Franz Kafka diceva: << A cosa può servire un libro se non è un’ascia affilata che spezza il mare ghiacciato dentro di noi? >>. Oggi vi sono libri di ogni genere, di ogni colore, di ogni formato. In questo primo scorcio di ventunesimo secolo si scrivono e si pubblicano più libri di quanti se ne sono scritti e pubblicati nei secoli immediatamente successivi alla scoperta della stampa da parte di Gutenberg. Ma quanti sono “un’ascia affilata che spezza il mare ghiacciato dentro di noi?”. Forse pochi. Sì, perché un libro, prima di ogni cosa, deve essere “vivo” e “saper parlare”. Ho appena finito di leggere LA PAROLA E L’ABBANDONO di Mauro Germani. Un libro né voluminoso né vistoso né esteriormente accattivante. Sobrio e gravido di essenza quanto basta, con un equilibrio e una sottesa armonia particolari. Ma è un libro “vivo”. Un libro che “parla”. Cosa contiene LA PAROLA E L’ABBANDONO, volumetto di settantotto pagine appena? Di tutto. Frasi compiute e pensieri completi. Appunti di un attimo o di un giorno diversi e speciali. Istanti fugaci e impossibili catturati e trattenuti qui e ora dalla scrittura. Speranze passeggere, nostalgie lontane e vicine. Memorie come pallide foglie autunnali. Un sognare animato…
NATALE Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare. Una poesia di Giuseppe Ungaretti sul Natale dalla quale scaturisce una breve riflessione. In questa poesia il poeta vuole un “suo” Natale fuori dal groviglio delle strade, nel silenzio e nella solitudine di una “cosa dimenticata”, presso un focolare modesto, rustico, con il fumo che sembra si diverta a fare le capriole. Il desiderio, forte e intenso, così semplice e umano è reso in immagini e in parole misurate e contenute, nei canoni di un ermetismo stringato e, oserei dire, puro. Dicono ancora oggi qualcosa questi versi? Qualcosa sul significato primo e ultimo del Natale all’uomo del ventunesimo secolo? Forse sì. Forse molto. Soprattutto a chi desidera, come Giuseppe Ungaretti, un Natale lontano dal chiasso, dal consumismo, dal materialismo di una società opulenta, che ormai quasi ignora il senso del divino e quindi l’autenticità del Natale cristiano, qual’è diventata, ormai da tempo, quella occidentale. Eppure anche se non ce ne accorgiamo, immersi come siamo tutti…
Maria Rosaria Perilli vive a Firenze. E’ scrittrice, poetessa, critico letterario e redattrice. E’ presidente di giuria del “Concorso – Festival Internazionale per opere in prosa, poesia e testi teatrali” organizzato da Rive Gauche. Membro del consiglio direttivo della stessa Rive Gauche, quest’anno è stata eletta fra i tre componenti dell’Ufficio di presidenza e nominata vice – direttore artistico della 7th Edition of Firenze Film Corti Festival(Short films competition Directorial Debut Educational initiatives for young audiences and screenplays)di Rive Gauche – Film e Critica(maggio 2020). Dallo scorso novembre(2019)collabora con il periodico digitale di cultura e informazione cinematografica”Diari di Cineclub”(tutti i collaboratori sono volontari provenienti dal mondo accademico, dai circoli della cultura e del cinema). Insegna scrittura creativa e si occupa di presentazione di libri, recensioni, prefazioni, postfazioni. Ha pubblicato i libri: il noir “Nero Vanessa”; due libri di viaggio letterario, “Viaggio a Napoli di Charles Baudelaire” e “Viaggio a Firenze di William Shakespeare”. Nel 2020 usciranno il romanzo “Le finestre di fronte”(febbraio) e la raccolta di racconti “Dreamers”(ottobre). Francesca Rita Rombolà e Maria Rosaria Perilli conversano per poesiaeletteratura.it. D – Maria Rosaria Perilli, iniziamo a conversare parlando dei tuoi libri. Qualcosa su ciascuno di essi. R – Il mio esordio…
