Un cielo azzurro e un sole giallo. Una luna grande e rotonda. Un cielo notturno pieno di stelle da Nord a Sud, da Est a Ovest. Il freddo e il caldo, la pioggia e il vento. L’alternarsi delle stagioni con frutti, fiori, alberi, piante esotiche e rigogliose. E poi le acque dei laghi, dei fiumi e dei ruscelli, le cascate, i mari e gli oceani. Le foreste e i boschi, le grandi distese di ghiaccio o di sabbia. Le rocce, le colline, le montagne. I vulcani e le grotte profonde. I pesci nell’acqua e gli uccelli nel cielo, gli animali che corrono e strisciano, camminano e predano, danzano e lottano. Ecco la Terra, libera, spontanea; la Madre Terra che da la vita e la morte. Ecco la natura nel suo ciclo senza tempo per la quale gli anni passati, presenti e futuri sono solo granelli di polvere all’interno del computo temporale dell’uomo e l’inizio o la fine di un anno: una consuetudine estranea al dispiegarsi dell’Essere e del Divenire. Il pianeta azzurro. Così è chiamato questo pianeta meraviglioso e terribile a un tempo dove tutti noi viviamo. Un pianeta unico e speciale perché su di esso si è sviluppata la…
Nel 1998, negli Stati Uniti d’America, viene creata l’Associazione per la Protezione del Cielo Notturno (Dark Sky Association). Un qualcosa a dir poco sorprendente se si pensa a ciò che, per l’uomo, ha significato alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle. “Solo dopo aver studiato a fondo i moti celesti potremo stabilizzare i moti che, in noi, continuano a vagabondare”, scrive Platone nel Timeo. E l’astronomo Tolomeo conferma: “Lo so, sono mortale e duro solo un giorno, ma quando seguo gli astri nella loro corsa circolare i miei piedi non toccano più terra, e io mi avvicino a Giove stesso per saziarmi di ambrosia come fanno gli dei”. Un tempo si voleva imitare il cielo, lo si contemplava, lo si temeva, lo si riveriva come sede dell’Altrove e dell’Al di là, luogo della speranza e del mistero ma era impensabile pretendere di proteggere quello spazio chiuso dalla manipolazione dell’uomo. L’impensabile è diventato, oggi nel ventunesimo secolo, indispensabile ora che la luce artificiale è diventata dominatrice delle notti di città e metropoli, di villaggi in pianura e di borghi sperduti di valli e montagne. A causa dell’inquinamento luminoso, gli uccelli migratori vanno a fracassarsi contro i grattacieli illuminati, le…
XXI Edizione 2022 POESIA | NARRATIVA | SAGGISTICA | TEATRO | CINEMA | MUSICA PRESENTAZIONE BANDO Un uomo in sospeso su un pontile, pochi libri, una valigia, in attesa di fuggire altrove, verso Marte… È la nuova grafica del Premio InediTO – Colline di Torino che giunge alla ventunesima edizione dopo aver premiato in tutti questi anni tantissimi autori scoprendo nuovi talenti, di ogni età e nazionalità, sostenendoli e accompagnandoli verso il mondo dell’editoria e dello spettacolo. Il concorso letterario, punto di riferimento in Italia tra quelli dedicati alle opere inedite, il cui bando scadrà il 31 gennaio 2022, è l’unico nel suo genere a rivolgersi a tutte le forme di scrittura (poesia, narrativa, saggistica, teatro, cinema e musica), in lingua italiana e a tema libero. Grazie al montepremi di 8.000 euro (aumentato per le sezioni Saggistica, testo Teatrale, Cinematografico e Canzone) i vincitori delle sezioni Poesia, Narrativa-Romanzo, Narrativa-Racconto e Saggistica ricevono un contributo destinato alla pubblicazione e/o alla promozione con editori qualificati, mentre i vincitori delle sezioni Testo Teatrale, Cinematografico e Canzone un contributo per la messa in scena, lo sviluppo della produzione, la diffusione radiofonica e sul web. Inoltre, vengono assegnate menzioni e segnalazioni…
Omar di Monopoli è uno scrittore e sceneggiatore. Dopo aver lavorato per un decennio all’interno di numerose piccole realtà editoriali del Salento, dove vive, si è affacciato nel panorama culturale nazionale nel 2007 entrando a far parte del catalogo delle dedizioni milanesi ISBN con il romanzo “Uomini e cani” (Premio Kilhgren città di Milano, presto al cinema), cui sono seguiti nel 2008 “Ferro e fuoco”, nel 2010 “La legge di Fonzie” e nel 2014 la raccolta di racconti “Aspettati l’Inferno”. Nel 2017 è approdato nel catalogo della casa editrice Adelphi, per la quale ha pubblicato “Nella perfida terra di Dio” (tradotto in Spagna e in fumetti da Sergio Bonelli Editore) e la ristampa di “Uomini e cani” (2018). Il suo ultimo romanzo, “Brucia l’aria”, uscito nell’autunno 2021, è invece targato Feltrinelli. Omar di Monopoli insegna comunicazione e scrittura creativa alla Scuola Holden. Per Radio Rai3 ha scritto il radiodramma “L’Uomo termoionico”. Ha scritto per il cinema e per il web, suoi articoli e recensioni sono periodicamente pubblicati su riviste e antologie. Collabora con La Stampa, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Rolling Stones Italia. E’ stato in giuria nella 33° edizione del Premio Calvino. Francesca Rita Rombolà e Omar di…
“Scienza ritegno” (Mario Vallone Editore, ottobre 2021) è la seconda fatica letteraria di Antonio Pilato. Inconsueta e particolare nella struttura narrativa quanto strana e intrigante nella vicenda raccontata da un io narrante inquieto e distopico, si presenta al lettore attento con tutto il fascino e la novità della letteratura weird. Ogni capitolo di “Scienza ritegno” è contrassegnato da una lettera dell’alfabeto greco antico espressa nella sua naturale successione alfabetica, di modo ché si va dalla prima all’ultima lettera, cioè dall’Alfa all’Omega, includendo il percorso del protagonista e di tutto quel che ruota intorno a lui. Tutto ha inizio e si concentra abilmente da un libro che il protagonista scova nella biblioteca della città di Alma (anima in latino), dove vive. Un libro senza autore e con un titolo inusuale: “Kopèo vittima di Phòbos. L’osservazione deturpata della paura”, e con una copertina blu elettrico, che si fa notare in mezzo a tutti gli altri libri, muove i fili del dramma che prende forma via via che il lettore si immerge nel mondo di “Scienza ritegno”. Accadono cose ai limiti della realtà comunemente intesa, tanto da far pensare a Zacarias Carrasco, l’io narrante, che esso è stregato o maledetto. Ben scritto e…
