E’ di sicuro un racconto lungo “Ragazzo di strada – Racconto musicale” (Armando Editore, 2025) di Stefano Diotallevi. Originale e accattivante è la copertina del libro che colpisce subito, al primo sguardo (forse ha un non so ché il quale rimanda vagamente all’America degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando il suo mito era forte e ancora genuino nei giovani di ogni parte del mondo). Dunque, c’è un particolare rilevante in ” Ragazzo di strada” che mi ha colpito e che, in un certo qual modo, sembra essere la chiave di lettura dell’intero racconto; si tratta della frase sul frontespizio, frase di Dino Buzzati: “Il tempo è fuggito via tanto velocemente/che l’animo non è riuscito a invecchiare”. Perché, ci si domanderà, questa frase è una chiave di lettura possibile? Penso che una possibile risposta possa essere per via, a causa, del tempo; sì la scansione temporale. In questo breve scritto di Stefano Diotallevi il tempo sembra si sia fermato o che scorra molto lentamente … o addirittura a ritroso. Il protagonista vive o, “ritorna”, agli anni della sua gioventù: all’estate, al caldo, all’amore, ad un modo di vivere, e di essere, comunque diverso da quello attuale. E ogni…
“Il mistero del Poeta” di Antonio Fogazzaro (1842 – 1911) è stato definito il romanzo della passione italiana e della nostalgia esotica; ed è anche stato detto che in tutta la storia della letteratura italiana (attraverso i secoli) non è mai, in fondo, comparso, dopo il Petrarca, (periodo Medioevale) un libro – romanzo d’amore tanto schietto, immediato, vibrante, doloroso e insieme umano. E’ l’amore del Poeta, un italiano ardente, che narra in prima persona la vicenda della sua passione per una ragazza, Violet Yves, figlia di un pittore inglese, ma orfana, stabilitasi con gli zii in Germania dove si è promessa ad un professore tedesco. Le vicende della passione dei due giovani hanno note davvero intense e drammatiche in un susseguirsi di struggimenti e confessioni reciproche. La conclusione sarà tragica: la morte improvvisa per sincope di Violet quando, appena iniziato il viaggio di nozze, assisterà ad un colloquio piuttosto violento fra il marito, il Poeta, e l’uomo del suo primo amore che l’aveva sedotta e abbandonata. Pagine strazianti (fra le più strazianti dell’intero romanzo) quelle che preludono la morte di Violet: cupe, indefinite, nebulose che si intrecciano poi con altre di una sensualità languida e delicata a un tempo, sulle…
Santo R. Saraco nasce a Locri nel 1988. Nel 2013 conosce Francesco Benevento, musicista, con il quale da vita al suo attuale gruppo musicale, i Nostrana, nel quale è percussionista e autore, in parte, dei testi. Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie “A cosa servon le parole”. Nel 2016 pubblica la sua seconda raccolta di poesie, “Vagabondo”, arricchita da disegni creati dall’amica e artista Lara Gregori. Dall’incontro, sempre nel 2016, con la regista e performer Amalia De Bernardis e con l’attrice Martina Manera nasce, nel 2017, CONCERTATO – uno spettacolo teatrale di poesia e corpo, ispirato e tratto dalle sue opere, che viene portato in scena nella stagione 2017 – 18 in varie rassegne, teatri e locali. Nel 2018 pubblica la sua terza raccolta di poesie “My name’s Histoire” e, nel 2020, pubblica “Stand By”, una raccolta di storie, canzoni e poesie con illustrazioni di artisti vari. Nel 2023 alcune opere di Santo R. Saraco vengono scelte dalla coreografa e ballerina Fanny Genna per dare vita ad uno spettacolo di danza e teatro, FREEWOMAN, con tema la violenza contro le donne, che lo vede fra i protagonisti. Nel 2025 pubblica “Malanova Express”, la sua nuova raccolta di…
Accolto, fin dal suo primo apparire, con molto fervore dalla critica, e premiato con il Premio Strega nel 1977, il romanzo “La miglior vita” di Fulvio Tomizza (1935 – 1999), del quale quest’anno ricorre il novantenario della nascita, è stato giudicato da diversi critici letterari il più completo fra tutti quelli scritti e pubblicati da questo autore il quale, impegnato in una narrativa essenzialmente tradizionale, coerente e fedele alla matrice di “scrittore di frontiera”, continua a raccontare ancora, come negli altri suoi romanzi, la storia della sua terra istriana lungo un preciso itinerario artistico e umano. Il romanzo è la rievocazione in prima persona che Martin Crusich, il sagrestano di una piccola parrocchia istriana di confine, dalla parti di Buje e di Umago, fa di quella che è stata la vita della parrocchia stessa dagli inizi del secolo ventesimo fino agli anni ’70 dello stesso, attraverso la presenza e l’alternanza di sette parroci (molto diversi per origine, carattere, virtù e vizi) che si sono succeduti nel corso degli ultimi decenni e a cui Martin è stato vicino in modo costante. Datate, appunto, agli inizi dell’anno 1975 sono le righe che il vecchio sagrestano scrive con la mano stanca e che…
