ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI SIGNIFICAZIONE POESIA E ARTE CONTEMPORANEA Polo Accademico di Libera Creazione, Formazione, Ricerca e Significazione del Linguaggio Umano, Poetico e Artistico bandisce la I Edizione a.a. 2014 del Presidente Fondatrice dell’Accademia e del Premio Prof.ssa Fulvia Minetti Il Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea “Apollo dionisiaco” è volto alla significazione e alla valorizzazione delle espressioni creative dell’umano e apre alla partecipazione di opere in poesia e opere d’arte visiva, edite o inedite, di autori e artisti italiani o stranieri. Il Premio si articola in 2 Spazi di categoria: 1. SPAZIO POESIE Due poesie di propria creazione, a tema libero, edite o inedite, ciascuna non superiore ai trentasei versi, in formato doc. Le poesie in lingua straniera devono riportare una traduzione italiana a fronte. 2. SPAZIO OPERE D’ARTE VISIVA Due opere di pittura, o scultura, o grafica, o fotografia d’arte, di propria creazione, a tema libero, edite o inedite, inviate alla valutazione in immagini corrispondenti all’originale in formato jpg. L’Artista si obbliga in caso di qualifica alla esibizione in sua cura e custodia dell’opera originale in sede di cerimonia di premiazione. Per l’iscrizione al Premio di minori è richiesta la firma del genitore o dell’esercente la patria…
SAGRA DI PRIMAVERA Primavera e Poesia memoria e oblìo di un tempo, lontanissimo di uno spazio più vasto del cielo e dell’anima. Una sagra, di fiori, di frutti di vento, di canti, di danza mandrie primeve di uri sui fiumi e nei prati uomini e donne i cui piedi nudi impressero orme misteriose nella duttile argilla delle caverne. Poesia e Primavera nuvole d’oro, e l’Azzurro nè del mare nè del cielo ma dei fanciulli e del soffio adamitico di canto e parola mai estinti. Primavera, ritorna ritorna per me ancora qui, ad attenderti sull’uscio del mio cuore consumato dagli anni e dalle intemperie. Poesia, in me sempre in me come in questo primo giorno che rinnova la terra, la vita, il sogno. Francesca Rita Rombolà Tripudio dei sensi, dell’anima, dello spirito, del cuore. / Festa dei colori, dei sogni, della bellezza, della libertà. / Annuncio del tempo migliore della nostra vita / che ogni anno ritorna e si rinnova. P. S. – Per il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia.
“(…)E tu onore di pianti, Ettore, avrai, ove fia santo e lacrimato il sangue per la patria versato, e finchè il sole risplenderà su le sciagure umane.” Versi finali de I SEPOLCRI di Ugo Foscolo “E’ un sognatore, un poeta, sa solo leggere i poemi di Omero. Non combinerà nulla di buono…” Dicevano i greci di Alessandro Magno alla morte del padre Filippo. “E’ un idealista a cui piace la poesia: le vicende di Achille, di Ettore, di Ulisse. Cosa potrà mai realizzare?…” Dicevano di Napoleone Bonaparte i francesi e tutti gli altri popoli d’Europa. “Un buono a nulla, legge troppa poesia, stima troppo i poeti. Farà mai qualcosa di concreto nella vita?…” Ripeteva spesso il padre di Giuseppe Garibaldi, riferendosi a quel figlio un po’ ribelle, un po’ rivoluzionario, un po’ irruento che aveva il vezzo o la fissa di leggere soprattutto le opere di Ugo Foscolo e di queste, in modo particolare, I SEPOLCRI. Non sta a me dire se questi tre personaggi, appena menzionati, abbiano “combinato” qualcosa nella vita. Per loro basta e avanza la Storia. Quel che mi preme sottolineare, leggendo gli ultimi quattro versi del carme I SEPOLCRI di Ugo Foscolo è, ancora una…
MIMOSE Gialle, vaporose e soffici un effluvio danzante, tra i venti un fiotto di calore e di bellezza fra la pioggia e il sole incerti nel particolare momento della stagione. Quante mimose vestono la terra e l’accarezzano ancora nel freddo, quella mimosa laggiù: un albero nascosto e riparato fra la collina e il mare, i suoi rami fioriti per tutte le donne del mondo e su ciascun ramo un sogno una delusione, un dolore intenso o una gioia rara che ogni donna reca nell’enigma del proprio cuore. Francesca Rita Rombolà P. S. – Per me donna, per te donna, per voi donne, per le donne ovunque e in ogni dove in questo giorno che ci ricorda, ancora e comunque, fra spasimi e tormenti, fra lotte e ribellioni perché forse non vogliamo mai arrenderci alla rinuncia, alla sopraffazione, al Male. WOMAN, nella lingua che nel mondo oggi è più parlata e compresa. WOMAN, nel ricordo di una canzone di John Lennon, scritta per la donna, conosciuta e amata da milioni di donne nel mondo.
