La tomba del poeta

La tomba del poeta parla? La tomba del poeta dice qualcosa a chi si ferma presso di essa anche per darvi un fuggevole sguardo soltanto? Sì, la tomba del poeta ha parlato in passato. E parla nel presente. Continua a parlare nel presente. Parla in un presente fuori dal tempo e in uno spazio che è forse un non – luogo o forse è proprio il luogo per eccellenza: il topos dell’anima e della memoria che sa trattenere il silenzio remoto nel già trascorso o remoto nel divenire, il topos dello spirito che percepisce ed anela, spera e vive andando sempre oltre. Oltre se stesso. Oltre l’effimero e il mediocre. Oltre la banalità e l’appiattimento. Oltre la vita e la complessità della vita. Ma soprattutto oltre la morte. E oltre il mito della morte. Un tumulo, una lapide, un cippo, una cavità naturale nella roccia, un menhir o un circolo di pietre, un’urna o un loculo, un mausoleo, un sepolcro monumentale la tomba del poeta cattura e affascina, stimola alla riflessione immediata e induce a meditare su cose profonde e ultime. Non porta quasi mai al pianto o alla commozione. Le lacrime sembrano quasi superflue e assurde dinnanzi a chi,…

“Forse è arrivato il momento di provare a cambiare il nostro modo di pensare”. Conversando con Chiara Zagonel, insegnante e divulgatrice scientifica
000 Primo piano , Chiara Zagonel / 16 Febbraio 2023

Chiara Zagonel è nata nel 1967 in Trentino. Nel 1990 si è laureata in matematica e successivamente, nel 1996, in Fisica. Ha insegnato nelle scuole superiori per quasi vent’anni (soprattutto negli indirizzi sperimentali del liceo scientifico). Al suo percorso come insegnante se ne sono affiancati altri: Operatrice polisportiva nel Centro Sportivo Italiano, accompagnatrice dei bambini sulla neve per il Club Alpino Italiano, animatrice di gruppi di adolescenti presso varie associazioni. Ha seguito e completato un percorso formativo in autdoor education con l’associazione Nature Rock e un altro per l’apprendimento sociale, emotivo ed etico (SEE – Learning). Da venti anni circa ha iniziato un percorso di crescita personale che l’ha portata a fare esperienze di natura diversa (qi gong, lavoro emotivo corporeo, respirazione olotropica, costellazioni familiari, canto armonico, metodo Amaranta, rebirthing). Chiara Zagonel si occupa di divulgazione scientifica, e dal 2015 racconta e spiega la fisica quantistica. In questo ambito ha tradotto il libro “Quantum Mind. La mente quantica al confine tra fisica quantistica e psicologia” di Arnold Mindell (2017). Ha scritto “Storia dei quanti” (2019) e “Cambia la tua vita con la fisica quantistica” (2023). Francesca Rita Rombolà e Chiara Zagonel conversano insieme. D – Professoressa Zagonel, vuole raccontare in…

A un passo dall’amore… E

L’amore che unisce due cuori rossi e ardenti di passione, profondi e irruenti come il cratere di un vulcano attivo. L’amore che celebra e abbatte, edifica e travolge. L’amore che smuove le montagne e segna il passo ai giorni tristi dispersi nel dolore. L’amore che consuma la vita, la trasfigura, la rinnova. L’amore con il suo soffio potente come i primi vagiti dell’Universo nel vuoto inaudito prima di ogni cosa. L’amore che ha creato stelle e mondi lontanissimi nelle profondità del Cosmo, vicinissimi all’Essere che li racchiude e li fa evolvere. L’amore vibrante come un’onda gravitazionale che può in un attimo annientare lo spazio – tempo e far finta di niente quando le labbra degli innamorati si sfiorano all’ombra di un frassino nell’angolo più remoto del parco e fanno esplodere il cielo e la terra. L’amore gratuito e libero, sognante e prigioniero, malinconico e desolato, solitario e in solitudine. L’amore che dona e mai si sogna di ricevere. L’amore lieve come il vento e sottile come fiamma viva nell’oscurità. L’amore che travolge come un fiume in piena e unisce a un tempo gli amanti, gli innamorati, i perdenti e i gaudenti, i deboli e gli oppressi, i forti e gli…

Perché il Canto del poeta va oltre la morte e sui sentieri della morte cammina per consolare

