SENATO DELLA REPUBBLICA presso Sala Convegni – Istituto “Santa Maria in Aquiro” – Piazza Capranica, 72 ROMA Intergruppo parlamentare per la musica e meeting delle etichette indipendenti invitano a STATI GENERALI DELLA NUOVA MUSICA. Per l’occasione sarà presentata la nuova edizione del “nuovomeiduemilaequindici” che si terrà a Faenza il 2,3 e 4 ottobre 2015. Interverranno, tra gli altri, i senatori Elena Ferrara e Stefano Collina, l’assessore alla cultura del comune di Faenza, Massimo Isola, e l’organizzatore del Mei Giordano Sangiorgi. Sarà un confronto tra report scaturito in mezzo agli undici Tavoli della Musica di Roma con oltre duecento voci, un’esperienza mai realizzata prima nel settore della musica, per nuovi spunti a beneficio del settore musicale del futuro. Ci saranno anche interventi degli undici coordinatori dei Tavoli della Musica, tenutisi a Roma in occasione di Roma Caput Indie per i venti anni del Mei, gli interventi dei partecipanti ai Tavoli Generali della Nuova Musica e dei presenti in sala. Inizio dell’incontro ore 10.00. Conclusione prevista per le ore 11.45. Concluderanno la manifestazione la senatrice Elena Ferrara, il senatore Stefano Collina e i colleghi parlamentari dell’Intergruppo Parlamentare per la Musica. Coordinano l’incontro: Giordano Sangiorgi con Tiziana Barillà e Carlo Testini. Il Mei…
Non inganni il lettore l’apparente esilità del libro, ché di tutt’altra marca sono il tenore e il contenuto, degni d’attenzione e pacata rilettura, oltre l’approccio inizialmente dettato dal ritmo incalzante delle parole. Da subito nel lettore si creano immagini colme d’attesa, dietro il chiaro richiamo del titolo alla stagione più dura della natura e, metaforicamente, anche a quella della vita umana. L’albero privo di foglie appare fragile, scheletrito, privo di vigore e sofferente, come l’essere umano privo d’amore. Ma la ciclicità delle stagioni tiene in serbo rinascita e rinnovamento, nuove fasi che al cupo grigiore e ai colori sbiaditi vedranno sostituirsi cromatismi carichi di solarità e toni screziati. La vena lirica della Rombolà che qui si dispiega ondeggia armonicamente e delicatamente, in modo del tutto naturale, tra questi due estremi, in un canto che si distende, vibrante, continuo, facendo di Alberi spogli un vero e proprio poemetto in cui le voci altre e quella dell’Io lirico si scambiano e s’intersecano, quasi si fondono, nella pienezza di un senso panico della natura e della vita. Si sprofonda in un mondo quasi magico, di lontane antiche assonanze che, anziché allontanare, rendono ancora più acuto e vibrante il canto d’amore, all’amore, più vivo,…
Oggi 21 marzo, primo giorno di primavera e Giornata Mondiale della Poesia, ringrazio le Muse per il lieto evento di questo giorno e per la fine del gelido inverno e le invoco perché, oltre al dono del canto, possano infondere, in me e in chi la Poesia ama, ancora e davvero, la dolce speranza di una calda primavera. Le Muse, secondo Esiodo, erano figlie di Zeus e di Mnemosyne, la memoria, ed erano nate sulle pendici dell’Olimpo. Pindaro racconta che gli dei, dopo aver sconfitto i Titani, pregarono Zeus affinché creasse degli esseri che, con il canto, celebrassero le loro gesta: le gesta degli dei. Zeus, signore dei Numi, acconsentì e generò le nove muse che sapevano cantare il presente, il passato e il futuro. Apollo, dio del sole e del canto, le accompagnava con la cetra ed esse rallegravano, così, l’animo degli dei. Apollo Musagete venne egli chiamato, perché guida del coro delle Muse. Insieme cantavano l’origine del mondo, la nascita degli dei e degli uomini, le loro imprese presenti, le profetiche e oscure gesta di un tempo ancora da venire. Benché le Muse si compiacessero, in special modo del canto, esse furono viste e pensate anche come suonatrici…
“(…) Il generale Amilcare Barca si divincolò dall’abbraccio del figlio, prese Annibale per mano e lo portò davanti all’altare che in ogni casa cartaginese era dedicato a Baal, la divinità suprema dei fenici, il Baal di Tiro: il dio dei padri e dell’eternità. Davanti al nume tutelare, il generale disse al figlio Annibale <<Adesso tu farai un giuramento. Un giuramento solenne>>. Annibale fu percorso da un brivido. In quel momento, l’entrata nel mondo oscuro degli uomini significava troncare di netto i vaghi sogni dell’infanzia per fare di quel bambino di nove anni uno strumento dedicato alla guerra. Il giuramento di Annibale sta a significare che, da quell’istante, egli si votò all’odio contro Roma, ad essere per sempre nemico del popolo romano: << Odierò i romani, come essi mi odieranno >>. Fece questo giuramento solenne toccando la pietra dell’altare. E non dimenticò mai più il vincolo sacro di quel gesto (…)”. Brano tratto da ANNIBALE di Gianni Granzotto Annibale, della potente famiglia cartaginese dei Barca la cui radice fenicia ha il tremendo significato di “fulmine”, fu uno dei più grandi e più geniali generali e strateghi militari di tutti i tempi. Egli è da sempre considerato un vero e proprio genio…
