… Perché solo la scrittura conserva e, insieme, tramanda il nostro esserci nel mondo. “I ragazzi della Barca” di Il Mancino
000 Primo piano , Il Mancino / 27 Marzo 2026

“( … ) Questo è un romanzo di rapine, di vite di rapinatori. ( … ) Noi siamo stati i ragazzi degli anni ’80 e ’90. Noi abbiamo vissuto davvero ( …)”. (cap. 15 – Il quartiere non è più lo stesso” – pag. 310). ” ( … ) E se domani nessuno ricorderà i nostri nomi, resteranno queste pagine. A dire che una volta, in un quartiere di Bologna, cinque ragazzi hanno sfidato il mondo. E hanno vissuto come se il tempo non dovesse finire mai”. ( cap. Finale – Il mare che non parla più – pag. 311). Frasi importanti, stralci carichi di nostalgia forse e di una punta di orgoglio tratti dal romanzo “I ragazzi della Barca” di Il Mancino. Un romanzo crudo nel racconto di vita vissuta, lineare e asciutto nella scrittura che segue passo passo le vicende di cinque ragazzi del quartiere la Barca di Bologna. Ogni ragazzo ha un nome, o meglio, un soprannome (“Il Mancino”, “Il Biondo”, “Lo Spilungone”, “Lo Schizzato”, “Il Nervoso”) e, all’inizio del libro, vi è pure la foto di ciascuno, quasi come a voler dire al lettore che la loro esistenza è stata reale, partecipe, viva. La Barca di…

La primavera: stagione di immortalità e di vita al colmo della sua pienezza

Ecco, è ritornata! La primavera. E’ ritornata! Esuberante e splendida, eppure silenziosa; bellissima nella sua esplosione di colori e di sfumature, eppure in un certo qual modo austera; dolce e carezzevole nei raggi del sole meridiano, eppure lievemente aspra nella sua brezza che sale dal mare; voluttuosa e intrigante come una gatta in amore, eppure casta e solenne come i bianchi gigli di campo; lieta e rivoluzionaria, eppure mesta e nascosta nei suoi attimi crepuscolari. E’ ritornata! La primavera è di nuovo fra noi! Profluvio di essenze e di profumi nell’aria tiepida sulla pelle. Ancora una volta attesa a lungo. Ancora una volta, per gli spiriti fini e sottilmente tormentati come per quelli tellurici e improvvisi. La primavera sì, speranza ancora e sempre di giorni migliori; ancora e sempre crogiolo di sogni per il futuro nella sua incertezza di ogni giorno; ancora e sempre rigurgito profondo e intenso di libertà per i popoli, per le genti tutte, per ogni donna e per ogni uomo che resistono ai rigori di un rigido inverno dell’anima che sembra non voglia passare più. E’ ritornata! La primavera. E’ ritornata! Stagione di immortalità e di vita al colmo della sua pienezza, lieta compagna della poesia…

“Si può assolutamente essere poeti e musicisti, basta capire cosa è poesia ‘pura’ e cosa richiede un supporto musicale”. Dialogo con Fabio Zuffanti, musicista, critico musicale, scrittore
000 Primo piano , Fabio Zuffanti / 12 Marzo 2026

Fabio Zuffanti nasce a Genova nel 1968. E’ uno scrittore e un musicista. E’ noto soprattutto per il suo contributo al panorama rock progressive italiano e per la sua attività di critico musicale e di scrittore. Con una carriera che abbraccia tre decenni, Fabio Zuffanti ha pubblicato oltre quaranta album, come solista e all’interno di una serie di gruppi. Attivo anche in ambito letterario e giornalistico, ha realizzato articoli, saggi, biografie e romanzi. Studioso del percorso artistico e umano di Franco Battiato, ha dedicato al musicista siciliano una tetralogia di volumi pubblicati tra il 2018 e il 2025. Nel 2000, in collaborazione con la regista teatrale inglese Victoria Heward, compone e mette in scena il musical “Merlin – The Rock Opera”. Dal 2012 porta avanti anche un’attività letteraria e giornalistica pubblicando saggi musicali, raccolte di poesie, racconti e romanzi e scrivendo per testate giornalistiche quali La Stampa, Rolling Stone Italia, Ondarock. Nel 2019 incide, con lo scrittore Antonio Moresco, “Camminare da solo, di notte”, nel quale lo scrittore narra un suo racconto inedito con il commento sonoro di Fabio Zuffanti. Il lavoro funge da colonna sonora dello spettacolo itinerante “L’uomo che cammina”. Nel 2022 esce l’autobiografia di Angelo Branduardi “Confessioni…

“In effetti, racconto la vita … “. Conversazione con la scrittrice Cynthia Collu
000 Primo piano / 7 Marzo 2026

Cynthia Collu è nata a Milano, dove vive e lavora. Nel 2009 ha esordito con “Una bambina sbagliata” (Mondadori Editore), Premio Giuseppe Berto Opera Prima 2010. Sempre per Mondadori ha pubblicato, nel 2015, “Sono io che l’ho voluto”, Premio Speciale della Critica Città di Cattolica 2018 e vincitore del Premio Essere Donna Oggi 2018. Nel 2019 ha pubblicato “L’amore altrove” con DeAPlaneta Editore, romanzo che è stato proposto allo Strega 2020 con la presentazione di Ferruccio Parazzoli. Cynthia Collu ha scritto diversi racconti: “Un tappo nelle nuvole”, Premio Arturo Loria 2007; “Su biccu”, Premio Letterario Castelfiorentino 2008; “La guerra di Beba”, pubblicato da Senzapatria Editore nel 2010, “La stazione”, pubblicato da Aulino Editore nel 2019. Altri suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e riviste come “Su biccu” in Linus, “L’altro” nell’antologia “Un pesce rosso” di Atlas Books, racconto pure pubblicato ne “La lettura”, racconti in 100 parole, del Corriere della Sera. Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Cynthia Collu. D – Cynthia Collu, vincere premi letterari (tu ne hai vinti diversi) significa, per un autore, far conoscere ad un pubblico vasto le proprie opere, o rivestono invece tutt’altra importanza? R – La domanda richiede una precisazione: ci sono…

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