L’idea di Europa unita: il sogno folle di poeti folli
Federico Chabod / 20 Agosto 2015

<< Coscienza europea significa, infatti, differenziazione dell’Europa, come entità politica e morale, da altre entità cioè, nel nostro caso, da altri continenti o gruppi di nazioni;  il concetto di Europa deve formarsi per contrapposizione in quanto c’è qualcosa che non è Europa ed acquista le sue caratteristiche e si precisa nei suoi elementi, almeno inizialmente, proprio attraverso un confronto con questa non-Europa. La coscienza europea, al pari della coscienza nazionale, per dirla con Carlo Cattaneo, è “come l’io degli ideologi che si accorge di sè nell’urto col non-io”>>. Brano tratto da STORIA DELL’IDEA D’EUROPA di Federico Chabod Un’ Europa unita ma divisa. Un’ Europa composta da molte nazioni che abbracciano quasi per intero il suo territorio ma piena di contraddizioni. Un’ Europa con un parlamento, dei ministri, un presidente ma con “spinte” interne che spaziano dal razzismo alla xenofobia pura, dalla corruzione politica dilagante al provincialismo oscurantista delle sue età storiche più buie. Un’ Europa con una moneta unica, una banca centrale, un mercato comune ma politicamente e socialmente lontana, abulica, senza identità. Senza dilungarmi ancora, è più o meno questo il quadro, nelle linee generali, dell’Europa del primo quindicennio del ventunesimo secolo. Non è certo ciò che i suoi…

“Guerra d’amore” secondo Roberto Di Pietro
Maria Teresa Cipri / 9 Agosto 2015

Da quando il sapere è stato sezionato e compartimentalizzato in discipline scientifiche sotto formaldeide di byte e megabyte, il passato è diventato inaccessibile all’uomo. In un recente saggio sulla memoria, lo studioso Paul Connerton dimostra come istituzionalizzare il ricordo favorisca, in realtà, la sua dimenticanza. Delegando a feste, monumenti e anniversari il compito di tenere in vita un’opera, una persona o un anniversario, ognuno di noi è legittimato a dimenticare, liberando tempo ed energie da dedicare al business e alla perversa macchina di produzione, crescita, saturazione del mercato e recessione. Come sentirsi di nuovo e per sempre uomini, allora? La Storia, come tutte le altre discipline, ormai assorbe e livella, riassume e formatta non più soltanto la vita di popoli e nazioni ma addirittura di intere macroaree del Pianeta, come l’Occidente e l’Oriente, frustrando la sola unità di misura possibile: l’individuo. La riduzione in formule, infatti, è anche una standardizzazione dei singoli, incapaci ormai di appartenere e di appartenersi. Restano allora le storie, che siano vere o inventate, il racconto e la letteratura a testimoniare il nostro veloce passaggio sulla Terra. Shakespeare, in uno dei suoi più noti drammi d’amore, sottolinea che per lasciare una traccia indelebile di humanitas bastano…

Una data-simbolo per l’umanità
Senza categoria / 6 Agosto 2015

6 agosto 1945. Gli americani sganciano “l’ultima bomba” della Seconda Guerra Mondiale. Una bomba diversa da tutte le altre. Una bomba mai sganciata prima. Una bomba il cui potenziale distruttivo è del tutto sconosciuto e che si rivelerà di una potenza catastrofica inimmaginabile. Si tratta della prima bomba atomica della storia, che annienta in pochi attimi la città giapponese di Hiroshima. Tre giorni dopo, esattamente il 9 agosto, sarà la volta della città di Nagasaki. Finisce “ufficialmente” la guerra, si apre “ufficialmente” l’era del nucleare destinata a cambiare il mondo, che ha in mano, nel bene come nel male, i destini del mondo. Settanta anni trascorsi e una data-simbolo per l’umanità. Il TEMPO NUOVO Un lampo di luce improvviso un fungo micidiale nel cielo terso. E’ l’energia che ha creato l’Universo, è l’energia che distrugge l’Universo. Interdetti i piloti alla guida dell’aereo, ignaro colui che ha sganciato la bomba sulla città. La morte è solo l’ombra di sè stessa nel calore spaventoso che annienta e nullifica in pochi attimi soltanto. Come sarà il mondo domani? E il giorno dopo? E l’altro ancora? Sì, domani l’altro gli uomini rifletteranno sui limiti della scienza e percepiranno l’orrore delle loro paure più inconsce….

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