Lilia Carlota Lorenzo e il realismo magico latino – americano
Lilia Carlota Lorenzo / 31 Gennaio 2020

Lilia Carlota Lorenzo, argentina, dopo aver frequentato la facoltà di Giornalismo e Giurisprudenza, si è laureata invece in architettura. Ha cambiato trentaquattro indirizzi, fatto i mestieri più disparati, vissuto in alberghi di gran lusso, topaie di infima categoria e belle case borghesi. Ha fatto incursioni nell’attività artistica con risultati soddisfacenti. Ha frequentato gli indios del Chaco ma anche i radical chic europei. Scrive libri noir ambientati nella Pampa argentina, da dove proviene. Il suo primo noir “Il Cappotto della Macellaia”, è subito diventato un best seller su Amazon con e-book self più venduto in Italia nel 2013. Contattata da Mondadori, “Il Cappotto della Macellaia” venne pubblicato da questa casa editrice nel 2016, collana autori italiani e stranieri. Un altro noir di Lilia Carlota Lorenzo, sulla linea del realismo magico latino – americano, è “Malamadre” – La confraternita delle giarrettiere”, è su Amazon, e altri tre sono pronti per la stampa. Francesca Rita Rombolà e Lilia Carlota Lorenzo conversano insieme vivacemente. D – Lilia, hai avuto una vita da vera avventuriera, da ciò hai tratto e trai ispirazione per i tuoi libri? R – Questa vita da vera avventuriera, come dici tu, a volte l’ho scelta, a volte l’ho subita. Ho…

Pino Loperfido. La scrittura come esercizio fondamentale per la vita
Pino Loperfido / 30 Gennaio 2020

Pino Loperfido è autore di narrativa e di teatro. Già ideatore e Direttore Artistico del “Trentino Book Festival”, è attualmente vicedirettore editoriale della Curcu Genovese (Gruppo Athesia). Ha pubblicato: “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis” (2001), pluripremiato monologo, portato in scena con grande successo nei teatri italiani; “Caro Alcide” (2003), biografia romanzata di Alcide De Gasperi; “Teroldego” (2005), romanzo; “La meccanica dell’infelicità” (2009), romanzo; “La guerra bambina” (2014), racconti illustrati, con Giordano Pacenza. Altri principali successi teatrali: “La scelta di Cesare”, “Il cuoco di Mozart” e “Viva Rota… Viva Fellini”. L’ultima fatica letteraria di Pino Loperfido, in ordine cronologico, il radiodramma “La manutenzione dell’Universo. Il curioso caso di Maria Domenica Lazzeri (1815 – 1848)” andato in onda su Radio Rai, in tredici puntate, tra aprile e giugno 2019, che si appresta a diventare un libro. Pino Loperfido è direttore della rivista “TrentinoMese”. Francesca Rita Rombolà ha conversato con Pino Loperfido D – Pino Loperfido e il teatro. R – Nel 2001 ho vinto il Premio Bolzano Teatro con “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis”, una sorta di orazione civile alla Paolini, che viene rappresentato per i successivi venti anni in…

Per un mondo di fratellanza, pace e sviluppo tra popoli e religioni diverse. Dialogo con Antonio Gaspari
Antonio Gaspari / 29 Gennaio 2020

Antonio Gaspari è nato a Cascia (PG) il 7 marzo 1955. Ha studiato Scienze Politiche a Torino. E’ giornalista e scrittore, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990 ed è accreditato in Sala Stampa Vaticana dal 1994. Nel 1998 ha ricevuto il Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di “aver contribuito alla diffusione della cultura della vita”. Il 16 novembre del 2006 ha ricevuto anche il premio internazionale “Padre Pio da Pietrelcina” per la “indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Antonio Gaspari ha scritto per “Il Messagero”, “Il Foglio”, “Avvenire”, “Il Giornale del Popolo (Lugano)”, “La Razon”, “Inside The Vatican”. Ha lavorato con Rai 3, Rai 2 e TV 2000. Nelle Radio Kolbe e Radio Maria. Ha scritto per i periodici “Tempi”, “Il Timone”, “Inside The Vatican”, “Sì alla vita”, “XXI Secolo Scienza e Tecnologia”, “Mondo e Missione”, “Sacerdos”, “Maria con Te”. E’ stato Direttore dell’agenzia di stampa “Green watchnews”, del giornale “L’Ottimista”, dell’ agenzia di Stampa Cattolica, diffusa in sette lingue, ZENIT, dell’agenzia online “Frammenti di Pace”. E’ l’attuale direttore di “Orbisphera”. Ha diretto il Master in Scienze Ambientali per l’Università Europea di Roma e per l’Ateneo Pontificio Regina Apostulorum. Antonio Gaspari ha pubblicato…

