Una Pasqua di pace interiore e di pace universale

Una Pasqua di pace interiore e di pace universale. Perché l’uomo è inquieto e in guerra contro se stesso. Perché gli uomini sono indifferenti e in guerra gli uni contro gli altri. Perché l’uomo, nel più profondo di se stesso, desidera ardentemente la pace. Perché gli uomini, nel loro inconscio collettivo, profondamente,  desiderano con ardore la pace. LA PIETRA MONOLITICA Un tremore nelle ossa da lungo diaccio o da colpo mortale il rombo sordo come da profondità abissali, e una luce micidiale dal cielo o dal principio cosmico dei multiversi sconosciuti. Cosa accade? Cosa è accaduto? Nulla di simile ai distinti boati della guerra al fragore e ai fuochi dei campi di battaglia alla morte e al sangue che su di essi impera. La vista si assottiglia. E scompare. Ritornerà attonita quando il sole è ormai alto e nessuno saprà o capirà o immaginerà col suo povero e gretto mortale e umano pensare. Cosa accade? Cosa è accaduto? Domande su domande risposte infinite che si rincorrono e si scontrano voci e mezze voci che borbottano ipotesi e di nuovo ipotesi che non hanno né fondamento né appiglio. … Ma la pietra monolitica che copriva l’entrata del sepolcro giace a terra….

La primavera nel suo primo dì

La luce… il sole. Cosa sono? Il fuoco, la fiamma, il calore… cosa sono? Vortici di spirali a velocità vertiginose. Corpi celesti in collisione. Stelle supergiganti che si consumano lente e ancora più lentamente si dissolvono espandendosi. Stelle che esplodono in istanti immani e spaventosi. Catastrofi inaudite nel Cosmo. Principio e fine. Fine e principio. Nel silenzio totale. Più puro e assoluto. Tutto è silenzio. Al di là della vita e della morte. Nello spazio cosmico il suono non si propaga. Negli abissi della terra. Nel profondo. Nei baratri del sottosuolo. Nella radice tellurica dell’anima. In buie caverne. Presso fiumi sotterranei. Nei non – luoghi dell’esistenza. Prima dell’inizio del tempo e dopo la fine del tempo. Dove la materia finisce e l’anti – materia si evolve invisibile e oscura. La temperatura non è neanche più misurabile. Gradi Celsius, Farhenheit, Kelvin. Cosa sono? Semplici convenzioni umane. L’uomo al di là del tempo e dello spazio? Dimensioni senza luce e suono. Niente è. Niente esiste. Il Nulla. Il concetto del Vacum. Il freddo è terribile. E’ irresistibile. Il gelo è sovrano. Respiro. Respiro primordiale. Sospiro preternaturale dell’Essere. Vibrazione e parola. La vita. La parola. Il canto. Una voce. Un grido. Il mio…

L’amore rimarrà per sempre un doloroso e meraviglioso enigma. “La pelle sul cuscino, il resto chissà dove” di Stefano Diotallevi

“La pelle sul cuscino, il resto chissà dove”, Armando Editore, 2023, di Stefano Diotallevi è un romanzo d’amore in cui si parla e si vive d’amore, l’amore presentato in diverse angolature e descritto con sfaccettature talvolta tenui talaltra forti come i colori sulla tavolozza di un dipinto. Molti i personaggi, sia maschili che femminili, ma solamente due i veri protagonisti: Pippo e Alice; lui un uomo semplice, solo e solitario, collezionista di moto d’epoca e grande bestia da lavoro; lei ragazza bella, viziata, volitiva di provincia alla ricerca dell’amore ideale, che poi alla fine non arriva. Pippo, in realtà, non conoscerà mai Alice né la frequenterà mai, seguirà la sua crescita biologica e affettiva da vicino vivendo nell’appartamento di fronte. Interessante l’incipit del romanzo: “Qualcuno ha detto che non c’è bisogno di soffrire per essere un poeta; l’adolescenza è una sofferenza che basta a chiunque ( … )”. Frasi non di certo scritte a caso da Stefano Diotallevi e sulle quali si potrebbe, e si dovrebbe, meditare per mesi, se non addirittura per anni (chi non ha mai sofferto durante l’adolescenza, per amore, per incomprensione da parte della famiglia e del mondo, o per altro ancora?). Alice vive la sua…

Lucy: il primo essere umano – donna del pianeta Terra

Uno, due, tre milioni e mezzo di anni indietro nel tempo, sprofondati in pieno Pliocene (periodo bio – geologico della terra), all’improvviso compare la nitida figura di una creatura che cammina! Sicura. Eretta. E’ un ominide. Un australopitecino. Una femmina. E’ già, in tutto e per tutto, una donna. E’ Lucy. Nel novembre del 1974, nel mezzo del Triangolo di Afar, nel deserto dancalo (Etiopia – Africa Orientale), il più grande paleantropologo vivente, l’americano Donald C. Johanson, compie un ritrovamento fossile eccezionale: cinquantadue ossa, circa il quaranta per cento dello scheletro di un singolo individuo. Al campo l’eccitazione è alle stelle, scorre la birra, viene suonato e risuonato il nastro della canzone dei Beatles “Lucy in the sky with diamonds”, e dal reperto fossile AL 288 – 1 nasce Lucy: un ominide di sesso femminile di quasi trent’anni, alta poco più di un metro che, con questo nome, sarà conosciuta in tutto il mondo. La sua postura è, fatto sorprendente, per la prima volta eretta … Perché Lucy camminava eretta? Potrebbe essere una questione di sesso (femminile), un adattamento evolutivo nella locomozione manifestatosi per un cambiamento nella “strategia riproduttiva”. Fatto sta che Lucy è la progenitrice del genere umano! Lucy:…

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