Luci che muovono verso chi le scorge – anche e ancora – in lontananza …

E’ un tempo che annuncia il raccoglimento interiore. Un tempo per meditare e per riflettere su se stessi e su tutto ciò che ci circonda. Un tempo che avvicina di più a noi i nostri cari morti … una vera festa tutta per loro. Dedicata a loro. Perché la luminosità dei loro occhi vivi entri nei nostri e non si spenga mai. Perché ciò che ci rende consapevoli e forti nelle avversità possa essere fresca sorgente per il loro spirito e quiete per la loro anima. Un tempo e un giorno elargiti per chi amò e praticò la pace e la giustizia, il bene e la verità, percepì il senso profondo dell’umano patire e dell’umano agire. Nello splendore e nella gloria luci che muovono verso chi le scorge – anche e ancora – in lontananza … poiché il vicino e il lontano non arretrano di fronte all’inesorabile che, a volte, sembra sovrastarci e renderci impotenti. Così l’autunno apre le sue porte, e ci invita ad entrare pienamente nella sua bella e modesta dimora. VOLTI CHE PIU’ NON VEDI Silenti i crepuscoli serali, di un rosso acceso le nubi trascolorano a Occidente nella quiete che precede la sera. Fra poco la…

…Fra gli incerti confini della vita e della morte. “Le stelle fredde” di Guido Piovene
000 Primo piano , Guido Piovene / 21 Ottobre 2025

Il romanzo “Le stelle fredde” di Guido Piovene (1907 – 1974) è quasi una sofferta meditazione sulle condizioni esistenziali dell’uomo di oggi (forse perfino oltre il post – moderno), esposta senza preoccupazioni di ordine prettamente “narrativo”, nel senso che il romanzo vuole essere voce diretta, forse meglio, quasi “pensiero scritto” del travaglio interiore dell’autore, attento a ricostruire un lucido, ma piuttosto negativo, bilancio delle sue esperienze e dei casi degli altri uomini. Il protagonista di “Le stelle fredde” narra come, dopo aver troncato ogni legame con il passato, specialmente quello affettivo, in seguito all’abbandono dell’amante, si ritira in campagna, nella casa avuta in eredità dal nonno, e dove sta, solo, suo padre. Ma il rapporto con il padre non sarà per niente facile; per questo egli si isolerà sempre di più e andrà a vivere nella stanza più lontana e scialba del palazzo intorno al quale si estende una campagna ampia e luminosa. Ma nel palazzo e fuori succedono cose davvero strane; fra l’altro un giorno viene trovato morto, ucciso in circostanze misteriose, una persona che precedentemente aveva tentato di uccidere il protagonista. Questi allora, sospettato di essere l’assassino, si nasconde in un luogo solitario dove incontra (per caso?) un…

Una scrittura … forse pur essa metafora nella metafora di un oggi che ormai va oltre la stessa post – modernità in tutti i sensi e in ogni senso insieme. “Il burò delle persone scomparse” di Adele Costanzo
000 Primo piano , Adele Costanzo / 17 Ottobre 2025

Proprio fresco di stampa, addirittura freschissimo (forse sono una delle prime lettrici affezionate ad averlo letto), ecco il terzo romanzo di Adele Costanzo sul Grand Tour dal titolo “Il burò delle persone scomparse” (Readaction Editrice Roma, settembre 2025). Adele aveva promesso di scriverlo. E lo ha fatto. Il volume è ben curato nei dettagli tecnici. Presenta una bellissima copertina con sfumature di azzurro che si alternano a colori pastello, catturando l’occhio fin da subito; pagine ampie e ben “squadrate” e dei caratteri di scrittura legibilissimi, anche a persone anziane e con problemi di vista. Ritroviamo gli stessi personaggi (Antonia, Henri, Bachume, Florentin e adesso il figlio Didier) degli altri due romanzi, ma trenta anni dopo! E’ il 1746. Primavera. Il gendarme Florentin, insieme al figlio Didier e alla moglie di lui, ha messo su un burò delle persone scomparse, perciò Antonia ed Henri si rivolgono a loro l’una per cercare la sorella Annetta, scomparsa molti anni prima, l’altro il figlio naturale, Armand, che ora dovrebbe essere un giovane ben piantato. Le loro vicende in questo volume si svolgono tra la Francia del Nord (Normandia e Bretagna) e il Piemonte (con una breve sosta a Genova e una sortita in Spagna)….