Cinzia Milite è nata a Paderno Dugnano(Milano)nel 1964 e vive in Brianza. Ha insegnato e diretto scuole per l’infanzia fino al 2010. Da una decina di anni si dedica alla scrittura di racconti per bambini, romanzi per adulti e poesie. Nel 2007 il suo libro “Sotto lo stesso sole”, edito da Raffaello Editore, vince il Premio Montessori e nel 2011 la 17° edizione del Premio “Uno su cinque scegli il tuo libro”. La sua poesia, “La voce del noce”, nel 2011 vince il Premio Nazionale di poesia per e dei bambini di S. Pellegrino Terme. Nel 2012 vince il secondo premio al Concorso Nazionale Speciale Infanzia con la filastrocca “Chi sarà Miss Fattoria?”, un diploma di elogio e benemerenza al Premio Phintia per la storia in rima “Colapesce” e, sempre nel 2012, la Fondazione Marazza di Borgomanero le conferisce il terzo premio per la partecipazione al concorso “La casa della fantasia” per la storia “Sina e la stella dei marinai”. Nel 2013 si aggiudica il Premio Internazionale Castelli di Carta di Bellinzona (Chieti)con la storia “Voglio andare al mare!”. Nel 2019 la sua poesia “Non ti scordar di me” è finalista al Premio Internazionale di Poesia Amici di Ron. Le…
Marcello Veneziani è laureato in Filosofia all’Università di Bari. Inizia la sua carriera giornalistica nel 1977 collaborando al periodico “Voce del Sud” di Lecce. Nel 1979 entra nella redazione barese del quotidiano “Il Tempo”. Giornalista professionista dal 1982, dopo il praticantato a “Il Giornale d’Italia ” – il quotidiano romano diretto dal deputato democristiano Luigi D’amato – assume nel 1981 la direzione del gruppo editoriale Ciarrapico – Volpe – La Fenice, incarico che mantiene fino al 1987. Intellettuale e pensatore di spicco, Marcello Veneziani scrive a lungo su “Il Giornale”, collabora con “Il Messaggero”, “La Repubblica”, “La Stampa”, “Il Secolo d’Italia”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Il Mattino”, “La Nazione”, “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”. E’ stato membro del Consiglio di Amministrazione della Rai durante la XIV Legislatura e membro del Consiglio d’Amministrazione di Cinecittà. Dal 2016 è editorialista de “La Verità” e di “Panorama”. Moltissimi i libri pubblicati sia saggi che romanzi e racconti. Diversi i riconoscimenti avuti. Francesca Rita Rombolà e Marcello Veneziani dialogano sull’Arte, la Filosofia, la Poesia. D – Professor Veneziani, per i greci, creatori della filosofia, l’Occidente era la terra del tramonto, ma anche dell’ignoto, del mistero. Che cos’è l’Occidente, ben due decadi…
Mirko Hilbrat è nato a Roma, dove vive tuttora, nel 1981. Ha frequentato l’Istituto d’Arte e si è diplomato in grafica pubblicitaria. Avido lettore fin da bambino, ha sempre amato disegnare, giocare ai videogiochi e soprattutto ideare storie. I fumetti, gli anime, i videogiochi, i film e le serie hanno un elemento comune che per lui è molto importante: raccontano storie. Inizia, quindi, a concepire una vicenda avventurosa che, nelle sue intenzioni, doveva accompagnarlo in un mondo fantastico, insieme ai suoi amici, per un gioco di ruolo. Decide, in seguito, di provare a raccontarla usando le parole, facendone quindi un romanzo. Da ciò è nata la saga fantasy “la Rosa dei Venti”, che raccoglie mondi e suggestioni che hanno sempre affascinato questo promettente autore. Il primo volume della saga è “Le Gocce di Lazhull”. Francesca Rita Rombolà ha conversato con lui per poesiaeletteratura.it D – Mirko Hilbrat, come è nata in te l’idea di scrivere una saga fantasy e perché un titolo come “La Rosa dei Venti”. R – Prima di tutto, grazie per l’intervista. La storia del mio romanzo nasce da una piccola trama ideata per un’avventura di D&D(noto gioco di ruolo)nella quale avrei giocato il ruolo del Master(colui…
