Perché la Vita prevalga sulla morte, dell’anima e dello spirito

Perché la Pasqua possa essere vissuta da tutti con serenità e in modo semplice, con l’umiltà del puledro d’asina che quieto contempla i raggi del sole fra nuvole bianche ed enormi, con la bellezza dell’albero d’ulivo e dei rami della palma che ondeggiano lievi al vento di primavera, con la quiete di un dolce crepuscolo rosa proteso su un orizzonte senza confini, con il suono di un tintinnio di pioggia lieve e sonoro il quale promette fertilità e abbondanza alla terra che sarà riarsa nella calura dei mesi estivi. Perché la Vita prevalga sulla morte, dell’anima e dello spirito. Perché ci possa essere gioia piena per un annuncio, di speranza comunque, che va oltre il tempo e rinnova l’essere alle radici e dal profondo della sua essenza. Uomini forse… Uomini forse… ma talmente belli, sfolgoranti quasi nella luminosità soffusa che aureola i loro corpi; stanno presso il sepolcro vuoto seduti alle due estremità della pietra squadrata e levigata. Le loro vesti… ma sono poi vesti? Candide, non si è mai visto simile candore sulla terra, invisibile la trama del tessuto: pulviscolo stellare energia oscura agli occhi umani e ai loro supporti per millenni ancora ma la parola c’è: un dolce…

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