L’affinità di spirito e di linguaggio che ci accomuna. Brevissima riflessione intorno a “PRIMA DEL SEMPRE – Antologia poetica 1995 – 2022” di Mauro Germani
000 Primo piano , Mauro Germani / 30 Aprile 2024

Ho appena terminato la lettura dell’ultimo libro dell’amico poeta Mauro Germani, “PRIMA DEL SEMPRE – Antologia poetica 1995 – 2022” (Puntoacapo Editrice, 2024), e ne esco, come sempre, appagata, entusiasta e insieme sconvolta … sì certo, in quanto la scrittura, ma soprattutto il linguaggio poetico, di Mauro Germani ha un impatto molto profondo e profondissimamente intenso su di me: sembra pizzicare (forse non lo sembra, posso tranquillamente dire che lo fa) le corde più nascoste del mio “violino interiore” I poeti e i filosofi della Grecia antica sostenevano che la Poesia è, tra le altre cose, pharmacon, cioè rimedio, cura non solo dell’anima e dello spirito ma dell’intero essere sofferente di inquietudine e di mancanza di senso, carente di ricerca e di significato intorno a sé e alle cose della terra e dell’intero universo; una cura e un rimedio molto naturali, umili e semplici che tuttavia sono portatori occulti di un qualcosa di imperscrutabile e di inafferrabile proveniente – comunque – da un Altrove. Nei millenni e nei secoli la Poesia ha più o meno mantenuto questa connotazione intrinseca presso tutti i popoli e le civiltà, anche se proprio nell’ultimo secolo, trascorso da poco, ha perso molto delle sue meravigliose…

“Homo homini lupus/L’uomo è un lupo per l’uomo”, ossia l’egoismo e l’individualismo dell’uomo in Thomas Hobbes

Thomas Hobbes (1588 – 1679), filosofo inglese, ebbe un grande interesse per lo studio dell’uomo, che rimase alla base della sua filosofia per l’intera esistenza e che, orientatosi in senso naturalistico per l’influsso dell’altro elemento costitutivo della sua cultura, caratterizzò tipicamente il suo sistema di idee. In lui prese piena concretezza il disegno di pensiero del sistema di idee, che avrebbe dovuto trattare in tre distinte sezioni: Della natura del corpo; Della natura dell’uomo; Della natura dello Stato. La prima sezione del sistema di idee di Thomas Hobbes, “De corpore”, delinea i presupposti metodologici: la filosofia è, per questo pensatore, dottrina dei corpi e delle leggi causali che ne determinano naturalisticamente l’accadere, e distinguendosi i corpi in naturali e artificiali (quale, ad esempio, lo Stato), si scinde in philosophia naturalis e philosophia civilis; la seconda sezione, “De homine”, svolge una serie di considerazioni gnoseologiche intorno alla percezione sensibile, e psicologiche, intorno alle passioni; la terza sezione, “De cive”, indaga la natura dell’uomo nella sua massima espansione, in rapporto cioè al problema statale e politico. Nasce così quella dottrina etico – politica che, più ampiamente sviluppata nel “Leviathan” (altra sua opera importante), ha dato a Thomas Hobbes massima fama. A fondamento…

Maxmilien de Robespierre. Una figura storico – politica da riscoprire

Come ripensare oggi una figura storico – politica quale quella di Maximilien de Robespierre (1758 – 1794)? Alcuni suoi biografi, francesi e non, odierni affermano che egli fu il primo “maestro di scuola” della democrazia. Un maestro di scuola severo, che non le ha risparmiato né la verità, né gli avvertimenti, né i rimproveri. Il suo programma di azione è sempre di una impressionante attualità. Noi, in fondo, siamo suoi “figli intellettuali”. Lo adottiamo come una guida, come una bandiera. Si “riscopre” oggi Maximilien de Robespierre perché ha concepito e praticato l’arte del governo (questa politica così giustamente screditata ai giorni nostri) come un sacerdozio. In fatto di politica ha detto: “Nulla è giusto se non ciò che è onesto. Nulla è utile se non ciò che è giusto”. Egli avrebbe voluto che la politica fosse una morale in azione. Ha ripetuto, senza stancarsi, una verità che traeva da Jean Jacques Rousseau e da Charles – Luis de Montesquieu, e cioè che tra tutti i governi quello democratico è il più difficile da mettere in atto veramente perché occorre dedizione al bene pubblico, in altre parole, virtù; una verità che ha predicato (e praticato) con l’esempio. Maximilien de Robespierre non…

Un’opera attuale o inattuale? “Il contratto sociale” di Jean – Jacques Rousseau

Non credo sia fuori luogo, in tempi di post – moderno, fare una breve riflessione su un’opera piuttosto controversa come controverso è stato il suo autore. Si tratta dell’opera “Il contratto sociale”, il suo autore Jean – Jacques Rousseau (1712 – 1778). Di cosa tratta, nelle linee generali, “Il contratto sociale”? Dell’autorità politica. Infatti Jean – Jacques Rousseau si propone di mostrare a quali condizioni una simile autorità possa essere legittima e, di conseguenza, di denunciare quelle che non lo sono. Non si tratta tanto, per lui, di prescrivere dei limiti a questa autorità, quanto in fondo di ricercarne il fondamento e di determinarne la natura. Tre sono i punti salienti de “Il contratto sociale”: Nessun uomo ha un’autorità naturale sul proprio simile. Ne consegue che nessuna autorità può essere legittima se è istituita o se viene esercitata senza il consenso di coloro che vi sono sottomessi; L’autorità politica Jean – Jacques Rousseau la chiama sovranità – risiede essenzialmente nel popolo. Essa è inalienabile, e il popolo non può affidarne l’esercizio a nessuno: né a un monarca, né a dei rappresentanti. Il singolo che rinunci alla sua libertà rinuncia, nello stesso tempo, alla sua qualità di uomo. Così, un popolo…

Charles – Luis de Montesquieu, il “padre” della teoria della separazione dei tre poteri – legislativo, esecutivo, giudiziario – di uno Stato

Le idee politiche, filosofiche, scientifiche di Charles – Luis de Montesquieu (1689 – 1754) si riassumono ne “l’Esprit Lois” che consta di trentuno libri. Egli cerca, soprattutto, di stabilire in che modo si deve regolare civilmente e politicamente l’uomo, nella costante varietà della sua natura, per essere felice e compiere al meglio il suo compito nella società. La vita sociale è, per l’uomo, il compimento di una legge naturale. Un triplice pensiero forma il contenuto essenziale de “l’Esprit de Lois”: A)La dottrina delle leggi in generale; B)La dottrina dei governi; C)La dottrina della libertà politica e della separazione dei poteri. Contro il contrattualismo imperante, che faceva delle leggi l’opera della ragione e della volontà astratte, Charles – Luis de Montesquieu afferma risoluto che le istituzioni civili e politiche sono sottoposte a leggi naturali immutabili al pari di tutti gli altri fenomeni della natura. Egli mette in rilievo la religione in quanto ha ben compreso che senza di questa nessuna società può essere considerata stabile. Dopo aver rilevato gli stretti legami tra i costumi di un popolo e alcuni fenomeni quali la guerra, le leggi dispotiche, le libertà individuali Charles – Luis de Montesquieu giunge a formulare “l’Esprit général d’une nation”…

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