La visione poetica della scienza: un connubio non impossibile
Vin Dimax / 28 Gennaio 2020

Vincenzo di Massa, in arte Vin Dimax, nasce a Trieste quarantasei anni fa da genitori napoletani. Laureatosi in ingegneria a pieni voti, abbina all’interesse per il volo l’amore per la lettura, in particolare del genere giallo – poliziesco. E’ appassionato di storia, filosofia, fisica, astronomia, meccanica quantistica e internet. Durante una delle salite quotidiane in autobus per via Don Bosco, osservando il meraviglioso panorama di Napoli, il mosaico che aveva dentro si ricompone guidando la stesura di un romanzo di genere fantasy a sfondo ecologista la cui vera morale è lanciare un grido di allarme per le condizioni del pianeta terra. “L’Ultimo Senso” è il suo primo romanzo. Vin Dimax e il suo romanzo eco – fantasy “L’Ultimo Senso”. D – Perché il nome d’arte Vin Dimax? Rappresenta qualcosa? Ha un significato preciso? R – E’ nato quasi per gioco come estrapolazione del mio nome e cognome, ed ho deciso di adottarlo fondamentalmente perché mi piace. Quando ho pubblicato “L’Ultimo Senso” pensavo di utilizzare uno pseudonimo in quanto ritenevo che ben si sposasse con il genere fantasy e giallo del racconto. Volevo alimentare una sorta di mistero a partire da chi raccontava la storia. Quindi il resto è venuto da…

Un Canto sommesso e profondo per Auschwitz
Francesca Rita Rombolà / 27 Gennaio 2020

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2020 Settantacinque anni fa veniva liberato, dalle truppe sovietiche (l’Armata Rossa), il campo di stermino nazista di Auschwtz in Polonia. Simbolo di morte, di distruzione, del Male per eccellenza, la sua esistenza ha significato per l’uomo, per l’umanità molte cose insieme spesso contrastanti, spesso diverse. Molto si è scritto, molto si è detto in questi settantacinque anni in tutto il mondo di questo “campo della morte”. Oggi, 27 gennaio 2020, Giornata Internazionale della Memoria, io che ho fatto della memoria, del ricordo, spesso per avvenimenti personali e di dolorosa o gioiosa intimità,una specie di “ragione di vita” non posso non associarmi alla memoria collettiva che ricorda e ricorda, e non dimentica non dimentica… anche in tempi in cui la memoria e il ricordo non hanno più molto valore per le generazioni più giovani. Celebro questo giorno col Canto, come sempre, perché il Canto, ossia la Poesia, può custodire, celebrare con discrezione, rispetto e sacralità e donare ai morti, in primis, e ai vivi il ricordo perenne, abito esclusivo e sicuro di immortalità. FOSSA COMUNE è una poesia tratta dalla raccolta PETALI GRIGI (Edizioni del Leone, 2004) di Francesca Rita Rombolà FOSSA COMUNE Copritemi di…

Ama, sente, recepisce la Poesia chiunque abbia dimenticato la noia e l’inattualità. Breve conversazione con Maria Grazia Calandrone
Maria Grazia Calandrone / 25 Gennaio 2020

Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964) vive a Roma. Poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice Rai, scrive per “Corriere della Sera” e “TV”; dal 2010 pubblica poeti esordienti sul mensile internazionale “Poesia” e divulga poesia su Rai Radio 3 in programmi come “Alfabetiere Poesia”, “Poesia in tecnicolor” e in cicli di interviste a poeti; codirige la collana “I domani” di Aragno Editore ed è regista del ciclo di interviste “I volontari”, un documentario sull’accoglienza ai migranti e del videoreportage in Sarajevo “Viaggio in una guerra non finita”, entrambi pubblicati da “Corriere TV”. Tiene laboratori di poesia nella scuola pubblica, in carceri, DSM, con i migranti e presta servizio volontario nella scuola di lettura per ragazzi “Piccoli maestri”. I suoi libri di poesia: “La scimmia randagia” (Crocetti 2003 – premio Pasolini Opera Prima); “Come per mezzo di una briglia ardente” (Atelier, 2005); “La macchina responsabile” (Crocetti, 2007); “Sulla bocca di tutti” (Crocetti, 2010 – premio Napoli); “Atto di vita nascente” (LietoColle, 2010); “La vita chiara” (Transeuropa, 2011); “Serie fossile (Crocetti, 2015 – premi Marazza e Tassoni, rosa Viareggio); “Gli Scomparsi – storie da Chi la visto?” (Pordenonelegge, 2016 – premio Dessi); “Il bene morale”(Crocetti, 2017 – premi Europa e…

Lucilla Continenza. Nell’Arte tutto è poesia
Lucilla Continenza / 23 Gennaio 2020

Lucilla Continenza è nata a Pescina dei Marsi(AQ)ma è sempre vissuta a Milano. Mantiene, però, vivo il legame con le sue radici marse o marsicane. E’ laureata in Scienze Politiche ed è iscritta all’Ordine dei giornalisti come pubblicista dal 2003, anche se pubblica dal 1996. Per anni ha recensito spettacoli teatrali, soprattutto di prosa. Dopo diverse collaborazioni, ha prima fondato un sito web con un’amica antropologa e poi ha preferito aprire un suo foglio, ildogville.it, che spera di trasformare in giornale, dove parla di recitazione a 360°. Francesca Rita Rombolà ha dialogato con Lucilla Continenza su diversi temi culturali. D – Il rapporto antropologico di Lucilla Continenza con il Teatro. R – La mia curiosità per il teatro(in generale per la recitazione)nasce prima di quella per l’antropologia. Quando ho cominciato a recensire spettacoli teatrali e a seguire il cinema per semplice passione, si sono mosse di pari passo. La curiosità per il teatro, ma direi per la recitazione in generale, l’ho sempre avuta grazie alla televisione degli anni ’70: gli sceneggiati dei grandi classici della letteratura, il teatro di Eduardo che veniva proposto in televisione, la rivista di Macario e ancora prima mi incuriosiva il personaggio di Gastone di Petrolini…

Idrissa Ouédraogo e la speranza del cinema africano
Idrissa Ouédraogo / 18 Gennaio 2020

“… Restituire una speranza al mondo… incoraggiare una migliore comprensione della diversità culturale: l’unico modo per costruire ponti duraturi fra le nazioni.” Idrissa Ouédraogo Idrissa Ouédraogo, regista cinematografico, nasce nel 1954 nel Burkina Faso. Compie i suoi studi di cinema prima nella ex Unione Sovietica e poi a Parigi. Egli appartiene a quella generazione di registi africani di scuola europea che raccontano il loro continente con una forza espressiva e una poetica del tutto africane, con uno stile molto meditativo e una narrazione piuttosto diretta e semplice. Debutta come regista nel 1987 con “Yan Daabo” nel quale affronta i temi della condizione tribale e della modernità in Africa. Seguono “Yaaba” (1989); “Tilai” (1990); “Afrique mon Afrique” (1994), sul dramma dell’ ADS, “Cri du coer” (1994), sul problema dell’emigrazione e molti altri. Muore(prematuramente)il 18 febbraio 2018. Idrissa Ouédraogo è il regista africano che con i suoi film ha raggiunto le platee internazionale facendo conoscere l’immenso continente – Africa. In ogni film di Idrissa Ouédraogo vi è come la necessità quasi impellente di elaborare una riflessione profonda sul senso di produrre immagini con la macchina da presa, sviluppando la coscienza di uno sguardo sempre più essenziale e realistico. I suoi film sono…

Assunta Decorato: la scrittura e i punti di rottura
Assunta Decorato / 17 Gennaio 2020