Deflagrazione della terra, sconvolgimento degli abissi, sommovimento del suolo, agitazione violenta e spasmodica di viscere oscure come cavità sconosciute vuote come gli spazi interstellari, piene di magma e di fuoco vischioso, crolli di architetture immani e di strutture rocciose inverosimili, esplosioni di energia primordiale; le placche tettoniche si avvicinano, si sfiorano, si toccano, si respingono, si allontanano, si perdono di vista, la superficie terrestre si spezza, si frantuma, si trasforma, si ricompone, si conforma; tutto è in movimento: l’interno della terra come la sua superficie, come le stelle, le galassie e i più remoti e sconosciuti oggetti presenti nell’Universo. La terra trema, ignara della distruzione, della morte, del pianto, del dolore che porta. Un terremoto non è mai un evento fatale o un imperscrutabile accidente del destino, è un evento naturale sì ma coinvolge gli uomini nelle loro società, le loro culture, le loro appartenenze, i loro sentimenti, il loro profondo e tagliente vissuto. La Poesia, da sempre, commemora, ricorda, descrive, racconta. Canta. Celebra. Ogni evento. Nel bene e nel male. Celebra e canta. Canta e celebra. Ogni sentimento, ogni percezione, ogni grido (di dolore estremo o di gioia intensa). Sa essere grido e sospiro, lamento e gemito, urlo e…

Il poeta e il labirinto immaginifico

La Poesia, come l’amore, per sua natura appartiene alla sfera dell’indicibile. Come tutto ciò che ha a che fare con l’anima, con la dimensione più profonda e segreta dell’Essere, è vicina al mistero. E’ essa stessa mistero. E’ mistero inaudito. E’ mistero cosmico. Perciò si accompagna al silenzio, ed è imperscrutabile essenza del silenzio. Superare la barriera dell’inesprimibile, dare forma o corpo all’indicibile è impresa folle, quasi pienezza di “terrore panico” in cui solo i poeti si sono cimentati … e si cimentano da sempre. E’ un addentrarsi nel labirintico mondo dell’immaginale per cogliere le mille cangianti sfumature che il poeta trae dal silenzio per dar loro voce e parola. In questo profondo, e spesso doloroso, viaggio misterico – iniziatico il poeta è il folle, il portatore e, insieme, il mediatore di quella “sacra e divina follia” per mezzo della quale si confronta con l’inesplicabile per far sì che tale esperienza misteriosa e sovvertitrice diventi suono, parola, canto. Nel labirinto in cui le multiformi realtà immaginali si dispiegano e tuttavia vagano come imprigionate la Poesia è il velo che cela e custodisce, innalza e separa, unisce e consacra; ma è soprattutto il “filo di Arianna” che guida il prigioniero,  guida…

“L’essere regista dei miei lavori, spesso mi ha dato modo di essere anche uno degli attori”. Conversando con Carlo Giuseppe Trematerra, regista e attore

Carlo Giuseppe Trematerra nasce a Napoli il 10 novembre 1987. E’ attore, regista e sceneggiatore. Il suo primo vero contatto con il palcoscenico avviene nel 1996. Nel 2000 entra a far parte, come attore stabile, nella compagnia “La Maschera di Napoli”. Oltre che per il teatro la sua passione è anche per il cinema, infatti partecipa a cortometraggi per i quali collabora come attore, produttore, montatore, aiuto regista, tecnico del suono, sceneggiatore e regista e vince alcuni premi. Partecipa anche a molti videoclip musicali. Nel 2014 è il primo classificato al Festival Cinema Talent. Nel corso degli ultimi anni realizza lavori quali “Il servizio buono” e “Storia di un ragazzo comune”. Interpreta il ruolo di Lino, l’inserviente, in “Un posto al sole” per Rai3. Via via prende parte alla fiction “Sotto copertura” e “L’amica geniale” per Rai1. Nel 2016 Carlo Giuseppe Trematerra realizza il lungometraggio “Il caso Salice”, uscito di seguito in Italia e all’estero. Francesca Rita Rombolà conversa con Carlo Giuseppe Trematerra di cinema, di teatro e di poesia. D – I tuoi inizi di attore di teatro in una realtà composita e propensa al teatro come quella di Napoli, l’essere nato in questa città e aver mosso i…

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