, giunsero in quel monastero dove riposa il corpo di lei; benedissero il Signore Dio che fino allora aveva operato molte cose mirabili per la preghiera e il merito della santa Vergine Marina, cui il Signore si era degnato di dare tanta grazia”. De vita et verbis seniorum (A. Bibliotheque Nationale: ms. du fonds latin 2328, IX secolo – Traduzione L. Clugnet) Nel riportare questo brano tratto da DE VITA ET VERBIS SENIORUM del IX secolo dopo Cristo nella traduzione di L. Clugnet che apre il libro PER SANTA MARINA – Devozione religiosa e riti civili nella tradizione sangiovannese – a cura di Corrado Antonio L’Andolina mi soffermo, per una breve riflessione, intorno a questo volume agile ma intenso che parla di devozione religiosa, di riti e di tradizioni popolari, di sacralità, di rinuncia e di libertà della donna, ma essenzialmente di festa… di quella festa genuina e semplice che la si annusa nell’aria e la si percepisce sulla pelle, la si sente nel cuore, la si vive in ogni…

ULTIMO con gli ultimi e fra gli ultimi
Ultimo / 15 Luglio 2013

“Perché per noi lottare sarà sempre sognare e non sarà mai condannare.” Ultimo Prendo spunto da queste parole, dall’alto valore simbolico, per tentare una riflessione su un ideale, una scelta di vita, un essere e un sentirsi realizzati, un modo di rapportarsi alla società, un misurarsi con se stesso e con l’altro. Chi le ha pronunciate è un uomo certamente fuori dal comune, un uomo che mi piace definire “idealista spietato” come il protagonista del mio romanzo più recente non ancora andato in stampa. Quest’uomo, per motivi di sicurezza, è costretto a nascondere la propria identità da più di quindici anni. Si tratta del capitano Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri a capo della Squadra Speciale che il 15 gennaio 1993 ha arrestato il boss mafioso Totò Riina. Da allora in poi, il capitano Sergio De Caprio ha indossato un guanto nero senza dita (come chi lavora e non ha diritti e voce) alla mano sinistra e ha scelto di chiamarsi Ultimo (nome di battaglia usato durante le operazioni più rischiose e importanti). Ultimo con gli ultimi e fra gli ultimi, per stare dalla parte del popolo, della povera gente, di chi non può lottare per avere giustizia perché non ha mezzi,…

In attesa, forse, di una rinascita o di una resurrezione dal fuoco e dallo spirito – GIORGIO MANACORDA
Giorgio Manacorda / 5 Luglio 2013

“Noi siamo una specie in via di estinzione, commissario: faremo la fine degli scoiattoli italiani. Qualcuno ce l’ha con i poeti.” “Un parco selvatico, addirittura fiabesco nel suo silenzio e nel suo isolamento.” Citazioni tratte dal romanzo DELITTO A VILLA ADA di Giorgio Manacorda Giorgio Manacorda, oggi docente di Lingue e Letterature straniere moderne all’Università della Tuscia a Viterbo, ha insegnato anche all’Università della Calabria, a Cosenza, e presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha scritto diversi saggi su autori tedeschi quali Goethe, Roth, Bachman e altri, e soprattutto si è occupato molto di poesia italiana contemporanea quale critico letterario fra i più validi in Italia. DELITTO A VILLA ADA è il suo secondo romanzo dopo quello di esordio IL CORRIDOIO DI LEGNO. DELITTO A VILLA ADA forse si presenta come un thriller dalla trama avvincente, forse come un giallo capriccioso e intrigante, forse, alla fin fine, come una fiaba noir sottilmente percorsa da un’amara quanto ironica allegoria sulla Poesia e sulla figura del Poeta in questo nostro tempo. Sono tutte definizioni possibili e accettabili. Vi è un commissario di polizia appassionato di Poesia e che si diletta egli stesso a scrivere poesie. Vi sono poeti e critici letterari. Vi…

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