“O tu paese, paese mio”. Una toccante poesia di Sergej Esenin
Senza categoria / 19 Ottobre 2022

Sergej Aleksandrovic Esenin (1895 – 1925) fu uno degli spiriti più rappresentativi della cultura russa del Novecento. Figlio dei campi, innamorato di un paese idilliaco e contadino, vivo più nella sua immaginazione e nei suoi abbandoni di poeta che non nella realtà delle cose, sperò che la Rivoluzione d’Ottobre segnasse, non solo per la Russa, ma per il mondo intero, l’avvento di una realtà fatta a misura d’uomo liberato dalla civiltà delle macchine, dalla frenetica corsa al guadagno ad ogni costo, dalle costrizioni spersonalizzanti delle grandi metropoli. La sua lucida chiaroveggenza, in fondo, non fu né ascoltata né tanto meno compresa. Sì, non fu così, e il poeta, avvertendo l’illusorietà dei suoi sogni e della sua utopia, si abbandonò a una vita sregolata e inquieta, quasi in una inconscia quanto dolorosa ricerca di autodistruzione che lo portò a suicidarsi in un albergo di Leningrado/San Pietroburgo. Nella sua produzione poetica, pertanto, i temi predominanti ispirati dalla campagna trovano un’ espressione dolce a straziante a un tempo, nostalgica e dolente, segnata dai morsi tremendi del disinganno e dai sussulti di una vana rivolta contro una società nella quale crollano, ad uno ad uno, i desideri e le realizzazioni impossibili di una vita…

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