Un’età beata e insieme delicata della vita. Infanzia indiana – Indian boyhood di Charles A. Eastman (Ohiyesa)

Un libro ricco di aneddoti e di facile lettura, interessante e piacevole per scoprire un mondo, non tanto lontano nello spazio e un poco nel tempo, quanto piuttosto distante dalla cosìddetta “civiltà avanzata” dell’uomo bianco conquistatore, distante quasi in tutto ma non selvaggio, primitivo, crudele come si potrebbe pensare (o si è sempre pensato) comunemente. “Infanzia indiana – Indian boyhood di Charles A. Eastman (Ohiyesa), a cura di Raffaella Milandri (Mauna Kea Edizioni, febbraio 2023), non è soltanto la descrizione precisa di usi, costumi, consuetudini, credenze ecc ecc. di un popolo quale i Sioux Dakota – Nativi americani ma una narrazione che affabula e rammemora, e soprattutto vista, vissuta, sentita da un bambino e con tutto ciò che un bambino vede, vive, sente, sicuramente circonfusa da una sensibilità molto diversa da quella degli adulti. Colpisce molto ( e non può essere altrimenti) constatare spesso che la vita di un bambino indiano d’America ha qualcosa di toccante e di magicamente dolce e aspro a un tempo; l’infanzia ha un ché di epico e conserva tutto il plastico incanto che la caratterizza ad ogni latitudine e presso ogni popolazione. Non mancano le prove di iniziazione che scandiscono puntuali le varie fasi della…

La repubblica dei poeti

…E se un giorno, improvvisamente, i poeti fondassero la loro repubblica?! Ahimè credo che il mondo, così come lo conosciamo e nel quale viviamo, andrebbe davvero in tilt. Forse si produrrebbe la più grande e la più radicale rivoluzione che l’uomo abbia mai fatto e la Storia abbia mai visto. Il reame dei poeti, con il retrogusto sognante di una fiaba o, forse meglio, la repubblica … sì ecco, alfine, proprio la repubblica dei poeti! La repubblica dei poeti. Ma come sarà, o dovrebbe essere, la repubblica dei poeti? Non si è mai vista e mai sentita una cosa del genere. Eppure tutti la auspicano da sempre.Tutti la desidererebbero o la vorrebbero da sempre. Tutti da sempre la aspettano quasi come gli antichi ebrei attendevano il messia, cioè colui che avrebbe potuto liberarli dal giogo straniero e salvarli da un qualcosa di terribile e di ineluttabile. Tutti sì. Anche quelli che non sanno cosa siano né i poeti né la loro repubblica e perfino gli apatici e gli indifferenti alle cose, alla vita e a se stessi. Perché la repubblica dei poeti è quasi una sorta di ideale misterioso e oltremodo imperscrutabile che alberga con continuità atemporale nell’inconscio collettivo dell’intera…

L’essere dell’uomo della post – modernità smarrito nel dedalo convulso della realtà quotidiana. Una riflessione su IL SENTIERO DEI NUBI di Maria Luisa Sgandurra

“Verdi come il letto di un fiume in piena, passi cigolanti sopra una fitta schiera Nubi evanescenti di luce amena richiamano silenti la loro preghiera”. Sono i versi che appaiono sul frontespizio del libro IL SENTIERO DEI NUBI di Maria Luisa Sgandurra (Mario Vallone Editore, febbraio 2023). Certamente un libro intrigante che catapulta sul lettore un indubbio fascino sottile. È forse un romanzo, ma forse piuttosto non lo è. È forse una sorta di viaggio iniziatico dentro se stessi alla ricerca della propria anima, in cui l’io narrante del protagonista porta avanti uno scavo psicologico dentro se stesso per superare l’oscurità metaforica e le catene delle paure che lo imprigionano, e così raggiungere la luce e la libertà. La scrittura di Maria Luisa Sgandurra, psicologa e analista del comportamento non verbale, in questa sua opera prima è ineccepibile. Rigoroso e preciso e tuttavia lineare, scorrevole, dalla professionalità lucida e consapevole eppure con grandi sprazzi di musicalità e di poesia che rendono il tutto armonioso e alchemicamente fruibile; forse potrebbe essere questa una possibile definizione, in un certo qual modo, letteraria de IL SENTIERO DEI NUBI. Anche dal punto di vista grafico il libro può essere definito un piccolo gioiello scintillante…

