La precarietà della condizione umana. “Canzone d’autunno” di Paul Verlaine

In un abbandono languido e malinconico, nella dolente e monotona musicalità dell’autunno, il poeta francese Paul Verlaine (1844 – 1896) ricorda tristemente il passato e, avvertendo la precarietà della condizione umana, si abbandona come foglia morta al vento della mestizia che irresistibilmente lo trascina… Il suono di violini giunge, all’ascolto del poeta, come un singhiozzo che ferisce il suo cuore; fragile e, allo stesso tempo, forte è la sua sensibilità che percepisce il pianto e la ferita dell’anima che ne deriva; tutto è pieno di affanno e anche stanco; un’ora inquietante e misteriosa scocca inesorabile per far rivivere il ricordo di giorni remoti, forse anch’essi tristi ma forse pieni di gioia e di speranza, di allegria e spensieratezza e per questo più dolorosamente percepiti. Così il poeta va, come alla deriva, nel vento autunnale (che nel nord d’Europa è davvero implacabile) da un angolo ad un altro come la foglia morta (ingiallita e secca ormai) per i viali e i parchi, le piazze e i giardini, ovunque vi sono alberi non sempreverdi che si donano interamente al ciclo incessante della natura. Sembrerebbe un quadro veramente desolante e disperato che ha ceduto alla fine e non si batte e non lotta…

L’umana e legittima ricerca della felicità. “L’ultimo treno della notte. Racconto musicale” di Stefano Diotiallevi
000 Primo piano , Stefano Diotallevi / 14 Ottobre 2024

Innanzitutto il titolo: “L’ultimo treno della notte”, che appare piuttosto evocativo in quanto sia il treno sia la notte sono due elementi decisamente importanti a livello inconscio e insieme conscio, e poi il frontespizio del volumetto che riporta una frase di Victor Hugo: “La malinconia è la felicità di essere tristi”, frase che si presta a molti sensi interpretativi ma che di per sé da un posto di preminenza a quello stato d’animo che ci fa stare male e, allo stesso tempo, bene in quanto ci stimola spesso a riflettere e a pensare profondamente sulle cose e sulla vita. “L’ultimo treno della notte. Racconto musicale” Armando Editore, 2024, è l’ultima pubblicazione letteraria di Stefano Diotiallevi. Una struttura insolita caratterizza il racconto, perché è come “scandito” dalle note musicali che si susseguono sul pentagramma. Bella è l’espressione e la fluidità delle parole, piacevole e semplice lo stile; le stazioni e il treno sembrano essere i veri protagonisti, e il susseguirsi dei ricordi e dei momenti trascorsi in essi diventano un vissuto quasi speciale che non si cura più del tempo, restando sospesi in un continuum presente il quale suscita, talvolta, perfino una sottile nostalgia e un qualcosa di irrimediabilmente perduto. La…

9 ottobre 1989 – 9 ottobre 2024. Sono ancora qui. A lottare e a scrivere

9 ottobre 1989 – 9 ottobre 2024, non è un anniversario, non sono i trentacinque anni esatti di un evento o di un avvenimento eclatanti, ma di sicuro questa data di tanti anni fa, in un certo senso, ha cambiato la mia vita perché da quel giorno in poi sono forse diventata scrittrice in “maniera ufficiale”. Da quel momento in poi ho scritto e ho scritto. Non ho smesso più di scrivere. Di scrivere romanzi, racconti, articoli, recensioni, di comporre versi di poesie lunghe e brevi, poemetti e sillogi di vario genere… non ho ancora smesso di scrivere; nel dolore e nella gioia, nella sofferenza e nella letizia, navigando in acque profonde e perigliose; sono stata pioniera della poesia, in particolare, e della scrittura, in generale, in un ambiente, e in contesti, sociali e culturali non molto progrediti, e al passo con i tempi, al riguardo; ho vissuto lutti e perdite tremende, subendo umiliazioni e pregiudizi, incomprensioni e blocchi psicologici, momenti di sconforto e di illuminazione, sempre lottando e lottando, affrontando, e spesso superando, difficoltà anche terribili, solitaria e in solitudine, sola e quasi misteriosamente guidata da uno strano e vago “istinto soprannaturale” che sembra come guidarmi e determinare, in…

Daniel Defoe, romanziere quasi senza volerlo
000 Primo piano , Daniel Defoe / 2 Ottobre 2024

Daniel Defoe (1670 – 1731) è lo scrittore che rappresenta l’inglese borghese dissidente del XVII secolo (la parola “dissidente” indica, in realtà, l’appartenenza ad una setta protestante non conformista, il ché avveniva soprattutto fra la classe mercantile inglese). La carriera notevolmente movimentata di Daniel Defoe abbraccia attività e progetti commerciali diversi, oltre a numerose imprese giornalistiche e incarichi anche di agente segreto svolti per conto del governo. Nel 1697 egli pubblico un “Essay on projects” (Saggio sui progetti) in cui avanzava un numero straordinario di proposte di ordine pratico, fra le quali una società intesa a “incoraggiare una cultura raffinata, a levigare e affinare la lingua inglese, a far progredire l’arte tanto trascurata dell’espressione corretta, a ripulire la lingua dalle aggiunte irregolari che vi sono state portate dall’ignoranza e dall’affettazione”. Proponeva anche di istituire un’accademia per le donne poiché diceva: “Io ho spesso pensato che fosse uno dei più barbari costumi del mondo il negare alle donne i vantaggi della cultura.” Nel 1701 Daniel Defoe pubblicò una satira in versi, “The true – born Englishman” (L’inglese autentico) in cui analizzava le composite origini del popolo inglese, a suo parere “una razza indefinibile ed eterogenea derivata da tutte le nazioni del…

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