Un’iniziazione all’amore, all’età adulta e soprattutto alla libertà. ” Il Gran Tour” romanzo di Adele Costanzo
000 Primo piano , Adele Costanzo / 25 Luglio 2023

“Faceva caldo, ma la diversa consistenza delle ombre e dell’aria rivelavano un imminente cambio di stagione. Tuttavia non per la bella estate mediterranea che declinava si rammaricò Florentin quando percepì il mutamento, per le sue lunghe giornate che versavano la vasta luce sulla città e sul mare e si spegnevano nel profumo dell’erba degli orti e dei giardini, ma per il tempo che aveva sprecato. Per il nudo tempo, il tempo disadorno. Per la somma totale di ore, di giorni indistinti. Perché gioielli, amore, denaro, libertà tutto può essere rubato, recuperato e perso ancora. Il tempo no. I giorni buttati, o portati via, non tornano indietro”. E’ un breve primo estratto, pagina 29, del romanzo ” Il Gran Tour” ( Chipiùneart Edizioni, 2022 ) di Adele Costanzo del quale ho appena terminato la lettura. E’ un romanzo storico in quanto le vicende narrate trovano ambientazione nei primi decenni del diciottesimo secolo, ed è insieme un romanzo dal taglio fresco, attuale e quasi piacevolmente sbarazzino pur nella sua profonda complessità e nella varietà delle sfaccettature che lo caratterizzano. La prosa di Adele Costanzo, in questo romanzo, risulta impeccabile; la sua scrittura si presenta fluida, scorrevole, impegnata nello stile purtuttavia che sa…

“Scrivere per me è sognare con la penna in mano”. Breve dialogo con Vespina Fortuna, drammaturga e scrittrice
000 Primo piano , Vespina Fortuna / 18 Luglio 2023

Vespina Fortuna Ledda ha esordito come scrittrice con un fantasy dal titolo”Il principe di Udjania” (L’Oleandro Arga Edizioni, 2009), seguito da un secondo fantasy “La leggenda dei Plunolingi – Il popolo del sottosuolo”. Ha pubblicato anche un libro di tre fiabe: “Quatruo corpuli et quatruo capulei”. La sua grande passione è, però, il teatro con il quale ha esordito nel 2015 alla Casa Internazionale della Donna, a Roma, con tre monologhi estratti da “Donne Maledette”. Con lo stesso progetto nel 2019 ha vinto il concorso nazionale “La scena nova – sezione monologhi”. Del 2016 è invece “Tre donne in mare”, che verrà rappresentato al Teatro Tordinova di Roma nel marzo 2017. Seguiranno, nel 2018, “I Fantasmi di Marie Curie” e “Heic Artemisia”. Del 2019 è “Il segreto di Monna Lisa”. Nel 2022, di ritorno da un viaggio in Sardegna, Vespina Fortuna scrive “Briciole d’Infinito” ispirata dalle opere dell’artista Maria Lai. A questo progetto collabora la musicista Monica Conversano, che ne scrive le musiche. Nel 2019 coglie l’occasione del concorso “Un giallo per mille” e ottiene la pubblicazione del suo romanzo giallo “Poltrona vista mare”. Vespina Fortuna ha ottenuto premi e riconoscimenti letterari fra i quali, nel 2015, il 1° premio…

“La vita è altrove. La vita è sempre dove tu non sei”. Addio allo scrittore Milan Kundera
000 Primo piano , Milan Kundera / 13 Luglio 2023

Martedì 11 luglio 2023 è morto a Parigi, all’età di novantaquattro anni, lo scrittore Milan Kundera. Era Cecoslovacco, ma francese di adozione. Fra i suoi molti romanzi, oltre a quello che gli ha dato fama mondiale, cioè “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, uno mi sembra lo caratterizzi e lo presenti come un autore particolare: forse un poeta, forse un amante discreto purtuttavia molto passionale della poesia, si tratta di “La vita è altrove”; titolo di già molto eloquente in quanto riporta proprio una frase oscura quanto utopistica, di Arthur Rimbaud nei riguardi del poeta, in primis, e della poesia. Già da diversi anni, Milan Kundera veniva inserito fra i massimi autori del Novecento. Non mi soffermo su i suoi scritti, né sulla sua scrittura, né sulla sua fama letteraria (si è scritto e si sta scrivendo tanto su ciò in questi due giorni). Mi piace ricordare questo scrittore soprattutto per la sua riservatezza, la sua serietà profonda, la sua seraficità intensa quanto spontaneamente semplice e soprattutto per il suo amore verso i poeti e la Poesia. Nella poesia Milan Kundera ha forse intravisto, con occhio accorto e acuto, una speranza e una possibilità di redenzione e di rinascita per il genere umano…

Il poeta e il Decadentismo

La culla del Decadentismo fu nei cenacoli “Bohémiens” della Rive Gauche – gli “Hidropathes”, gli “Hirsutes”, gli “Zutistes”, i “Nous Autres”, il “Chat Noir” – la cui fama verso il 1880 e ancora più in là negli anni, in tutta Europa e al di là degli oceani, sembrò creare intorno al nome di Parigi un alone suggestivo e quasi inquietante di genialità e di poesia. Il termine “decadenti” fu adoperato dapprima in senso dispregiativo dalla critica benpensante, borghese o accademica, ma già dalla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, quando l’inglese Gibbon aveva descritto la “storia della decadenza e della caduta dell’impero romano” con una certa simpatia per i vinti – “rappresentanti di tutti i valori della cultura” – e i vincitori – “uomini della barbarie” – la parola “decadenza” aveva perso molto del suo significato originario svalutativo, e l’attrazione verso le “culture tarde e morenti” aveva costituito anzi una sorta di distinzione al di sopra di una società e di un mondo alle soglie di un’oscuro sfacelo imminente. Per primo fu il poeta francese Charles Baudelaire che scoprì e svelò la potenza trasfigurativa che la Poesia possiede anche di fronte a ciò che la vita può avere…

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