“La Poesia è arte del linguaggio … è la realizzazione delle migliori idee creative dell’uomo”. Dialogando con Mauro Ferrari, poeta ed editore
000 Primo piano , Mauro Ferrari / 10 Marzo 2023

Mauro Ferrari (Novi Ligure 1959) è direttore editoriale di Puntoacapo Editrice. Ha pubblicato “Forme” (Genesi, Torino 1989); “Al fondo delle cose” (Novi 1996); “Nel crescere del tempo” (con l’artista valdostano Marco Jaccond, “I quaderni del circolo degli artisti”, Faenza 2003); “Il bene della vista” (Novi 2006, che include la precedente plaquette); “Il libro del male e del bene”, antologia ragionata (Puntoacapo 2016); “Vedere al buio” (ivi 2017); “La spira. Poemetto” (ivi 2019). Ha inoltre pubblicato la raccolta di saggi “Civiltà della poesia” (Puntoacapo, Novi 2008, che raccoglie anche il precedente “Poesia come gesto. Appunti di poetica”) e i racconti di “Creature del buio e del silenzio” (ivi 2012). Ha fondato nel 1995 e diretto fino al 2007 la rivista letteraria “La clessidra” ed è stato redattore delle riviste “Margo” e “L’altra Europa”; ha curato con Alberto Cappi “L’occhio e il cuore. Poeti degli anni ’90” (Sometti, Mantova 2009 e molte altre antologie poetiche e critiche tra cui “Il fiore della poesia italiana” (due volumi, con Vincenzo Guarracino, Puntoacapo 2016); “Dove va la poesia?” (ivi 2018); “Il posto dello sguardo” (ivi 2021). Ha fondato “L’almanacco Punto della Poesia Italiana” (Puntoacapo) pubblicato in cartaceo dal 2010 al 2016 e poi evolutosi nel…

Io come donna

Cosa fa più male uno schiaffo in pieno volto o uno dentro l’anima? Forse l’uno e l’altro in modo uguale e intensamente; forse, a mio avviso, uno schiaffo dentro l’anima brucia di più con un dolore talvolta troppo acuto per riuscire sopportabile. Infatti il dolore si mantiene forte per giorni e giorni, l’agitazione interiore aumenta con il passare delle ore, la disperazione si insinua in ogni fibra dell’esistenza e la sconvolge e la trasforma. E uno schiaffo in pieno volto? Fa male per un’ora o due, fa male per un giorno; poi il dolore piano piano diminuisce, il gonfiore e il bruciore si attenuano e tutto sembra essere ritornato come prima, cioè come prima di ricevere lo schiaffo. Per una donna è da sempre, ed è sempre molto facile e semplice ricevere uno schiaffo. Siamo più fragili noi donne? Più fragili, più indifese, più deboli? Forse sì e forse no. E anche se lo siamo perché ci si colpisce, a volte senza motivo, senza una ragione? Io come donna sono sola. Scagliata dal nulla o dal caso quale scheggia di un tutto in un mondo disumano e feroce. Potrei dire che il mondo non mi ama e non mi vuole….

“E’ come se scienziati e poeti cercassero risposta alle stesse domande”. Dialogo con il prof. Guido Tonelli, fisico e fra gli scopritori del bosone di Higgs

Guido Emilio Tonelli è fisico e divulgatore scientifico nonché professore emerito presso L’Università di Pisa. Ha partecipato ed è stato portavoce dell’esperimento CMS presso il CERN di Ginevra, che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs. A partire dai primi anni Novanta del secolo scorso, la sua attività si concentra sull’esperimento Compact Moun Solenoid (CMS) presso il Large Hadron Collider (LHC) al CERN di Ginevra al quale partecipa fin dalla prima fase del disegno concettuale. Il 13 dicembre 2011, insieme a Fabiola Gianotti, portavoce di ATLAS, presenta in un seminario al CERN i primi dati di CMS sulla presenza del bosone di Higgs; il 4 luglio 2012 l’annuncio ufficiale dell’osservazione di un nuovo bosone compatibile con il bosone di Higgs. Il 24 ottobre 2012 Guido Tonelli riceve dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il 23 luglio 2013 il Premio “Enrico Fermi” per la Fisica. Seguiranno, nel 2014, le più alte onorificenze della città di Pisa nell’ambito delle “Celebrazioni per i quattrocentocinquant’anni della nascita di Galileo Galilei” e la Medaglia d’Onore del presidente della repubblica insieme ad altri massimi riconoscimenti. Fra le sue opere: “La nascita imperfetta delle cose. La…

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