Adele Costanzo, vicepresidente dell’Associazione ChiPiùNeArt e dal 2015 direttore editoriale e fondatore della ChiPiùNeArt Edizioni s.r.l.s., nasce a Castrovillari (CS) nel 1958. Ha insegnato presso le scuole superiori e attualmente si dedica a tempo pieno alla scrittura e all’editoria. Ha pubblicato con la Giulio Perrone Editore, divisione LAB, la raccolta di racconti “L’isola di Paris” (2009), vincitrice della prima edizione del premio “Cose e Parole”, e nel 2011 il romanzo “Cronache della città capovolta”. Per il romanzo ha ottenuto riconoscimenti in diversi premi letterari per opere edite ed inedite: Vigonza 2009 (menzione d’onore), Vigonza 2010 (vincitrice assoluta con attribuzione della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica); Cerchiara (terzo premio) 2009; Nemo Editrice 2009 (secondo premio); Europclub 2009 (primo premio); Mondolibro 2011 (terzo premio per editi); Micheloni 2011 (menzione d’onore per editi); Holden 2011 (finalista). Il romanzo viene rieditato nel maggio 2019 da ChiPiùNeArt Edizioni insieme alla versione teatrale di Cecilia Bernabei “La città capovolta”. Con il romanzo storico “Il Grand Tour” vince nel 2013 il Premio Città del Galateo e, poco dopo, ottiene il secondo posto al Premio Kultura e la segnalazione alla XXVII edizione del Calvino. Nel 2017 pubblica “La consistenza dei cerchi nell’acqua” (Lettere Animate Editore). Nel 2021…
Il 22 maggio 1873 lasciava questa vita, all’età di ottantotto anni, il poeta e romanziere Alessandro Manzoni. Sono passati esattamente centocinquanta anni dalla morte di uno dei più grandi autori della Letteratura Italiana. Una breve nota per ricordarlo in tempi in cui forse la letteratura, insieme alla memoria, non sembrano avere più quel posto predominante che hanno avuto nei decenni scorsi. Alessandro Manzoni è stato l’autore di capolavori letterari quali il romanzo “I Promessi Sposi”, di tragedie quali “Adelchi” e “Il conte di Carmagnola” e di poesie quali “Il 5 Maggio”. Non so più se le giovani e le giovanissime generazioni, a partire dai Millennials, (nati nel 2000/2001) hanno ancora nei loro programmi di studio alle scuole superiori, per quanto riguarda l’italiano, le opere di Alessandro Manzoni, quindi se lo studiano o lo conoscono come semplice autore appena; ai “miei tempi” (anni Ottanta del secolo scorso) era un autore di primo piano alle scuole superiori, e il romanzo “I promessi Sposi” era il classico che si doveva studiare e commentare per un intero anno scolastico. A questo riguardo, non posso non ricordare e non menzionare il compianto professore Franco Rombolà con il quale ho proprio studiato “I promessi Sposi” di…
Animarea è un progetto artistico sorto ufficialmente da un’idea di Gabriele Toniolo e Rossana Bern. Nel 2011 esce il loro primo EP composto da cinque brani inediti. Dal racconto EP è stato estratto il singolo “Onda Anomala” trasmesso da diverse emittenti radiofoniche e da Rai Radio 1 durante il programma “Citofonare Cuccarini” condotto da Lorella Cuccarini. Le esperienze live, radiofoniche, televisive e soprattutto lo studio rappresentano la base di una ricerca continua per gli Animarea per raggiungere un’identità musicale e stilistica propria, originale, unica. Nel 2018 gli Animarea pubblicano il disco “Holidays in Rome” che riceve molti apprezzamenti. Nel 2022 inizia per gli Animarea la collaborazione con il musicista e produttore Alberto Paderni. “Welcome to Babylon” è il nuovo singolo degli Animarea. Francesca Rita Rombolà e gli Animarea conversano di musica e di poeti. D – Il genere musicale che caratterizza gli Animarea e ciò che lo ha influenzato. R – Il nostro genere musicale spazia tra lo smooth jazz e il pop – soul. I precedenti lavori discografici, come “Holidays in Rome” (disco del 2017) hanno forti contaminazioni jazz, bossa nova e funky – soul. Il nostro background è molto variegato. Da giovanissimi ascoltavamo soprattutto pop e rock (italiano…
Rompo un silenzio durato più di un mese. Rompo oggi un silenzio nel cui tempo il dolore, lo shock emotivo e l’ineluttabilità di un lutto improvviso hanno dato spazio e una certa fermezza per una riflessione sulla morte e sul suo senso e sulla poesia che può essere chiarificatrice di questo recondito senso. Talvolta in momenti di dolore grande e improvviso, come forse anche di gioia inaspettata, cerchiamo una risposta, se ci riesce, o almeno un qualcosa che vada oltre la superficie delle cose, a quel che ci è accaduto, che ci accade, che ci coinvolge e ci stravolge, ci afferra e ci consuma. Forse la Poesia, come sempre e come da sempre fa, può essere questa specie di risposta o questo qualcosa, strana pellicola sottile mai del tutto invisibile. C’è una poesia forse che adesso può rendere l’idea, la sensazione, la particolarità di questo tempo vissuto; forse i suoi versi iniziali, i versi che danno il titolo all’intero componimento sembrano voler comunicare ad ogni costo la loro possibile ermeneutica: “parlare”, “dire”, “additare” su un sentiero tortuoso e poco illuminato. “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” sono forse i versi più conosciuti e più citati della famosa poesia…
