Donna. Poesia. Immaginazione. Le tre Grazie di ogni epoca sognante

L’immaginazione, un sospiro profondo, uno squarcio tellurico e pulsante di vita in mezzo alla palude, un lampo di luce nella notte dispersa dentro tenebre infinite, uno spasmo di vitalità tra larve imputridite di apatia e indifferenza, un fremito che attraversa il cielo e la terra, riconcilia l’inferno e il paradiso, uno slancio sovrumano verso dimensioni insondabili. Alta finanza, politica, ricchezza, potere, comando, globalizzazione, leggi e ordinamenti, burocrazia e istituzioni, rigidità, categorizzazioni di fronte all’immaginazione crollano come castelli di sabbia colpiti dall’onda di marea. Quale valore, forza, ragione di mostrarsi e di svilupparsi possono avere senza l’immaginazione? L’immaginazione è tutto e niente. E’ niente ed è tutto. Per la società civile, per la civiltà degli uomini, per l’essere umano, uomo o donna. L’immaginazione crea, porta il cambiamento, soffia sui sepolcri e fa vivere i morti. Immaginazione. Poesia. Donna. Hanno molto in comune, se non addirittura tutto. Fragili tutte e tre eppure così forti da sfidare il mondo, così coraggiose da reggerlo, così importanti da preservarlo dalla distruzione e dall’annichilimento. Donna. Poesia. Immaginazione. Le tre Grazie di ogni epoca sognante che fa dell’Arte il suo baluardo e il modello da seguire in ogni senso e in ogni circostanza. Poesia, colma di immaginazione…

“L’Arte, in fondo, ha sempre il compito di raccontare e fornire strumenti di interpretazione del reale”. Dialogo con Elena Soprano
000 Primo piano , Elena Soprano / 19 Novembre 2021

Elena Soprano esordisce come scrittrice nel 1994 col romanzo “La Maschera” (Edizioni Archinto, 1994, e poi Baldini e Castoldi, 1995) premio Lerici Opera Prima tradotto in Francia, Germania, Spagna, Grecia, Olanda. Da quel momento in poi per grandi e per piccini. Ha collaborato a testi scritti per il terzo programma radiofonico della Rai e per la Radio Svizzera Italiana Canale Due. Col suo nome anagrafico ha curato per anni le recensioni di narrativa per l’infanzia sul Domenicale de Il Sole 24 Ore, e le cura ora su Liber. Ha curato i Progetti Lettura di alcune istituzioni scolastiche e promosso la narrativa per bambini e ragazzi con laboratori nelle biblioteche civiche. Fra i suoi libri pubblicati si ricordano anche: “Alice del pavimento”, romanzo, La Tartaruga Edizioni, 1999; “La signora ermellino”, romanzo, 2007, Edizioni Effigie(nuova edizione nel 2016) ; “Tutti i chiodi del Signor P.”, romanzo per ragazzi, Hablò Edizioni, 2005. Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie delle edizioni ES, su periodici e quotidiani tra cui Il Giornale, Il Piccolo, La Repubblica delle donne, Gulliver, Nuovi Argomenti, Tutte Storie etc.. Sue fiabe e suoi fumetti sono stati pubblicati da Erasmo, Lupo Alberto, Walt Disney Italia, Alba etc. Francesca Rita Rombolà dialoga…

“Il cinema è poesia. Le arti sono poesia”. Conversazione con Federico Salsano direttore della fotografia
000 Primo piano , Federico Salsano / 8 Novembre 2021

Federico Salsano, trenta anni di fotografia cinematografica essenzialmente per lavori commerciali in Italia e negli Stati Uniti d’America: pubblicità, videoclip musicali e quant’altro. Fiore all’occhiello la fotografia di un documentario candidato all’Oskar nel 2004 dal titolo “The Wheather Underground”. Poi dal 2016 si accorge che non gli basta più realizzare immagini sulle idee di un’altra persona, e vuole mettere in pratica le sue. Realizza così il suo film “Il metodo Kempinsky” nel 2019 che partecipa a vari festival, ottiene dei riconoscimenti e la distribuzione online. Federico Salsano insegna Direzione della Fotografia alla Naba, Nuova Accademia di Belle Arti, a Milano, e continua nel suo percorso con nuove idee sempre in ambito narrativo/sperimentale. Francesca Rita Rombolà e Federico Salsano conversano di arti e di poesia. D – Federico Salsano vorrei che parlassimo subito del tuo ultimo film “Il metodo Kempinsky”. R – Nel corso di un viaggio realmente intrapreso, traversando a vela l’oceano Atlantico fino a Cuba, ho voluto raccontare il confronto di un uomo con i suoi pensieri, ricordi, paure di fronte all’immensità di un paesaggio sì meraviglioso ma anche sempre uguale a sé stesso, cercando di elevare il mio orizzonte ad una visione onirica e forse disincantata del significato…

Il ruolo dell’immagine nell’Occidente

Qual è e quale è stato il ruolo dell’immagine nell’Occidente? Risulta, ben evidente credo, che nella sua storia e nella sua tradizione l’Occidente ha sempre posto in rilievo e quasi esaltato il ruolo dell’immagine. Bisogna già partire dall’antichità classica. Infatti, quando Platone parla dell’idea in un senso anche prettamente filosofico, dell’eidos, l’eidos è ciò che si vede. In un certo senso si tratta del primato della facoltà visiva rispetto a tutte le altre facoltà, che è propria dell’Occidente ossia della civiltà occidentale. Altre civiltà, ad esempio quella semitica, pongono in risalto il ruolo dell’ascolto piuttosto che quello della visione. Perché oggi, in Occidente, vi predomina il ruolo primario dell’immagine? Proprio perché la nostra cultura, la nostra tradizione convergono verso tale direzione cioè nell’esaltazione dell’immagine, della visione che, a differenza di altre civiltà, ne ha fatto un punto di focalizzazione molto importante. Tutto oggi, in base a questo concetto o idea, è diventato immagine in Occidente. L’essere stesso in sé è “immagine”: “l’epoca dell’ immagine del mondo”, “l’era delle visioni del mondo” sono modi di dire emblematici a tale riguardo. Bisogna anche riconoscere che l’evento e la presenza massiccia della tecnologia ha continuato e continua a sollecitare “la nostra percezione visiva”….

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