“(…) Finalmente si accese il verde, le macchine partirono bruscamente, ma si notò subito che non erano partite tutte quante. La prima della fila di mezzo è ferma, dev’esserci un problema meccanico, l’acceleratore rotto, la leva del cambio che si è bloccata, o un’avaria nell’impianto idraulico, blocco dei freni, interruzione del circuito elettrico, a meno che non le sia semplicemente finita la benzina, non sarebbe la prima volta. Il nuovo raggruppamento di pedoni che si sta formando sui marciapiedi vede il conducente dell’automobile immobilizzata sbracciarsi dietro il parabrezza, mentre le macchine appresso a lui suonano il clacson freneticamente. Alcuni conducenti sono già balzati fuori, disposti a spingere l’automobile in panne fin là dove non blocchi il traffico, picchiano furiosamente sui finestrini chiusi, l’uomo che sta dentro volta la testa verso di loro, da un lato, dall’altro, si vede che urla qualche cosa, dai movimenti della bocca si capisce che ripete una parola, non una, due, infatti è così, come si viene a sapere quando qualcuno, finalmente, riesce ad aprire uno sportello, Sono cieco”. E’ l’incipit del romanzo “Cecità” dello scrittore portoghese José Saramago (1922 – 2010) Premio Nobel per la Letteratura 1998, e dal quale nel 2008 è stato tratto…
Giorni di tristezza, di lutto, di incertezza e di velata speranza. Ma oggi è pur sempre il primo giorno di primavera dedicato nel mondo intero alla poesia. E la Poesia non ha mai mancato, nelle varie epoche storiche, di cantare, di mostrare, di testimoniare, di far riflettere e di descrivere grandi pandemie che hanno sconvolto popoli, nazioni, regni, civiltà. A cominciare dal poeta romano Tito Lucrezio Caro che nel poema “De rerum natura”, soprattutto nell’ultimo libro, ha lasciato ai posteri un affresco terribile quanto struggente ed elevato della peste di Atene secoli prima dell’era cristiana. E poi Giovanni Boccaccio nel suo “Decamerone” rammemorazione letteraria in tempi (medioevali) sconvolti da pestilenza universale, esempio primo per le generazioni future di poeti e letterati che si sarebbero cimentati con ecatombi umane provocate da nemici invisibili tuttavia potenti e difficili da sconfiggere. E ancora Alessandro Manzoni che nel suo capolavoro “I promessi sposi” si sofferma molto sulla peste che sconvolse Milano e la Lombardia nel diciasettesimo secolo. Come non ricordare, a tal proposito, soprattutto dai tempi del liceo (parlo della mia generazione, primi anni ’80 del Novecento, e forse anche della generazione successiva. Di quella odierna non lo so più) la visione di alta…
Fabio Mazzeo, professionista dal 1996, a diciannove anni inizia il mestiere di giornalista nella redazione di Telespazio. Scrive corrispondenze per “Il Corriere dello Sport”, trasmette in radio e sfrutta ogni opportunità per approfondire ogni aspetto del lavoro che ha scelto. Nel 1992 si trasferisce a Catania per essere assunto a Telecolor Video3 dove redige prima servizi per il telegiornale, occupandosi poi di ideare e condurre trasmissioni giornalistiche di cronaca e sport. Collabora, inoltre, alla realizzazione del primo TG trasmesso interamente sul web. Dalla Sicilia contribuisce alla realizzazione di reportage per la trasmissione Rai “Mixer” di Giovanni Minoli. Dal 1998 al 2008 Fabio Mazzeo è Direttore della TV privata Tremedia – VITV, occupandosi personalmente di curare il palinsesto. Collabora con numerose testate nazionali e regionali e svolge l’attività di inviato per il “Giornale di Sicilia”. Gli vengono assegnati numerosi premi per il giornalismo, e tra questi il premio della Presidenza della Repubblica. Dal 2008 abita a Roma dove ha intrapreso un’altra carriera diventando capo ufficio stampa prima nei gruppi alla Camera dei Deputati, poi del Ministero della Salute. Da dicembre 2016 coordina l’ufficio stampa e comunicazione di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Il suo primo romanzo, “La solitudine degli amanti”, è…