Grande plauso e consensi da studiosi e appassionati per il “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, parlata dal famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota, in uscita la prossima settimana. A realizzare l’opera, la casa editrice Mauna Kea con le due curatrici, Raffaella Milandri e Myriam Blasini. L’obiettivo è salvare una preziosa lingua nativa americana, ma anche pubblicare il dizionario entro il 2019, che è l’Anno Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’ONU. Ogni linguaggio è un depositario di identità, storia culturale, tradizioni e memoria, quindi vitale; e le lingue parlate dai popoli indigeni, come i Nativi Americani, sono in via di estinzione. Nell’allarme lanciato dall’ONU, si sottolinea come su 7000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparire in pochi anni. Dato che la lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento una lingua solo parlata e mai scritta, e che vi sono svariate interpretazioni della stessa, il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli; ad accompagnarlo, storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano. Commenta Raffaella Milandri: “Questo libro vuol dare un contributo prezioso alla cultura e alla identità del popolo Sioux-Lakota, e dare in parte giustizia alla opera…
Ernesto Masina ha pubblicato “L’orto fascista”, che non è e non vuole essere un libro storico o politico: è una tragicommedia che a volte sfiora la pochade. I giornalisti de “la Stampa” hanno collocato questo libro nel sito “Lo scaffale” dove vengono ospitati solo libri che non dovrebbero mancare in ogni biblioteca famigliare. A questo suo primo libro, ha fatto seguito “Gilberto Lunardon detto il Limena”, che ha avuto altrettanto successo. Ha poi pubblicato “L’oro di Breno”, che completa la trilogia. Decide, quindi, di cambiare genere, ed ha tentato di scrivere un “giallo”. Lo fa con “Il sosia”, che è piaciuto molto ed ha ricevuto molti consensi di critica e di pubblico. Francesca Rita Rombolà ha conversato con lui. D – Il suo primo libro “L’orto fascista”, racconti un pò tutto su di esso. R – Il primo romanzo è nato quasi per scommessa. L’avevo “dentro”, ed è finito sulla carta in modo semplice e non faticoso. Parla di un periodo della Storia(quella, appunto, con la S maiuscola)che ho vissuto, ovviamente solo con la mente di un bambino che non si rendeva conto della gravità politica e sociale ma solo di una serie di fatti il cui succedersi non aveva…
Scrittrice e giornalista, Raffaella Milandri, attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è membro onorario della Four Winds Cherokee Tribe in Louisiana e della tribù Crow in Montana. Come viaggiatrice solitaria è stata accolta da tribù nei più remoti angoli del mondo. Ha pubblicato “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”(Polaris 2011); “La mia tribù. Storie autentiche di indiani d’America” (Polaris 2013); “In India. Cronache per veri viaggiatori” (Mauna Kea 2019, seconda edizione); “In Alaska. Il paese degli uomini liberi” (Mauna Kea 2019, seconda edizione); “Liberi di non comprare. Un invito alla rivoluzione” (Mauna Kea 2019, seconda edizione); “Gli Ultimi Guerrieri. Viaggio nelle riserve indiane” (Mauna Kea 2019). Francesca Rita Rombolà e Raffaella Milandri hanno trovato degli spunti interessanti per dialogare brevemente insieme. D – Vedo, Raffaella, che ami le culture più lontane nello spazio e le più disparate. Da che cosa nasce questa tua passione? R – Fondamentalmente amo le persone semplici, come me. I popoli indigeni offrono una freschezza e spontaneità dell’animo umano così lontane dal nostro sistema consumistico ed edonistico, che è un vero e proprio refrigerio per il mio animo. Inoltre, sono veri ambientalisti e hanno un contatto profondo con la Natura…