“Abbiamo sempre bisogno di nutrire la nostra anima, e la Poesia è, fra tutti quelli possibili, un nutrimento eccellente”. Un intenso dialogo con la poetessa Sonia Giovannetti
000 Primo piano , Sonia Giovannetti / 14 Ottobre 2025

Sonia Giovannetti è poetessa, scrittrice saggista e critica letteraria. Fa parte di molte associazioni promotrici di arte e letteratura, è membro e presidente di giuria a premi letterari nazionali, internazionali e in alcuni istituti di istruzione secondaria. Numerose poesie, racconti e saggi sono stati pubblicati da testate giornalistiche, riviste, antologie letterarie e raccolte poetiche. Sul periodico di informazione “Il Nuovo” ha curato, con i suoi componimenti, la rubrica letteraria “In punta di penna”. Della sua poesia si sono occupati illustri letterati e le sue opere hanno ottenuto il primo premio a molteplici concorsi letterari nazionali e internazionali per la Poesia, la Narrativa, la Saggistica e per l’impegno sociale. Fra i vari riconoscimenti le è stato conferito anche il “Certamen Apollinare Poeticum 2019” dall’Università Pontificia Salesiana, il premio “Caput Gauri 2019” e il premio speciale al Premio della Svizzera “Switzerland Literary Price” a Lugano 2024. Alcune sue opere sono state tradotte in inglese, azero, cinese e spagnolo con una pubblicazione nel 2024. Le opere di narrativa di Sonia Giovannetti: “Le ali della notte” (Armando Curcio Editore, 2014); di poesia: “Ho detto alla luna” (Aletti Editore, 2012), “Tempo vuoto” (Tracce Editore, 2013), “Un altro inverno” (Kairòs Editore, 2015), “Dalla parte del tempo”…

Quasi come un “sassolino nella scarpa” del cuore e dell’anima. “Autunno” di Vincenzo Cardarelli

In questa poesia, dal titolo “Autunno”, il poeta Vincenzo Cardarelli (1887 – 1959) descrive le sensazioni che si succedono nel suo, e nel nostro animo, all’avvicinarsi dell’autunno, avvertito con un certo doloroso stupore già nei presagi del vento di agosto, nelle improvvise e intermittenti piogge di settembre, in particolari giornate di sole pallido e incerto, con nuvole in cielo bianche ed enormi che corrono come branchi di cavalli selvatici in una steppa preistorica, quando sembra che la terra tutta, ormai priva della sua lussureggiante vegetazione estiva, sia attraversata da un brivido di freddo sottile e breve più dell’attimo. L’autunno, che via via lentamente scorre, si porta seco i giorni lieti e felici, vigorosi e ardenti, complicati eppure semplici, sofferti e insieme liberi: perciò, in questa stagione, si riflette con amarezza il declino della gioventù, che ci saluta un poco beffarda forse; dolorosa metafora, ahimè, dell’inesorabilità e della velocità del tempo che passa lasciando su di noi i segni , sia fisici che mentali, del suo tocco impercettibile. “Autunno” è una poesia intensa e raccolta, ricca di sfumature disincantate e tristi nonché di palese amarezza; espressione veramente sofferta di chi vede, con nostalgia, spegnersi poco alla volta l’età più bella. Le…

“Credo che raccontare e, di conseguenza, scrivere sia una parte della mia vita personale”. Conversando con la scrittrice Daniela Ferraro Pozzer

Daniela Ferraro Pozzer è nata a Napoli nel 1963 e vive a Roma dove, da oltre venti anni conduce giochi di ruolo da tavolo, inventandone trame e ambientazioni. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo “La Locanda della Quercia Incantata” (Acar Editore), cui hanno fatto seguito “Il Libro di HennetH” e “Il Signore delle Tre Lune” (GDS Editrice). L’intera saga si intitola “Le Storie della Locanda”. Ha scritto racconti brevi premiati e pubblicati su diverse antologie. Nel 2019 esce il suo primo romanzo breve “L’amabile Elèna – Il diario delle conseguenze” (Echos Edizioni) e, nel 2022, “Facili impronte” (GPM Editore). In collaborazione con Antonella Turchetti, ha pubblicato anche due saggi: “La Filastrocca dei 13 Folletti” (Echos Edizioni, 2017) e “La Filastrocca delle 13 Fate” (Echos Edizioni, 2020). Nel 2024 Daniela Ferraro Pozzer pubblica il romanzo “Inseguendo Hamelin” (Marlin Editore). Pagine Facebook dei libri fantasy: https://www.facebook.com/LaLocandadellaQuerciaIncantata/; https://www.facebook.com/IlLibrodiHennetH/; https://www.facebook.com/ilSignoredelleTreLune/; https://www.facebook.com/LeFilastrocchediNonnaGnoma/ Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Daniela Ferraro Pozzer. D – Daniela Ferraro Pozzer, mi pare di capire che le tue preferenze di scrittrice vanno al genere fantasy, perché? R – I miei fantasy hanno delle caratteristiche particolari: potrebbero essere dei thriller, se non appartenessero a questo particolare genere, che io…

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