Alessandro Nicola Alessio Cerutti è nato a Torino nel 1970. Ha frequentato la facoltà di Teologia di Torino laureandosi. Dal 2011 è professore di religione in diversi istituti superiori di Torino. E’ appassionato di montagna e ama moltissimo leggere. Fra i suoi libri pubblicati: “I cavalieri di Taurina” (Visual Grafika Edizioni, 2011); “La cripta” (Impremix Edizioni, 2022); “La stirpe di Kefa” (Impremix Edizioni, 2023); “L’Ordine del Mandylion” (Riccadonna Editore, 2017). Francesca Rita Rombolà conversa con lo scrittore Alessandro Cerutti. D – Ha scritto e pubblicato diversi libri, vero? Ne vuole parlare un po’ in sintesi? R – Ho pubblicato una trilogia fantasy, una trilogia gialla, un romanzo distopico, due romanzi di formazione, una raccolta di racconti gialli e una di racconti premiati a concorsi letterari. Mi ispiro a molti autori ma quello che sento vicino per la varietà di generi letterari è Franck Schatzing, un autore molto versatile che spazia dalla fantascienza al giallo medioevale. Non voglio con questo paragonarmi a lui, ma solo citare questo autore che mi ha ispirato. Non mi piace incasellarmi in un genere o in un ruolo, per questo mi diverto a mettermi alla prova con generi diversi. La risposta positiva a questo mio “azzardo”…
Tiziana Di Francesco è nata in una grande provincia del nord Italia. I suoi studi superiori, seguiti da innumerevoli approfondimenti dettati dalla sua immensa curiosità per la mente, il comportamento e l’essere umano, la spingono a cimentarsi spesso in esperienze personali tra le più bizzarre, per mera curiosità, facendole variare lavori, luoghi e posti. Riservata, ama poco parlare di sé, ma adora raccontare, narrare le milioni di vite di questo mondo caotico che ci circonda. Attualmente, Tiziana Di Francesco ha affiancato, da qualche anno, la libera professione come assistente emotiva, Talking cure e terapeuta in comunicazione. Ha pubblicato i seguenti libri: “Senza tempo” (Pathos Edizioni, 2018); “La vergine” (PubMe – Flying Book, 2020); “Per un sogno” (Selfpublishing, 2024). Francesca Rita Rombolà e Tiziana Di Francesco conversano insieme. D – Tizian, parliamo dei tuoi libri pubblicati? R – Buongiorno a tutti, grazie Francesca per la domanda. Ad oggi i libri pubblicati sono tre. Ogni libro è stato il risultato di un bisogno dell’anima di esprimere un contenuto, che emotivamente incontrasse una mancanza o una domanda che mi circondava. Il primo romanzo pubblicato è “Senza tempo” e narra la quotidianità di “una donna di tutti i giorni” con i suoi problemi, i…
Roberta Costantini nasce a Roma il 15 ottobre 1969. Nel 2014 viene pubblicato, dalle Edizioni Croce, il suo primo thriller “Le visioni inquietanti di Allison” che, insieme ad altre due storie, darà origine alla trilogia di Allison e Kate dal titolo “Destini incrociati” edita, nel 2018, da Rei France Edizioni. Nel 2019 pubblica, con Scatole Parlanti Edizioni, la spy – story “Servizi&Segreti”. Nel 2021 Roberta Costantini crea la collana “Giallo e Nero” il cui primo libro è proprio “Servizi&Segreti” rinnovato nella copertina. Nell’aprile 2022 segue “Il castello di carte” e nel 2023 “Viceversa”. Nel 2024 esce, per Edizioni Vulcaniche” il giallo “Note di vendetta” e, nel 2025, “Trappola di ghiaccio”. Il suo sito web è: robertacostantini.com Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Roberta Costantini. D – Ci parli un po’, dei tuoi libri, Roberta? R – Le storie che scrivo sono un po’ atipiche perché mi piace esplorare l’animo umano. Sono convinta che in ognuno di noi ci sia una componente positiva e una negativa. I miei personaggi, sotto la spinta delle circostanze, vengono spronati a ribellarsi alla parte oscura che tutti noi abbiamo, pur di non deviare dalla retta via. In effetti, la domanda è sempre la stessa:…
Aleksandr Sergeevic Puskin (1799 – 1837) è il primo grande poeta russo. Egli seppe dare una voce autentica e originale alla letteratura della Russia, trovando nei modelli del romanticismo europeo, in particolare nel poeta inglese George Byron, il riflesso dell’inquietudine spirituale che travagliava lui e i suoi contemporanei. La sua vita fu breve ma intensa, quasi interamente dedicata alla creazione poetica; subì due brevi periodi di esilio e morì in duello. Insieme al tormento romantico, nei suoi versi è presente un certo spirito ironico e quasi scettico. Nella prima parte della poesia “Inverno. Che fare in campagna?” vi si nota uno stato d’animo annoiato … sorta di noia non ancora esistenzialista seppur infeconda e pigra dal punto di vista caratteriale e, allo stesso tempo, dell’ispirazione artistica. Il poeta descrive, minuziosamente e realisticamente, la propria vita oziosa nel lungo e rigido inverno di campagna dell’ immenso paese: senza malinconia alcuna o angoscia, o anche turbamento, piuttosto con un sorriso alquanto ironico per quel mondo opaco, lento, rigido e bianco di neve. Nella seconda parte della poesia è l’arrivo delle fanciulle che movimenta e anima la scena … a fatica il poeta riesce a scrivere qualche verso senza ispirazione e la rima…