Piera Rossotti Pogliano è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne (con lingua principale francese) e in Comunicazione Interculturale a indirizzo storico contemporaneo. Per tre anni accademici ha insegnato italiano presso l’Institut de Philologie Romane dell’Università di Liegi (Belgio) ed è stata prima assistente alla cattedra di Storia della Lingua Italiana. Tornata in Italia, ha insegnato in ruolo nella scuola secondaria terminando la carriera presso la Scuola Internazionale Europea “Altiero Spinelli” di Torino. Ha, inoltre, collaborato con svariate case editrici, corretto bozze, analizzato manoscritti, fatto ghostwriting… Insomma, ha imparato il mestiere. La sua attività nel mondo dei libri inizia alla fine degli anni ’90 del secolo scorso con la fondazione, insieme a Maurizio J. Bruno, del sito internet “il Rifugio degli Esordienti”seguito, qualche anno più tardi, da DANAE (Distribuzione Autonoma Nazionale Autori Esordienti), un distributore per il quale selezionavano i libri, sia sulla base del contenuto, sia sotto l’aspetto merceologico e il rapporto Qualità/prezzo. Nel 2000 il suo romanzo “Il diario intimo di Filippina de Sales, marchesa di Cavour”è stato finalista al premio “Italo Calvino” e al “Prix du Premier Roman” di Chambéry ed è stato pubblicato subito dopo da Edizioni Angolo Manzoni, Torino. Nel 2011 è stato ripubblicato in…
4° Premio Nazionale “Novella Torregiani” Letteratura e Arti Figurative Da Porto Recanati, antico villaggio di pescatori, prende origine la storia della poetessa Novella Torregiani. L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, con il Patrocinio della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, delle Provincie di Macerata e Ancona e del Comune di Porto Recanati, bandisce la quarta edizione del Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Letteratura e Arti Figurative. Il Premio, ideato e presieduto da Emanuela Antonini (biologa e scrittrice), è nato con l’intento di far emergere le potenzialità creative degli artisti e segnarle all’attenzione della comunità in ambito culturale, a ricordo della poliedrica poetessa nel rappresentare l’umanità nelle molteplici espressioni artistiche. REGOLAMENTO Al Premio possono partecipare coloro che alla scadenza del seguente bando abbiano compiuto il 18° anno di età. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, offensivi, denigratori e pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, irrispettosi della morale comune e che incitino alla violenza di ciascun tipo o fungano da proclami ideologici e politici. I lavori presentati non dovranno aver ricevuto un 1°, 2°, 3° premio in un precedente concorso letterario, entro il 31 Agosto 2019, pena la squalifica. I vincitori assoluti (1° premio) delle edizioni precedenti non…
Asia Ghergo è giovane, carina e indubbiamente ha una voce che colpisce e che sa trasmettere emozioni intense. Il suo album d’esordio ha per titolo “Bambini elettrici” ed è composto da dieci canzoni(Guardami ballare, Angeli, Stare bene, Reset, Una gonna, 100volte, Arcobaleni, sfere celesti, Occhi rossi, Coraggio). La musica di questa giovanissima artista non è scontata e non è banale, ogni sua canzone sembra quasi voler creare un mondo e, allo stesso tempo, lacerare un mondo. Ad un ascolto, di certo non superficiale, si intuisce in profondità come una sorta di “grido d’aiuto”, un messaggio quasi accorato degli adolescenti verso gli adulti in una società sempre più inafferrabile, liquida, distopica che imprigiona la voglia di vivere, i sogni, le aspettative di un futuro che non esiste più quale dimensione di crescita e di realizzazione. Eppure i ragazzi, i giovani di questi primi due decenni del nuovo millennio hanno voglia di sognare e di vivere, di avere un futuro splendido e di essere compresi e aiutati nelle loro ansie, paure, solitudine – ci dice Asia Ghergo nelle sue canzoni – proprio a dispetto del presente carico di incomprensioni, di conflitti e di problemi di ogni tipo a livello globale. Alcune parole…
