E’ il 2023 d. C., la tecnica, ontologicamente parlando, si avvia davvero a dominare ogni settore della società. C’è chi plaude a ciò, vedendo la cosa come l’ultima grande frontiera di un cammino che è iniziato secoli fa con il Rinascimento prima e l’Illuminismo in seguito, se non addirittura con la scoperta del fuoco in epoca preistorica, c’è chi invece vede in ciò un pericolo imminente per la sopravvivenza dell’umanità e della vita tutta sul pianeta terra. Ma per quanto riguarda la cultura, l’arte, la letteratura, la scrittura, la Poesia mi domando: cosa può apportare di nuovo e di migliore l’Intelligenza Artificiale? Sì, abbiamo letto (l’articolo su quest’ultima che ho scritto poco tempo fa e che è stato pubblicato da poesiaeletteratura.it) come l’algoritmo, servendosi dei concetti, compone una poesia che sembra scritta dall’autore in persona; ma quando ha fatto questo e quando, fra qualche anno o fra pochi mesi, arriverà a scrivere un’intero poema simile all’Iliade di Omero o al De Rerum Natura di Lucrezio o alla Divina Commedia di Dante Alighieri, o anche un romanzo d’appendice, un thriller o un saggio di storia o di filosofia che cosa cambierà per l’uomo o, forse meglio, per l’artista (il poeta, lo…
– Ehi, scricciolo, perché ti sei posato su questa finestra chiusa da sbarre di acciaio? Non lo so. Forse perché ho visto che dietro queste sbarre c’ è una donna. – Sì, è vero. Ma sono prigioniera. Non vedo più il sole, la pioggia, la neve, gli alberi e i fiori. Non sento più il soffio dell’aria mutare sulla pelle al volgere delle stagioni. Non so più cosa sia l’azzurro del cielo e del mare. Ma sei una donna. Sei una donna che ama, che lotta ogni giorno per la propria dignità. Sei una donna che mai perde la speranza, anche in un soffio di vento benevolo e amico. – Non posso darti nulla, scricciolo, nemmeno una briciola di pane o un avanzo di cibo qualsiasi. Lo scricciolo fece qualche passettino e si avvicinò di più alle sbarre di acciaio. Era molto piccolo e fragile, e si capiva subito che aveva patito la fame e i rigori improvvisi di un clima repentinamente mutabile. Non voglio nulla da mangiare, anche se ho, sì, molta fame. Ho solo bisogno di una carezza, e le mie ali intirizzite e deboli riuscirebbero a prendere il volo. – Una carezza!? … Sì, perché ti stupisci?…
Ed eccoci a “IL SECONDO VIAGGIO – Gli imprevedibili effetti di un Grand Tour” il secondo volume, o il sequel, de “Il Grand Tour” di Adele Costanzo. Fa davvero piacere ritrovare i personaggi lasciati nel primo volume cambiati, cresciuti psicologicamente, maturati forse, consapevoli del proprio cambiamento interiore e del proprio status sociale, e civile anche. Bachume, Henri Trespetit, Antonia di Grugliasco e, al posto del comandante Florentin, il di lui figlio ventenne carico di odio verso gli altri per la sorte toccata al padre allontanato, a causa loro, dalla Francia. Corre l’anno 1730, dopo una breve tappa di Henri nella sua casa natia a Chartres, egli lascia di nuovo la Francia, per ritrovare l’amata duchessa Antonia e l’antico precettore Bachume, alla volta dell’Italia. Le vicende di questo “secondo” grand tour si svolgeranno interamente nell’Italia del sud fra le odierne Puglia, Campania e Molise. Ho apprezzato molto la, diciamo così, “scansione temporale simultanea” che Adele Costanzo fa per tutto il romanzo dalle prime pagine fino alle ultime per dare al lettore un quadro completo degli accadimenti in ciascun ambito proprio dei diversi personaggi divisi dalla lontananza creata dallo spazio ma uniti dal legame invisibile del tempo; ogni “Nel momento preciso in…
Il poeta Stefan George (1868 – 1933) ebbe una concezione quasi mistica della poesia, concezione che tende al sublime elevandosi, con latente ilarità, sulla passionalità della vita di ogni giorno. La sua poetica raggiunge un’alta perfezione formale, resa alquanto suggestiva per la musicalità misteriosa e per l’atmosfera incantata che riesce a creare. Nella poesia “Vieni al parco sepolto” il poeta invita ad entrare in un parco già sopito nel letargo autunnale, dove il riflesso di spiagge lontane e calde (mediterranee o tropicali) e azzurre nubi illumina ogni sentiero piccolo o grande, nascosto o in vista ravvivando i colori, e ad ammirare la compiuta armonia di tinte che i fiori, le piante e gli alberi compongono con sfumature che hanno in sé tutte le tonalità proprie dell’autunno medio e tardo. La potenza catartica della poesia riesce a lenire ogni pena che pur persiste, ogni dolore che sottilmente consuma il cuore e i momenti dilatati dei giorni silenti e delle lunghe sere novembrine, e con il suo indiscusso afflato di evocazione colma il vuoto della psiche, rende fresca ed esuberante la triste malinconia del mese di novembre nostalgico e rammemorante di giorni altri e di vissuti più felici e più lievi ……
