L’estate è finita (almeno astronomicamente) con i suoi colori, la sua calura, i suoi suoni, le sue feste di piazza popolari e confuse. Stagione di svago e di spensieratezza (forse solo apparente) per gli umani, di pianto, di abbandono, di lotta per la sopravvivenza per gli animali domestici, randagi o abbandonati, e per quelle persone senza fissa dimora o che le circostanze e le situazioni della vita le hanno portate a mendicare per le vie affollate qualche soldo o addirittura ancora un pezzo di pane soltanto. Talvolta il tutto nell’indifferenza totale, nel disinteresse generale, nell’apatia più sfacciata. Nel silenzio e nell’incomprensione di molti. Le pagine del calendario appeso alla parete vanno girate in avanti con una certa rapidità. I mesi e i giorni sembrano solo un nome o una data segnati sulla carta oppure non segnati affatto e quasi dimenticati. Talvolta sono intensi gli attimi, lunghi come secoli, di abbandono o di dolore, di stanchezza fisica e mentale, di decisioni da prendere subito, di un qualcosa che non può aspettare più. Ai margini inselvatichiti di qualche strada secondaria i gigli rosa dal profumo intenso e dal lungo gambo rigido, gli ultimi gigli della stagione solare, crescono, come sempre, e sbocciano…
Amelia Belloni Sonzogni è nata a Milano nel 1956. Sì è laureata in Storia contemporanea all’università statale di Milano, e ha continuato la sua collaborazione alla cattedra di Storia contemporanea, facoltà di Lettere. Da qualche tempo collabora con “la Rivista Intelligente” sulla quale escono suoi racconti e recensioni. Fra i suoi libri pubblicati: “Io ho sempre parlato. Vita di un cane unico con umani normali”, “Anime animali”, “Gino Cornaggia. Un gentiluomo cristiano nella società e nella politica”. All’interno del suo sito, cura un blog. https://www.ameliabellonisonzogni.it/note-a-margine Francesca Rita Rombolà dialoga con Amelia Belloni sonzogni, storico e romanziere. D – Amelia Belloni Sonzogni, è più uno storico o un romanziere? R – Uno storico che si cimenta come romanziere? Ho fatto del punto interrogativo una sorta di distintivo portafortuna, l’ago di una bilancia che oscilla in cerca di una posizione di equilibrio. La mia vita professionale è iniziata e si è sviluppata come storico sul solco di un progetto di vita che si è realizzato solo parzialmente. Ho iniziato a romanzare tardi; ma oggi è la mia attività, non professionale. Sono una docente di lettere in pensione, e non percepisco nulla dalla vendita dei miei libri perché ho destinato tutti i proventi…
“A carte scoperte” (Argento Vivo Edizioni, 2026) di Leonardo Lastilla forse non è un romanzo, forse i capitoli che ne compongono il tutto, con i rispettivi titoli, non sono poi dei capitoli ma dei racconti, ciascuno con una trama a sé e una vicenda propria indipendenti l’uno dall’altro: ognuno staccato da tutti i precedenti e da tutti i successivi. Molti sono i personaggi: tanti nomi di protagonisti (Giorgio, Giulia, la famiglia Tranquilli di “Sincronie esistenziali” o Leo e Libero di “Segni” o anche Lucio e Italo di “Perimetri isosceli” ad esempio) che prendono vita da una penna la quale sfoggia, in questo lavoro letterario, una scrittura brillante e scorrevole unita ad una capacità, di certo non più molto comune oggigiorno, di fare una sorta di scavo psicologico nell’io multiforme di donne e uomini e di far emergere tutto quel che essi contengono, di inconscio o subconscio o meno, alla luce di un sole non sempre benevolo e rischiarante quanto un’alba estiva (operazione piuttosto riuscita, e mi complimento con Leonardo Lastilla). In “A carte scoperte” di Leonardo Lastilla il lettore attento e non frettoloso o superficiale vi riscontrerà, neppur in modo troppo nascosto, il (lo si chiami pure così) mutamento antropologico…
Lucius Veyron, pseudonimo letterario di Luciano Balconi, nasce ad Ivrea nel 1970. E’ un ex campione di sci alpino, amante del mare e della montagna, appassionato di arte, di animali, automobili e musica classica. Fra i libri che ha scritto e pubblicato: “Il patto di Giza”, “Il sigillo di Malachia”, “L’enigma di Malgrà”, “L’ombra sotto il Vaticano”. Canali ufficiali, Amazon page: https://www.amazon.it/stores/author/BOFSRQMY9Z Francesca Rita Rombolà conversa con lo scrittore di thriller Lucius Veyron. D – Può spiegare, in sintesi, il concetto di meta – realtà nei suoi thriller? R – La meta – realtà, nei miei romanzi, è ciò che esiste dentro la realtà che crediamo di conoscere. Noi siamo abituati a considerare reale soltanto ciò che possiamo vedere, misurare, catalogare. Ma la storia dell’uomo è piena di zone d’ombra, documenti scomparsi, conoscenze dimenticate, coincidenze inspiegabili, intuizioni scientifiche che sembrano sfiorare territori un tempo riservati alla filosofia o all’esoterismo. La meta – realtà nasce proprio in quella zona di confine. E’ il livello nel quale storia, scienza, coscienza, simbolo e mistero cominciano a sovrapporsi, fino a rendere incerto il confine tra ciò che sappiamo e ciò che crediamo di sapere. Nei miei thriller parto quasi sempre da elementi reali. Un…