Assunta Decorato è nata a Milano nel 1988. Fin da piccola si appassiona alle storie e, a sei anni, si iscrive alla biblioteca del comune in cui abita. La passione per la scrittura la spinge, da adulta, a partecipare a concorsi letterari. Dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Milano, lavora per tre anni come assistente di direzione. Si iscrive, in seguito, alla Scuola Holden di Torino. Inizia, quindi, a lavorare come content creator, correttrice di bozze e lettrice editoriale e poi, nel 2017, insieme a degli amici, fonda Narrandom, un blog letterario che unisce racconti e illustrazioni. Oggi lavora come copywriter in un’agenzia di comunicazione. I suoi racconti sono stati finalisti a diversi concorsi letterari e ha partecipato al romanzo collettivo “Repertorio dei matti della città di Milano”, edito da Marcos y Marcos. Nel 2018 ha pubblicato “Io e il re”, traduzione dell’opera teatrale di “The king and me” di Hanif Kureishi. Sta, attulamente, lavorando a un romanzo. Francesca Rita Rombolà e Assunta Decorato hanno conversato insieme. D – La letteratura di un paese straniero che ti piace di più. R – La letteratura straniera che preferisco è quella inglese: l’ho scoperta nei primi…

Il bisogno di donare e di ascoltare la parola poetica. “Paròle” di Sante Diomede
Sante Diomede / 9 Gennaio 2020

Un volumetto di colore blu dal titolo “Paròle”(con l’accento sulla o centrale per rimarcare il termine in vernacolo) – Poesie in dialetto barese con traduzione a fronte di un poeta di Bari, Sante Diomede – Parole, perché la Poesia si serve delle parole per esprimere se stessa e per donare se stessa all’uomo. Parole, perché il poetare è una giusta ed efficace alchimia di parole che trasmette un messaggio, spesso misterioso e complesso, servendosi del linguaggio che è come “la materia prima” delle parole. In poesia le parole non sono mai perse. E non sono mai sprecate. Le parole di Sante Diomede(in questo caso)sono parole che tengono vivi i ricordi, parole che quasi raccontano e conservano immagini, sensazioni, emozioni di un vissuto che è nel tempo ma che il poetare tuttavia sottrae al tempo e colloca sul limine che tiene aperto il varco sull’atemporalità. Molti momenti sono colti nel proprio culmine di vitalità in “Paròle” di Sante Diomede, momenti di quotidianità essenziale che hanno segnato il trascorrere della vita con le sue pene, i suoi dolori intercalati da gioia e serenità, allegria o tristezza. In una delle poesie della raccolta, dal titolo “Losète”, sembra emergere, nella sua brevità e nella…

Flavia Todisco: creatività è innazitutto libertà. E’ un giardino in cui tutto è possibile
Flavia Todisco / 7 Gennaio 2020

Flavia Todisco è laureata in Lettere. Ha seguito un corso di perfezionamento in antropologia culturale all’Università degli Studi Milano – Bicocca, e diversi corsi di scrittura creativa. Ha pubblicato: “Trittico contemporaneo”; “Un banale equivoco”; “Come gli scontrini in autunno”; “Senza scontrino non si esce”; “Venti”; “Dei trionfi e altre vittorie”; “Schegge”; “La città”; “il diario di Sesto”; “QuindiCinisiello”. “Trittico contemporaneo” è tra i cinque vincitori dell’edizione 2018 di Banco di Prova: il 25 marzo 2018 mise en éspace presso Isola Casa Teatro, Milano; l’11 luglio 2018 prima nazionale al Teatro Libero di Milano nell’ambito della rassegna Liberi d’essere. “Come gli scontrini in autunno” ha avuto una segnalazione al I Concorso Letterario Nazionale “Artisti per Peppino Impastato”, Cinisi(Pa), giugno 2017. Il racconto inedito “La Lectrice” è finalista al Premio Letterario “La Stanza di Linda racconta”, mentre “Senza scontrino non si esce” è finalista al Premio Concorso Letterario indetto da Buk Festival, Modena, febbraio 2017. Flavia Todisco fonda, nell’aprile 2018, la Compagnia Panta Rei della quale è produttrice, drammaturga, assistente alla regia per la messa in scena di “Trittico contemporaneo” al suo debutto al Teatro Libero di Milano e per le repliche della stagione successiva: il 21 novembre 2018 presso il Pertini…

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