I bellissimi ed esotici frutti di settembre

16 Settembre 2025

Belli. Forse di più. Bellissimi. I bellissimi frutti di settembre. Protetti dalla loro sottile corazza di ancor più sottilissime spine, forse per proteggersi dall’umidità dei crepuscoli, forse dai predatori animali, forse da mani umane non sempre “delicate” nello strapparle alle foglie di cactus. I fichi d’india … frutti ormai endemici da secoli delle estreme regioni meridionali della nostra penisola. I fichi d’India … frutti che maturano nei giorni tiepidi e luminosi di settembre, alle sue brezze marine, ai soffi del suo vento (lo Zephiro degli antichi greci e latini) lieve e gentile nel tocco ultra millenario. I fichi d’India … frutti che sanno di tenace resistenza agli elementi naturali più minacciosi e di terre lontane, di culture ancora deste e regali, di giorni dolorosi e di dolcezze inconsce mai sopite. Frutti di settembre. Sì. I bellissimi ed esotici frutti di settembre.

FRUTTI DI SETTEMBRE

Quasi nascosta

come in ombra,

ancora tenace

e ormai solitaria

fra alberi e arbusti

di un habitat

naturale ed endemico

forse unico, forse diverso

da molti altri;

l’ho vista passando,

e il mio sguardo perspicace

l’ha sfiorata

la sola pianta di fico d’India

rimasta su una collina

che molte ne ha viste

crescere rigogliose, e morire

in anni trascorsi

al di fuori del tempo immemore.

Bianchi, fucsia, gialli,

arancio, rossi

i frutti maturi, lieti

al bacio del sole

alla fine della calura estiva.

E’ settembre, lo stesso settembre

che tanto mi donò letizia

e tanto amai in giorni lontani:

frammenti di cometa

luminosi e silenti

nel più buio dei cieli.

Oh figli del tellurico singulto della terra

partoriti dalla lava di vulcani

che si ridestano nel breve

colpo d’ala dell’aquila orgogliosa,

di voi si compiacque e gioì

il grande poeta venuto dal Nord

a cui deste ristoro

e placaste la sete portata

dalle ardenti latitudini mediterranee.

Frutti della bellezza elevata

giunti dal grande oceano sconosciuto

tratti dal suolo

di splendidi e crudeli imperi

distrutti da conquistadores

troppo avidi e incolti

per capirne l’esistenza, e l’essenza;

frutti di settembre.

Di settembre. Nel suo notturno vento lieve

e nei suoi echi di festa, di ricordi,

di vissuti custoditi

che mai spersi

sono speranza nella ferocia dei tempi.

Francesca Rita Rombolà

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