Michele Mazzeo (in arte Cheap) nasce a Vibo Valentia il 14 novembre 1992. La passione per la musica lo spinge, fin da piccolo, allo studio del sassofono. All’età di circa quattordici anni inizia la sua passione per il rap. Il brano NON DEVI CEDERE è il suo primo lavoro , compreso anche in un album attualmente in lavorazione. Il testo è profondo, intelligente e ricco di contenuti. Cheap è molto bravo nel delineare lo spaccato di vita di un’intera generazione di suoi coetanei che vive un’epoca difficile, tanto più al sud. Metriche funamboliche e ritmo incessante della voce sono le sue caratteristiche per un brano molto introspettivo. NON DEVI CEDERE è un sorprendente incalzare di descrizioni e sensazioni provate da un ragazzo di ventidue anni, che si ritrova a vivere al sud con tutte le contraddizioni che la cosa comporta, con l’amore per la sua terra ma anche con la rabbia di vivere un’apparente assenza di prospettive. Il testo della canzone è dello stesso Cheap, mentre la musica è stata scritta insieme a Ettore Diliberto che si è occupato anche degli arrangiamenti. Francesca Rita Rombolà ha provato a rivolgergli alcune domande. D – Ciao Cheap, sei molto giovane, vedo. Come…
Ho tra le mani un CD. L’ho appena ascoltato. Non si tratta di un CD di canzoni o di brani musicali. In esso ho incontrato suoni, rumori, fruscii, cigolii, voci umane e della natura in una specie di “Zibaldone” in cui l’onomatopeica attraversa ogni traccia dalla prima all’ultima. Ne sono autori Michal Libera e Rinus Van Alebeek. Si è in viaggio…, o meglio, i due autori sono in viaggio in Calabria; una regione dell’estremo sud d’Italia dove la tradizione più remota si mescola all’esotismo e ad una modernità strana quanto di difficile comprensione e descrizione. E il viaggio in una terra esotica e in parte ancora da scoprire viene raccontato, appunto, nelle nove tracce raccolte e registrate, tra luglio e agosto 2014, in varie località calabresi quali: Santa Eufemia di Aspromonte, Gioia Tauro, Roghudi, Catanzaro, Rosarno, Caulonia e altre. “un suono, un odore, un sapore, può creare un’immagine o può restituire un’immagine attraverso il ricordo” diceva Marcel Proust. Alcuni di questi suoni o anche semplici rumori sono riusciti, in me, a suscitare qualcosa: forse un moto interiore, dei ricordi d’infanzia perduti o rimossi, ma pur sempre un qualcosa che rimanda a un tempo semplice e nudo, una vita segnata da…
LA LINGUA DI FIAMMA Mi uccidi, a causa della mia femminilità la lama improvvisa e lenta si abbatte sul mio capo e recide la gola che parlò e non tacque che volle cantare la vita il desiderio, il bello e le passioni. Ho cercato, ogni giorno e ogni notte la lingua di fiamma di quel fuoco atavico che solo riscalda, forse non l’ho mai trovata ma adesso il gelo nelle mie ossa è scomparso nella tempesta andata look at this website. E’ forse l’alba o forse il sole tramonta. Non ho più paura. Danziamo ancora sotto la luna piena, con gli occhi colmi di cielo e le pupille vigili nel chiarore notturno. Fili di luce azzurra tra i capelli, riflessi di amore e sogno sul volto trasfigurato dalla vita, e il fuoco primordiale di un vulcano nella gestualità armoniosa del corpo. A tutte le donne un augurio speciale ricco di poesia, di bellezza, di libertà nel giorno della nostra festa. Francesca Rita Rombolà
L’Associazione Culturale TraccePerLaMeta indice il concorso “… per mangiarti meglio!” con il patrocinio di EXPO Milano 2015, il cui motto è NUTRIRE IL PIANETA / ENERGIA PER LA VITA. Si tratta di un mix di cucina, poesia e scrittura che vuole, per mezzo dell’affabulazione, far conoscere l’alimentazione sicura abituando, soprattutto i bambini, ad avere un rapporto giusto ed equilibrato con il cibo in genere. Raccontando delle fiabe e delle filastrocche insieme alla descrizione di ricette che mescolano ingredienti, fantasia e anche voglia di imparare con spirito leggero e genuino, l’intento del concorso è quello di scoprire o di riscoprire i sapori e i gusti più semplici e più naturali. Per questo motivo il concorso ha ottenuto il patrocinio di EXPO 2015 di Milano. PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI
