“Le storie che scrivo sono un po’ atipiche perché mi piace esplorare l’animo umano”. Conversando con la scrittrice Roberta Costantini
000 Primo piano , Roberta Costantini / 12 Gennaio 2026

Roberta Costantini nasce a Roma il 15 ottobre 1969. Nel 2014 viene pubblicato, dalle Edizioni Croce, il suo primo thriller “Le visioni inquietanti di Allison” che, insieme ad altre due storie, darà origine alla trilogia di Allison e Kate dal titolo “Destini incrociati” edita, nel 2018, da Rei France Edizioni. Nel 2019 pubblica, con Scatole Parlanti Edizioni, la spy – story “Servizi&Segreti”. Nel 2021 Roberta Costantini crea la collana “Giallo e Nero” il cui primo libro è proprio “Servizi&Segreti” rinnovato nella copertina. Nell’aprile 2022 segue “Il castello di carte” e nel 2023 “Viceversa”. Nel 2024 esce, per Edizioni Vulcaniche” il giallo “Note di vendetta” e, nel 2025, “Trappola di ghiaccio”. Il suo sito web è: robertacostantini.com Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Roberta Costantini. D – Ci parli un po’, dei tuoi libri, Roberta? R – Le storie che scrivo sono un po’ atipiche perché mi piace esplorare l’animo umano. Sono convinta che in ognuno di noi ci sia una componente positiva e una negativa. I miei personaggi, sotto la spinta delle circostanze, vengono spronati a ribellarsi alla parte oscura che tutti noi abbiamo, pur di non deviare dalla retta via. In effetti, la domanda è sempre la stessa:…

… Un inno alla gioventù e alla vita nel gelo profondo della terra russa. “Inverno. Che fare in campagna? Di Aleksandr Sergeevic Puskin

Aleksandr Sergeevic Puskin (1799 – 1837) è il primo grande poeta russo. Egli seppe dare una voce autentica e originale alla letteratura della Russia, trovando nei modelli del romanticismo europeo, in particolare nel poeta inglese George Byron, il riflesso dell’inquietudine spirituale che travagliava lui e i suoi contemporanei. La sua vita fu breve ma intensa, quasi interamente dedicata alla creazione poetica; subì due brevi periodi di esilio e morì in duello. Insieme al tormento romantico, nei suoi versi è presente un certo spirito ironico e quasi scettico. Nella prima parte della poesia “Inverno. Che fare in campagna?” vi si nota uno stato d’animo annoiato … sorta di noia non ancora esistenzialista seppur infeconda e pigra dal punto di vista caratteriale e, allo stesso tempo, dell’ispirazione artistica. Il poeta descrive, minuziosamente e realisticamente, la propria vita oziosa nel lungo e rigido inverno di campagna dell’ immenso paese: senza malinconia alcuna o angoscia, o anche turbamento, piuttosto con un sorriso alquanto ironico per quel mondo opaco, lento, rigido e bianco di neve. Nella seconda parte della poesia è l’arrivo delle fanciulle che movimenta e anima la scena … a fatica il poeta riesce a scrivere qualche verso senza ispirazione e la rima…

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