Andrea Tosi, compositore, orchestratore e direttore. Artista versatile si cimenta, nel corso della sua carriera, con vari generi musicali scrivendo e orchestrando musiche e canzoni per il teatro, il cinema, la televisione e la discografia. Nato a Roma, si diploma in Composizione, Orchestrazione e tecniche di Direzione d’orchestra presso la Regia Accademia Filarmonica di Bologna. Inizia la sua attività di compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra nel 1985 lavorando alla realizzazione di numerose commedie musicali, programmi televisivi, lungometraggi cinematografici e progetti discografici. Nel corso della sua carriera artistica collabora con molti autori, registi e artisti italiani come Pietro Garinei, Armando Trovajoli, Nicola Piovani, Riz Ortolani, Claudio Mattone, Enrico Montesano, Rodolfo Laganà ed Enrico Brignano. Nel 1990 vince il primo premio per la migliore colonna sonora del film documentario “Angela degli abissi” al Festival Mondiale del Cinema Subacqueo d’Antibes. Nel 1999 collabora con Francis Ford Coppola come consulente musicale per lo spot Illy Caffè. Nel 2001 è assistente musicale nella registrazione del CD live “On such a night” di Sting. Compone alcune colonne sonore per il cinema, per la televisione, il teatro. Fra le sue molte colonne sonore realizzate quella del film “A dark Rome” di Andrés Rafael, lungometraggio che riscuote importanti…
Le figlie della luna sono le donne che hanno ali ai piedi e lucciole fioche tra i capelli. Le figlie della luna sono le donne che piangono e ridono, che sanno soffrire e sanno lottare quando tutto è perduto, e inutile è diventato l’amore che la loro anima dispensa con gratuità. Le figlie della luna sono le donne che rischiano e perdono tutto, che sanno perdere tutto e ogni cosa con dignità e autostima ma sanno anche vincere e fare della loro vittoria una perla in più da aggiungere alla collana preziosa che adorna la loro splendida pelle. Le figlie della luna sanno tenere duro e in pugno il flusso e il riflusso delle catastrofi, l’improvviso esplodere delle emergenze più varie e più terribili. Le figlie della luna sanno scavare e scavare a mani nude sotto strati e strati di cenere e di morte per ritrovare la voglia, il desiderio e la speranza di ricostruire e di ricominciare a vivere in ogni senso. Le figlie della luna sono fatte di argenteo pallore e di eterei sogni che oscillano piano Le figlie della luna Sono brume e nebbie, rugiada e brina. Le figlie della luna sono fiori notturni che sbocciano all’alba…
Gino Pitaro svolge varie attività, tra cui quella di redattore e di documentarista indipendente. Nel 2011 esce “I giorni dei giovani leoni” (Arduino Sacco Editore). “Babelfish – racconti dall’Era dell’Acquario” (Edizioni Ensamble, 2013) è il suo secondo libro con il quale vince il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata III edizione; il premio speciale “antologia” al Concorso Letterario Caterina Martinelli II edizione; il premio giuria “Città di Parole” III edizione – con il patrocinio della città di Firenze, dell’AICS (sezione cultura) e dell’Associazione Artecinema Rive Gauche – ; il riconoscimento Libri di Morfeo, città di Siracusa I edizione (4° posto). “Babelfish”, inoltre, ha ricevuto una segnalazione al concorso letterario “Percorsi letterari dalle cinque terre al Golfo dei Poeti”. Nel 2015 pubblica “Benzine” che vince il “Premio Colli Aniene” relativo al Concorso Letterario Caterina Martinelli IV edizione e il “Premio speciale della giuria” del Concorso Internazionale Scriviamo Insieme – VI edizione. “La vita attesa” (Golem Edizioni, 2019) è il suo ultimo romanzo. Gino Pitaro vive in provincia di Roma. Francesca Rita Rombolà e Gino Pitaro hanno conversato insieme. D – Gino Pitaro, iniziamo dal suo ultimo romanzo “La vita attesa”. Vuole raccontare, in breve, la trama e tutto il resto?…
Dario Pontuale, nato a Roma nel 1978, è scrittore e critico letterario. Ha pubblicato i romanzi: “La biblioteca delle idee morte” (2007), “L’irreversibilità dell’uovo sodo” (2009), “Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno” (2012), “Certi ricordi non tornano” (2018). Il racconto “I dannati della Saint George” (2015). E’ autore delle raccolte di saggi: “Ciak si legge” (2016), “Una tranquilla repubblica libresca” (2017). E’ anche autore della biografia critica “Il baule di Conrad” (2015), tradotto in Francia, e della monografia critica “la Roma di Pasolini” (2017). Dario Pontuale ha curato edizioni di Flaubert, de Maupassant, Zola, Musil, Stevenson, Melville, Conrad, Svevo, Salgari, Tolstoj, Puskin, Cechov. E’ co – fondatore della rivista letteraria “Passaporto Nausen” e collabora con la rivista salgariana “Il corsaro nero”. Francesca Rita Rombolà e Dario Pontuale hanno conversato sui classici della letteratura e altro. D – Vuole parlare un pò dei suoi libri, del loro argomento, dei loro contenuti? R – Davvero complicato parlare dei propri romanzi e spiegarne il filo rosso che li accomuna. Posso lealmente dire che nascono da considerazioni dello spirito, da osservazioni reali, dallo sguardo sul mondo. Sono storie semplici, sbocciati da fatti piccoli, prendono spunto da eventi quotidiani che possono capitare a…
