Vanni De Simone, scrittore, traduttore e autore/regista di Radio Rai, vive a Roma; attualmente è direttore editoriale della casa editrice Elemento 115, di Roma. Fra i suoi lavori a RadioRai: “Nord – Sud”, recitativo Rock, 1989; “Beowulf”, elaborazione radiofonica musicale ispirata all’omonimo poema anglosassone, 1990; “Versimedia”, festival poetico, Roma, 1991. Fra le sue traduzioni: “Fiesta”, di H. Hemingway, Newton Compton, 1989; “Dizionario Oxford della Letteratura americana” e “Dizionario Oxford della Letteratura inglese”, Gremese 1993 e 1994; “Gli animali del futuro”, De Agostini, 2003, adattato per Rete Quattro, 2002 – 3; “Un racconto del XX secolo” di Ignatius Donnelly, Elemento 115, 2021. Come direttore editoriale di Elemento 115, E – Book Elemento 115: “La Terra del Popolo Volante”di R. Paltok, “Il Mondo di Cristallo” di W. H. Hudson; “Il Turbine Uamano”, di King Camp Gillette (inventore dell’omonimo rasoio), Elemento 115, 2018. Fra le sue opere di narrativa: “La Leggenda dei Fantasmi”, Sinegon, 1993, “Il Respiro dell’Orso Bianco”, DeriveApprodi, 2002; “Il Racconto degli Dei”, Elemento 115, 2019. Francesca Rita Rombolà dialoga di poesia, di scrittura, di attualità con Vanni De Simone. D – Vanni De Simone, scrittore, traduttore, autore/regista di RadioRai perché ad un certo punto del suo percorso artistico/professionale decide di…
“Il giardino dei Finzi – Contini” è il romanzo più conosciuto dello scrittore Giorgio Bassani. Ha avuto una, diciamo, “incubazione molto lunga” in quanto un primo abbozzo risale al 1942, a venti anni prima cioè della pubblicazione del libro. La vicenda del romanzo ha un prologo, piuttosto efficace dal punto di vista letterario, la cui scena l’autore immagina sia avvenuta nel 1957 (molti anni dopo la fine della guerra e soprattutto degli avvenimenti narrati nel romanzo). Questo prologo serve proprio allo scrittore, nel narrare la visita ad una necropoli etrusca, ad andare indietro col pensiero e con i ricordi per rievocare altri morti “inghiottiti” dall’inesorabilità del momento storico terribile e particolare a un tempo per l’Italia e per l’Europa. Va, così, indietro nel tempo, col pensiero e con i sentimenti più profondi e brucianti della sua anima, alla sua giovinezza e alla sua terra: “a Ferrara e al cimitero ebraico posto in via Montebello”.Così l’io narrante inizia a parlare della famiglia ebrea dell’alta borghesia: i Finzi – Contini, residenti a Ferrara in un bellissimo palazzo isolato, con un antico giardino circondato da un muro di cinta, quasi come una sorta di protezione, o di isolamento, dal mondo esterno. La storia…
Idea di progresso. Idea di modernità. Idea di post – modernità. Tre idee importantissime e legate tra loro dall’invisibile filo rosso della Storia e dall’ansia collettiva, conscia o inconscia che sia, per il futuro. L’idea di progresso segue una lunga genesi e si configura quale “sorta di conquista” piuttosto recente nella storia dell’uomo. Dal mito classico greco – romano dell’Età dell’Oro al principio medioevale della Storia come successione di eventi ordinata dal volere di Dio fino alla cultura rinascimentale si pone con connotazioni decisamente moderne. Alla fine del XVI secolo, Jean Bodin aveva affermato la graduale ascesa dell’umanità verso stati superiori di incivilimento e l’affrancamento dall’antica teoria della degenerazione dell’uomo. Francesco Bacone e Renato Cartesio porteranno a compimento questo processo con l’affermazione della funzione pratica del sapere come strumento di miglioramento della vita degli uomini: la “New Atlantis” di Francesco Bacone, infatti, sancisce il carattere progressivo del sapere, che diventa così la condizione del progresso generale dell’umanità. Di fondamentale importanza è il pensiero di Renato Cartesio che, affermando la possibilità di costruire “l’edificio scientifico” su una base razionale procedendo da un complesso articolato di principi evidenti, conduce al corollario del carattere cumulativo del grado di conoscenza raggiunto. Il pensiero del…
Nel 1990 Francesca Rita Rombolà pubblica la sua prima raccolta di poesie TIRINTO (Firenze Libri Editore), e il suo primo libro in assoluto. Come il titolo ben dice, questa silloge poetica prende lo spunto primario dall’antica città – fortezza della Grecia ma i suoi contenuti sono attuali e spaziano per il mondo che vive, che lotta, che muta o è in fase di mutamenti profondi ed epocali: è il Mito che ritorna in poesia, quella straordinaria invenzione – creazione dei poeti della Grecia arcaica che ha consentito loro, in primis, di plasmare, con la plasticità del logos misto al linguaggio, un universo fatto di dei e di eroi, di caos e di armonia, di follia e di bellezza, di incanto e di dolore in cui il Mito, per mezzo del canto, conduce dal nulla all’esistere e dona l’immortalità vanificando lo spazio e il tempo. Scrive, a proposito del Mito, Walter F. Otto, fra i massimi interpreti – studiosi della religione greca classica: ” Il vero Mito è sempre un mito di dei. Vi rientra anche il mito concernente gli eroi. Questo infatti non soltanto presuppone il mito degli dei, ma gli si rivela affine anche nel culto al quale anch’esso…
Il tempo, enigma e mistero fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra. Il tempo, ossessione, ansia, tabù, realtà sacrale, entità che sfugge. E’ stato e continua ad essere tutto ciò per l’uomo il tempo e il concetto di tempo. Il tempo, inafferrabile eppure ineludibile; realtà o irrealtà? Cosa si sa o si può mai dire di concreto intorno al tempo? I rintocchi di una campana che scandiscono le ore, ciò che noi, come esseri umani, facciamo ogni giorno, nel bene o nel male, è uno scandire lento o veloce del tempo. Gli orologi (anche i più sofisticati quali quelli atomici che scandiscono perfino i millesecondi) misurano il tempo: in secondi, in minuti, in ore ma non dicono che cos’è il tempo. I calendari lunari o solari riportano, regolarmente e ciclicamente, i giorni, i mesi, gli anni ma non dicono, ugualmente, che cos’è il tempo. Ci hanno provato i filosofi di ogni epoca a pensare il tempo e a tentare di capire che cosa il tempo mai fosse. Ma in fondo non si è mai saputo, non si sa, forse non si saprà mai che cos’è il tempo. Tutti quelli che hanno indagato il tempo e hanno dissertato su di esso sono…
