Oggi, 16 aprile 2020, è morto in Spagna, a Oviedo, dove viveva da qualche tempo, Luis Sepulveda. Scrittore, poeta, giornalista era nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, in Cile. Se n’è andato in un giorno di aprile, un giorno di primavera avanzata. Se n’è andato perché aveva contratto, come migliaia e migliaia di uomini e donne nel mondo, il coronavirus il virus influenzale che spesso attacca, in modo letale, i polmoni e porta alla morte; la pandemia mondiale di questi primi mesi del 2020. Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso sono stata attivista di Amnesty International e ricordo che, durante una campagna di “invio lettere” per sollecitare la liberazione di un detenuto per motivi di opinione (non ricordo chi e in quale nazione in quanto è passato molto tempo), lessi, per la prima volta, nel bollettino che riportava i nomi di coloro che negli anni erano stati liberati dalla reclusione, nei propri paesi, per motivi ideologici, tramite pressione e interessamento di tale organizzazione mondiale, il nome dello scrittore cileno Luis Sepulveda. Fu allora che, forse spinta dalla curiosità o da una certa propensione alla ricerca letteraria del nuovo, volli conoscere questo scrittore. “Storia di una gabianella e…
