Una raccolta di poesie breve, definirei il volumetto “E piove ancora” di Francesco Montalto. Poesie che toccano vari argomenti e aspetti di un vissuto lacerato e spesso pieno di disincanto, versi che giocano con ciò che le emozioni e i ricordi possono produrre nell’anima… un’anima che sembra ferita e disillusa ma pur sempre capace di rispondere ad ogni tempesta, caos, travolgimento con il “farmaco benefico” della poesia. Ecco, ad esempio, i versi della poesia “Calde strade”: Calde strade/che si perdono nel nulla/la pelle brucia/sotto il sole rovente/Puttane a buon mercato/si incontrano/all’entrata di sudici motel/dove accamparsi per poco tempo/e sentirsi vivo. Stringata e asciutta nel linguaggio, realistica e mordace nelle descrizioni forse fa scaturire nel lettore un moto profondo che agita fino a scuotere l’essere tutto, e la sua immediatezza ha un ché che lascia quasi interdetti. Vi scaturisce un senso di inadeguatezza marcata che si trasforma in una sorta di malessere esistenziale con un occhio vigile sulla possibilità di riscatto (sociale? Morale? Spirituale e umano?). “E piove ancora”, silloge poetica che si colloca come appropriata metafora di un tempo (o di tempi, se si preferisce) che ha mutato e stravolto i normali paradigmi, non solo di una civiltà con valori…
Dopo Luis Sepulveda un altro grande scrittore di lingua spagnola si è spento pochi giorni fa, esattamente il 19 di giugno. Carlos Ruiz Zafòn avrebbe compiuto cinquantasei anni il prossimo 20 settembre, era nato infatti nel 1964 a Barcellona, in Spagna. E’ morto a Los Angeles, in California (Stati Uniti d’America) stroncato da un cancro al colon. Scrittore di spessore mondiale, portatore di un senso della scrittura e della letteratura come strumenti di comunicazione universale, Carlos Ruiz Zafòn era considerato uno dei massimi scrittori spagnoli. Le sue opere sono state tradotte in ben cinquanta lingue, quindi si può dire veramente in ogni angolo del pianeta a dimostrazione, forse, di come il concetto di globalizzazione ha un valore molto positivo e altamente significante per quanto riguarda le lettere. Ci lascia prematuramente Carlos Ruiz Zafòn, ancora al culmine di una giovinezza avvolta dalla piena maturità dell’età che induce alla vera e profonda comprensione di se stessi, delle cose tutte, di quel che abbiamo vissuto, che stiamo vivendo e che forse vivremo. Carlos Ruiz Zafòn è stato l’autore della tetralogia “Il Cimitero dei Libri Dimenticati” composta da: “L’ombra del vento” (il più conosciuto dei suoi libri che ha venduto milioni di copie nel…
Renè Char (1907 – 1988), poeta, francese. Il suo cognome è breve e duro. Nella Resistenza portava un altro nome, più melodioso: Capitaine Alexandre. La Resistenza in Francia si chiamava “Maquis”, come l’impenetrabile macchia che copre certe zone della Provenza. Renè Char abitava in Provenza, esattamente a L’ Isle – sur la Sorgue. Nella lotta clandestina Renè Char era un combattente, un soldato. C’è, in fondo, una gloria antica nella combinazione di poeta e soldato, basti pensare a Wilfrid Owen, a Ernst Junger, a Miguel de Cervantes e alla poesia dei samurai del Giappone antico: il poeta come eroe guerriero, quasi mitologico. Nel caso di Renè Char l’aspetto mitologico sembra sia ulteriormente rafforzato dal mistero della sua poesia: una poesia che non si concede mai subito, che sfida e mette alla prova. Versi misteriosi e non conformisti certo, nei quali echeggia latente una sorta di “recondita antichità” che stabilisce le proprie leggi e ha la propria storia. Versi che vanno letti in lingua originale (il francese) per poterli comprendere e gustare appieno. Versi che forse catapultano in una specie di incantesimo da cui emerge lentamente un senso che non corrisponde alle parole, ma che tuttavia cattura finché non si riesce…
Chiara Taormina nasce a Palermo nel 1973, dove vive e lavora. Ha una formazione classica avendo frequentato Lettere e Filosofia all’università. Ha ottenuto premi e menzioni in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali. Da sempre amante della natura, ha deciso di dedicare molti dei suoi scritti alla causa per la tutela dei diritti animali scrivendo dei libri per ragazzi apprezzati e recensiti anche dalla LAV (lega antivivisezione). Nel 2012 pubblica un libro per ragazzi “I racconti di Leccius, l’albero saggio” con illustrazioni di Serena Pieri. Sue liriche sono presenti in antologie di poeti contemporanei. Fra le sue pubblicazioni: la raccolta di poesie “La voce della sera”, il racconto “Le rose del silenzio”, “Ruggero e la macchina del tempo”, con la speciale prefazione di Luis Sepulveda, “La fantastica storia della fata Lunina”. Francesca Rita Rombolà e Chiara Taormina dialogano insieme. D – Chiara Taormina, parliamo un pò dei suoi libri. R – Da diversi anni mi dedico alla letteratura per bambini. Ho pubblicato diversi titoli, riscuotendo un discreto successo. I protagonisti dei miei libri sono quasi sempre animali a cui affianco bambini dall’animo sensibile e nobile, che si prodigano per aiutare chi è meno fortunato su questo pianeta. Non è casuale…
Roberto Barbari è nato a Ponte della Priula, Treviso, l’11 settembre 1967. Secondo di sette figli, si diploma in elettronica industriale nel 1987 e lavora alcuni anni. Riprende quindi gli studi e si laurea in Filosofia e Scienze Umane all’università cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1999. Da allora lavora presso una linea di montaggio di Electrolux a Santa Lucia di Pieve, Treviso. Ha pubblicato una grande varietà di libri di ogni genere: molte raccolte di poesie, saggi di filosofia, romanzi, fra i quali: “Tutto in un verso” saggio di poesia edito da Il Convivio, 2020, “Vicino ad un sogno” e “Ciottoli sul cammino” sillogi poetiche edite entrambe da Eventualmente Edizioni, 2020, “Teogonia” saggio edito da Il Convivio, 2019, “La coda del gatto” romanzo edito da Penna d’Autore, 2011, “L’enigma della vita” commento al libro di Quoèlet edito da Penna d’Autore, 2011. Francesca Rita Rombolà ha conversato con Roberto Barbari di poesia, principalmente, ma anche su altri argomenti. D – Roberto Barbari, innanzitutto, come è riuscito a conciliare l’elettronica con le scienze umane. R – Vorrei iniziare a rispondere a questa domanda prendendo spunto da una massima di Aristotele sulla metafisica: “Tutte le altre scienze saranno più necessarie di…
