I tamburi di guerra si odono ogni giorno e ogni notte. Vicini o lontani. Lontanissimi o vicinissimi. Dietro l’angolo o oltre la linea dell’orizzonte. Si odono per tutto l’anno. Si odono da anni. Si odono da secoli. Si odono da millenni. Si odono fin dalle prime civiltà umane. Si odono da sempre. Non c’è mai stato un periodo storico sul pianeta terra che abbia conosciuto la pace globale. Uguali, distinti, talvolta spaventosi, talvolta del tutto normali, delle volte perfino monotoni. Di giorno hanno ritmi incessanti. Rullano. Durante la notte sono un suono vago e indistinto che colpisce nel profondo la percezione e può mettere anche paura o panico. Un suono che penetra ciascuna fibra dell’anima e fa vibrare ciascun lembo di pelle. Ogni guerra, da quella combattuta con la fionda e le pietre più di diecimila anni fa, a quella combattuta con le bombe, i mitra, i missili nel ventunesimo secolo, porta con sé, inevitabilmente, distruzione, violenza inaudita, miseria, perdita, dolore dello spirito e sofferenze nel corpo, traumi di ogni tipo ma soprattutto morte. Dove la guerra sosta, anche per un tempo brevissimo, non vi sono che macerie su macerie … intere città, grandi e piccole (e villaggi), che un…
