“Giunto nella città vicina, sita presso le foreste, Zarathustra vi trovò radunata sul mercato una gran massa di popolo: era stata promessa infatti l’esibizione di un funambolo. E Zarathustra parlò così alla folla: Io vi insegno il superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sè: e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l’uomo? Che cos’è per l’uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto deve essere l’uomo per il superuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna. Avete percorso il cammino dal verme all’uomo, e molto in voi ha ancora del verme. In passato foste scimmie, e ancora oggi l’uomo è più scimmia di qualsiasi scimmia. E il più saggio tra voi non è altro che un’ibrida disarmonia di pianta e spettro. Voglio forse che diventiate uno spettro o una pianta? Ecco, io vi insegno il superuomo! Il superuomo è il senso della terra. Dica la vostra volontà: sia il superuomo il senso della terra!” Brano tratto da COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA di Friedrich Nietzsche Al di là di tutto quello che…
“(…) Ma in letteratura l’utilizzare il linguaggio doppio con allusioni sessuali, scene osé, incontri erotici, descrizioni di perversioni sessuali e di atteggiamenti licenziosi com’è visto e interpretato? E’ ancora visto come immorale, com’era decenni fa, oppure anche la letteratura è stata attraversata da una sorta di rivoluzione dei costumi? E’ difficile dirlo. Chi scrive scene di sesso prive di una dimensione propriamente erotica o utilizza nella narrazione gli amplessi per inscenare rottura, chi narra di perversioni sessuali sostanzialmente è stato considerato un autore di basso rango, che appartiene alla low literature e dal quale stare bene in guardia. Si ricordi che Ian McEwan venne prontamente bollato dalla critica come immorale, macabro, gotico, come un enfant terrible proprio per la crudezza dei temi e dell’impiego di una sessualità perversa nelle opere della sua prima produzione. Le sue prime opere vennero pubblicate verso la fine degli anni ’70 e quindi c’è da concludere che, se proprio si vuole parlare di una rivoluzione sessuale in letteratura, questa non si era ancora raggiunta in quel periodo (…).” brano tratto dal saggio di critica letteraria di Lorenzo Spurio IAN McEWAN: SESSO E PERVERSIONE Sesso e letteratura. Letteratura ed erotismo. Binomio e connubio sempre molto difficile,…
