La fine del tredicesimo anno del terzo millennio
Francesca Rita Rombolà / 31 Dicembre 2013

FRANCESCA  RITA  ROMBOLA’ ( Brattirò, VV ) QUANDO Quando muore ai margini del villaggio africano per la fame un bimbo. Quando muore sulla panchina di un parco o di una piazza per il freddo un uomo giovane o un vecchio. Quando muore una donna sul ciglio della strada per le percosse subite per lo stupro patito per la violenza silenziosa e oscura dentro le mura di casa. Quando muore un gatto maciullato sull’asfalto e un cane abbandonato ovunque e dapertutto. Quando la furia dell’acqua e la forza del vento la potenza del fuoco e l’energia della terra trascinano e distruggono devastano e trasformano può il poeta non prendere in mano la sua cetra e non trasfigurare il suo lamento in canto? Può in momenti disperati e in giorni di dolore la Poesia non dispiegare la sua vera essenza per donare a chiunque e a ciascuno il proprio posto nella memoria per l’Eternità? E’ trascorso anche il tredicesimo anno del terzo millennio. Come sempre accade, durante quest’anno sono successe molte cose: avvenimenti gioiosi ed esaltanti insieme ad avvenimenti tristi e luttuosi. Fra i molti, appartenenti a questi ultimi, vorrei ricordare l’alluvione che il 18 novembre scorso ha colpito la Sardegna, causando…

Natale 2013
Paolo Ruffilli - poesia - / 24 Dicembre 2013

Può darsi sia soltanto un altro modo, per reggere da solo e stanco l’urto violento della vita, io, come i monaci chiusi nel distacco delle loro celle certe della coercizione ma senza l’obbligo dell’atto volontario senza scegliere con intenzione la scelta loro di esclusiva, da escluso intanto in reclusione contro il mio stesso desiderio ma libero infine dal suo imperio rinato con la nascita di Dio. Paolo Ruffilli Neanche per questo Natale 2013, Paolo, sei mancato all’appuntamento. Poeti o soltanto disillusi dalla vita? Spiriti liberi alla ricerca di un qualcosa che sta sempre oltre una soglia ben definita o sognatori soltanto? Idealisti che si servono della scrittura per capire il mondo che li circonda, la realtà nella quale vivono, forse gli altri ma soprattutto se stessi? Se la Poesia è soltanto un linguaggio – chiave per aprire le stanze dell’Azzurro, della Libertà, dell’Infinito allora forse noi siamo riusciti ad aprire qualche porta e ad entrare in dimensioni sconosciute che colmano il vuoto, la lontananza, l’oblìo e la nostalgia di ciò che si è per sempre perso e più non ritorna… anche se a volte il solo esistere ci pesa come un macigno portato in salita da fragili spalle. Un Buon…

Quasi una canzone che culla le onde del mare – ALESSANDRO OLIVIERO
Alessandro Oliviero / 9 Dicembre 2013

L’amore è un pirata stanco marcio di alcool aggrappato al bancone della taverna di legno sul porto di mare sul mare di legno fradicio di sale e racconta una storia che viene dal mare e finisce ogni frase con la stessa cadenza come le onde del mare lui non dice parole le infrange noi siamo l’eterno ritorno lui dice che siamo l’eterno ritorno Alessandro Oliviero Quasi una canzone che culla le onde del mare. Come una nenia che calma i marinai quando il mare è in tempesta, e la loro memoria si perde nella malinconia di giorni lontani. Un ritmo, in un certo senso, “salmastro” in cui il verso affonda, si immerge e riemerge per affabulare il visto o il vissuto. Cos’è l’amore per Alessandro Oliviero in questa sua poesia? Forse la disillusione della vita e la caduta dei sogni, nei quali ogni elemento liquido, naturale, inconscio perde, diciamo così, la sua “etereità” e si trasforma in un qualcosa di duro, duro come il legno, della stessa consistenza del legno. Le onde e il mare: voce e suono, vibrazione dell’anima che diventa parola, e in un flusso di parole si infrange come l’onda alta di marea sulla scogliera. Le anime,…

Passeggiata tra i versi di una poesia – MARIAGRAZIA CAGLIOTI
Mariagrazia Caglioti / 3 Dicembre 2013

Vieni, passeggia con me almeno nella mia ultima poesia, quella che ti dedicherò come mio ultimo dono, vieni, passeggia con me tra le righe ogni riga sarà una via un sentiero, il greto di un fiume o la riva del mare vieni, passeggia nelle mie emozioni esse lasciano la scia come le lumache passeggia con me ai bordi del mio cuore sugli speroni aguzzi della malinconica agonia di un giorno che muore. Vieni, corri con me incontro ai sogni ai sogni ancora assonnati all’alba incontro ai colori che non hanno dolore vieni, passeggia con me in tutte le mie poesie passeggia sulle note di una dolce e straziante melodia. Vieni, o vai? Dimmi almeno se passeggi nei miei sogni. Mariagrazia Caglioti   Un invito. Una preghiera. Che diventano accorati, insistenti; passione bruciante, desiderio di condurre lontano. Una passeggiata, soltanto una passeggiata ma che porta nei posti più belli, più strani, più impensabili; perché la Poesia può farlo, e allora ciascuna parola di ciascun verso è un sentiero o il greto di un fiume o la riva del mare. Mariagrazia Caglioti rimarca e rimarca ancora, nei suoi versi, con il “vieni, passeggia con me”, una forza interiore che, a tratti, supera…

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