Marcella Nigro è nata a Modena nel 1969, ma è bolognese di adozione. Il suo esordio nel campo della scrittura avviene nel 2016 con il romanzo “L’intimo segreto di MacFinn” (Edizioni GDS). Nel 2018 pubblica “I segreti di Courtstone House” (Edizioni Croce). E’ presente nell’antologia di racconti brevi “#AmantiDistanti” con il brano dal titolo “Uno stupido DPCM”. Ha curato la realizzazione dell’antologia di racconti brevi “Condividendo il Decatesson 2020, tra intimi sogni e nude realtà” contribuendo anche con un racconto dal titolo “La donna sbagliata”. Per il romanzo “L’intimo sogno dei MacFinn” ha ricevuto diversi riconoscimenti fra i quali il Premio Internazionale Montefiore – sezione Pianeta Donna” nel 2017, mentre per “I segreti di Courtstone House” ha vinto “L’Altamura Book Award 2018 Gialli al Femminile”. Ai romanzi “L’intimo sogno dei MacFinn” e “I segreti di Courtstone House” si ispirano i brani omonimi composti dal maestro Giosuè D’Asta disponibili sul sito www.giosuèdasta.com. Marcella Nigro interviene e organizza salotti, iniziative culturali e dibattiti atti a sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche di attualità quali il femminicidio e l’educazione civica, spesso in collaborazione con le istituzioni locali; è anche moderatrice di incontri con scrittori e artisti. Francesca Rita Rombolà e Marcella Nigro conversano insieme….
Realtà? O solamente un sogno? Forse soltanto un sogno ma che è stato realtà. Una realtà immersa in un mondo sognante. Una patria ideale perduta. La terra del sogno e dei sognatori. Forse la terra della poesia. Forse il regno dei poeti. Sto parlando di Al Andalus (la moderna Andalusia, la regione più a sud della Spagna). Il tanto decantato e meraviglioso regno arabo di Spagna di Al Andalus. Regno forse davvero mitico e leggendario dove le arti e le scienze raggiunsero uno splendore incomparabile, la civiltà fu di una raffinatezza unica e lo sviluppo economico, culturale, umano di una magnificenza a dir poco assoluta. Regno che, nella realtà, così come ebbe un inizio ebbe anche una fine piuttosto tragica e improvvisa ad opera della “reconquista” cristiana la quale non fu proprio indolore e neanche proprio magnanima nei suoi riguardi, cancellando un’era felice, di progresso, di sviluppo, di mollezza e di bellezza in tutti i campi e in tutti i sensi. Re, principi, filosofi, matematici, sapienti, poeti e cantori; arabi, ebrei, di paesi anche lontanissimi e sconosciuti abbandonarono Al Andalus, con i suoi segreti, la sua magnificenza e la sua grandezza, al conquistatore e si dispersero per tutto il Mediterraneo…
Debora Lanza nasce a Torino. Dal 1996 al 1998 studia canto jazz presso il “Centro Jazz Torino”: Nel 2002 è la prima classificata e voce rivelazione del Festival “Prima Tappa” di Torino e, nello stesso anno, partecipa come solista al “Festival Internazionale di San Marino” e giunge “All’Accademia di Sanremo”. Professionista nel progetto, con direzione artistica di Maurizio Costanzo, “Cinecittà Campus” dove Debora Lanza, per due anni, diviene responsabile della sezione “Musica” e collabora insieme a moltissimi artisti del panorama musicale nazionale e internazionale quali Gino Paoli, Ornella Vanoni, Piero Pelù, Paola Turci, Antonello Venditti e tanti altri. Sempre nel 2004, Debora Lanza viene scelta come cantante principale dello spettacolo teatrale della regista e attrice Stefania Ventura “Gaia Terra di Mezzo” presso gli studi di Cinecittà a Roma e diviene la coordinatrice musicale di “Miss Mondo Italia” dove segue le finaliste e le prepara per la semifinale e la finale del concorso. Nel 2009 viene notata dal produttore Matteo Bonsanto (Radio Deejay – Italia On TV) che tra il 2010 e il 2011 produce diversi suoi brani. Negli anni 2012 e 2013 Debora Lanza lavora con la produzione “WEP PRODUCTION” per una lunga tournée teatrale in “Show International” in Europa…
Nato a Cassino nel 1981, Francesco Mascio è un chitarrista/compositore molto intraprendente, poliedrico ed estremamente interessante. Il suo ploying e il suo stile compositivo abbracciano svariati generi. Artista mosso da una curiosità sempre viva, molto incline alla sperimentazione, nell’arco della sua carriera Francesco Mascio ha condiviso palco e studio di registrazione al fianco di musicisti blasonati in ambito nazionale e internazionale quali Shawnn Monteiro, Crystal White, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro. La sua produzione discografica è molto varia, alcuni fra i suoi album: “Europa Jazz Quartet” (Zone di Musica, 2012); “Gang’s Spirit” (Emme Record Label, 2015); “Wu Way” (Filibusta Records, 2019); “Preview” (Italian Way Musica, 2020). Francesca Rita Rombolà conversa di arte, musica, poesia con Francesco Mascio. D – Francesco sei chitarrista e compositore, quale differenza sostanziale tra il suonare musica e il comporre musica? R – In entrambi i casi parliamo di processi creativi ma se, nel suonare musica di altri, ci si trova ad affrontare l’inevitabile compito di immergersi nel mondo di chi ha scritto quella determinata musica come compositore si ha la possibilità di conoscere più in profondità se stessi, con la conseguente opportunità di scoprire il proprio mondo interiore, le proprie emozioni e i punti di vista…
