…Una creatura completamente differente e nuova

Da una sensazione di levità, di leggerezza vedere talvolta volare (o forse meglio svolazzare) le farfalle nei giorni lunghi e caldi dell’estate. La loro varietà è molto ampia come la loro forma e grandezza (ve ne sono di piccolissime e di grandissime, specialmente, queste ultime, nei paesi tropicali). Il colore delle loro ali, e talvolta i disegni compositi quasi “stampati” sopra, è una gioia per gli occhi: l’azzurro intenso e il turchese, il giallo cotto e l’ocra pallido, il marrone scuro e il giallo perlaceo … e poi il bianco, semplicemente; la farfalla bianca ha un ché di soprannaturale quasi. Ne era affascinato già il filosofo Platone, che spesso l’avrà vista posarsi delicatamente sui fiori nei mesi propizi delle splendide terre del Sud e che l’ha paragonata all’anima rinnovata e monda che desidera ascendere al cielo. Diversi poeti hanno amato la farfalla, fra i quali Guido Gozzano ed Eugenio Montale, vedendo in ella forse il riflesso del Cosmo imperscrutabile, forse la sublimità intrinseca dell’arte, del poetare in primis, forse il simbolo dell’elevazione spirituale, forse la realizzazione dei sogni più profondi: quelli che neanche l’inconscio riesce a contenere, forse il respiro più felice della vita, forse l’amore casto e l’amore sensuale…

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