Tutto ritorna. Ma forse non è mai veramente del tutto identico

23 Settembre 2025

Talvolta i giorni che si ripetono ciclicamente sono lieti, talvolta invece tristi, anche se in apparenza non vi è motivo di tristezza alcuna. Talvolta l’atmosfera che in essi si respira ti riporta indietro nel tempo (può essere del tutto normale) a vissuti che non si potranno mai dimenticare, ma che credevi di aver perso per sempre in qualche angolo oscuro dell’inconscio; tutto è uguale come sempre; tutto in fondo si ripete quasi identico in ogni cosa, eppure non è come prima. Non è più come prima. Qualcosa, anche di impercettibile, è mutato. Muta ogni volta. La stessa atmosfera ha un qualcosa di imperscrutabile e ineluttabile che si percepisce appena. Ma si percepisce. Senti vicino a te la presenza viva di chi ti amò e ti volle bene e ormai non è più; senti quel calore interiore che ti faceva “danzare nell’aria” nell’infanzia e nell’adolescenza al solo respirare l’aria, al solo guardare il cielo, al solo udire i suoni, al solo sentire gli odori, al solo guardare la magia collettiva dei colori, l’ondeggiare delle persone di ogni età per vie e piazze, angoli di mercato e di spettacoli di strada.

Tutto ritorna. Ma forse non è mai veramente del tutto identico.

NON OMBRE MA VIVI

Così il poeta ode l’eco

prima della voce,

percepisce il rifiuto

nel consenso;

e la Poesia

invece di svolgersi

si annoda, si intreccia

e – dunque – nulla attendo

dal respiro delle ore

dei giorni, degli anni

mentre provo

l’ambivalenza astratta

dell’essere e del non – essere

poiché nelle tenebre più fitte

riesco a scorgere meglio

tutta la potenza della luce.

… Ecco nell’aria i botti

che squarciano il sommesso brusio,

e il cielo si colora

di girandole, di lazzi

di una pioggia di filamenti

che esplode sonora e indifferente

velando gli occhi di indicibili lacrime

nella piazza abbacinata

dal sole del mattino:

Ah il radioso rimpianto

è fra le turbolenze del cuore

la più sensibile:

il sorriso è doloroso,

il dolore sorride, e consola.

Allora contemporaneamente

gli istanti immobilizzano la temporalità,

elevano l’esistenza

al di là della comune durata.

Essi son lì

non ombre ma vivi

mentre lieti

con la lucida pupilla

che si immerge nell’evento

contemplano la visione

su quel sagrato della chiesa

tanto amato. Tutti.

L’ispirazione non è mai

davvero completa

se non quando associa

la solennità del giorno di festa

alla sublimità del suo cantare.

… Sì. Tutti. Ahimè, anche

i trapassati da decenni ormai

si uniscono al battito di mani

al suono della banda

al lancio delle effigi sacre

attaccate ai palloncini frementi.

Da molti anni cerco di comprendere

tutte le potenze

dei nessi istantanei,

l’impeto del sacrificio;

ma non serve altro

che l’istante,

perciò il poeta lo crea.

Ed è la vita

a prevalere felice

quando la morte arretra

e si ritira nel vuoto.

Va avanti il tempo. In avanti.

L’unica direzione consentita sulla terra.

Non l’anima, non la psiche

non lo spirito.

Sì, ogni anno

finché il mondo è.

Sì. Nella terra delle madri.

Sì. Nella terra dei padri.

Donne e uomini di ogni generazione.

Francesca Rita Rombolà

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