Genevieve Makaping. Il coraggio e la determinazione di una “Donna che dice no”
000 Primo piano , Genevieve Makaping / 25 Novembre 2020

Il racconto di un viaggio, metafora di dolorosa migrazione e di scottante attualità. Il racconto di un percorso che non è ancora finito. Continua. La protagonista è Genevieve Makaping, un’antropologa del Camerun (Africa). Ripudiata dalla Famiglia per la sua relazione con Marcel, lascia il suo paese per la Francia e, dopo la morte del suo compagno, resta sola e senza sostegno. Genevieve Makaping arriva in Italia e, in Calabria (dove si laurea, prima, diventando docente di antropologia, dopo, all’Università della Calabria di Cosenza) inizia un percorso di studio, di ricerca, di lavoro ma soprattutto di osservazione degli uomini, delle donne e della società che le sono intorno. Di questa società, da ospite, diventa parte vitale ed integrante, voce ed espressione. “Makaping”, nella lingua autoctona del Camerun, significa “Donna che dice no”. Perciò, nel suo nome, è veramente racchiuso un destino. Genevieve Makaping è una studiosa ma è, prima di tutto, una donna che dice no alle violenze contro le donne e contro ogni essere vivente, no all’ignoranza imperante ad ogni livello (culturale, sociale, scientifico, umano), no al pregiudizio sempre in agguato e spesso palese, no all’ipocrisia che dipinge e ridipinge continuamente la propria maschera sul volto delle persone, no ad…

“Personalmente la Poesia sta alla prosa come la grappa sta al vino”. Dialogando con il professor Riccardo Duranti, editore di Coazinzola Press
000 Primo piano , Riccardo Duranti / 12 Novembre 2020

Riccardo Duranti ha insegnato a lungo Letteratura Inglese e Traduzione Letteraria presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione nel 1996 e il Premio Catullo nel 2014. Ha tradotto l’opera omnia di Raymond Carver e autori come John Berger, Philip K., Dick, Cormak McCarthy, Michael Ondaatje, Nathanael West, Richard Brautigan, Caryl Churchill, Elizabeth Bishop, Henry David Thoureau, Eduard Bond, Kate Tempest e Robert Coover. Tra i suoi libri di poesia: “Bivio di voce” (Empiria, 1987); “The Archer’s Paradox” (The Many Press, 1993); “L’affettuosa fantasia” (Aracne, 1998); “Made in Mompeo”; “Haiku e immagini” (con Rino Bianchi, Corbu, 2007) e “Meditamondo” (Coazinzola Press, 2013). Nel 2015 è uscito il suo primo libro di racconti “L’orsacchiotto Carver e altri segreti”. Vive sui Monti Sabini dove gestisce un uliveto. Francesca Rita Rombolà e il professor Riccardo Duranti dialogano principalmente sulla letteratura. D – Professor Duranti, lei ha tradotto in italiano le opere di Raymond Carver; cosa ne pensa di un autore come Raymond Carver? Lo ritiene importante, fondamentale nel panorama letterario anglosassone? R – Oltre a considerare Ray uno scrittore imprescindibile per il ruolo da lui avuto nel rinnovare e arricchire la tradizione della Short Story, è stato…

Anna Rita Rossi e i suoi libri compositi
000 Primo piano , Anna Rita Rossi / 9 Novembre 2020

Anna Rita Rossi ha studiato danza, canto e pianoforte laureandosi al DAMS. La scrittura è attualmente la sua professione, anche se la musica è ugualmente presente, e in modo totale, nella sua vita. Con il suo nome e con vari pseudonimi ha all’attivo ventisei pubblicazioni (libri cartacei ed e – book) che spaziano tra vari generi. Tra i suoi libri: “Cammerville” (libro illustrato per bambini) e tra gli e – book: “L’assassino va in scena”, “Presagio mortale” (pseudonimo A. J. Evans), “L’ultimo salto” (pseudonimo A. J. Evans). Francesca Rita Rombolà e Anna Rita Rossi conversano insieme. D – Anna Rita Rossi, la danza e il canto come li percepisci a livello emozionale? R – Sono entrambe due espressioni molto intense del corpo che mi consentono di dare forma alle mie emozioni; forme effimere che si perdono in fretta alla vista, ma che restano dentro: nei muscoli, nelle corde vocali, nel respiro. Muovendomi per danzare rilascio delle energie, ma sempre nuove ne emergono dal movimento stesso. Per quanto riguarda il canto, quando eseguo certe frasi musicali sento di rivelare tutte le mie fragilità, nel rompersi della voce, specialmente quando una combinazione di suoni o una melodia mi toccano particolarmente l’anima. Ma…

“Scrivere per me significa raccontare la verità”. Andrea Taietti, un narratore del sociale
000 Primo piano , Andrea Taietti / 5 Novembre 2020

Andrea Taietti è nato a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo. Si è laureato in Lettere, all’Università degli Studi di Bergamo, con curriculum in Scienze dell’editoria e della promozione multimediale. Ha frequentato per due anni la Holden di Torino. Ama la filosofia, la cucina, i libri. Andrea Taietti è stato finalista in diversi premi letterari fra cui  il Premio Letterario italo – russo per giovani scrittori e traduttori. Le sue pubblicazioni. “Stavolta è difficile”, “Ed è quasi giorno”, “Igel”, “Bianco di felicità” (in Almanacco letterario 7). Francesca Rita Rombolà ha conversato con lui. D – Andrea, il tuo periodo alla scuola Holden di Torino. R – Sono stati due anni unici. Ho sempre fatto fatica a capire quando qualcosa è più unica che rara. Fino alla Holden. Sì, sono stati davvero due anni unici e che, probabilmente, non rivivrò più. Ne sono consapevole, perché la Scuola di Scrittura Holden ha la capacità di portarti in un mondo e fartici restare ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette quando sei a lezione ma, anche e soprattutto, quando non lo sei. Hai l’opportunità, infatti, una volta varcata la soglia del primo giorno di opening doors, di vivere due anni a…

Grazie, leone di Scozia
000 Primo piano , Sean Connery / 2 Novembre 2020

Era nato a Edimburgo (Scozia) il 25 agosto 1930. Attore e produttore cinematografico, Sean Connery, leggenda del cinema britannico e del cinema internazionale, si è spento due giorni fa, il 31 ottobre 2020, all’età di novant’anni. Aveva raggiunto il successo mondiale negli anni Sessanta del secolo scorso impersonando il personaggio di James Bond nella fortunata serie dell’ Agente 007 tratta dai romanzi di Jan Flaming. Registi del calibro di Alfred Htchcock lo vollero quale protagonista maschile nel famoso thriller a sfondo psicologico “Marnie”. Prese parte a film celebri proiettati in tutto il mondo fra cui “Highlander – L’ultimo immortale”, “Indiana Jones e l’ultima crociata”, “Caccia a Ottobre Rosso”, “Gli intoccabili” per il quale vinse l’Oskar come migliore attore non protagonista, e l’indimenticabile capolavoro “Il nome della rosa”, dove ha magistralmente interpretato il ruolo di Guglielmo di Baskerville”, tratto dal romanzo di Umberto Eco. Distinto, vigoroso, fiero, bello e sensuale, ma anche con un talento per la recitazione davvero ineguagliabile, Sean Connery è stato un po’ il classico gentleman scozzese d’altri tempi (non a caso Elisabetta II d’Inghilterra gli ha conferito il titolo di baronetto per i suoi meriti artistici, che lui ha portato fino alla fine con orgoglio e con…

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