IL LAMPO E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d’un tratto; come un occhio, che largo, esterefatto, s’aprì si chiuse, nella notte nera. Giovanni Pascoli Il poeta che hai sempre amato, Giovanni Pascoli, in questo giorno, 25 gennaio, tanto particolare. I versi di questa poesia, IL LAMPO, tratta dalla silloge MIRICAE. Un giorno d’inverno quando la terra e il cielo si mostrano nudi agli esseri viventi tutti. Un cielo grigio, ingombro di nubi che presto scateneranno la tempesta e la terra dura, arida, percossa. Gennaio è un mese impietoso, forse il più rigido dei mesi dell’anno. Eppure quando il sole fa capolino da una nuvola appena mite diventano la terra e il cielo; liete le ore trascorrono fino a sera. E la notte, lunga e nera, sarà un attimo soltanto vissuto sul cammino lineare dei sogni. Ricordi i giorni trascorsi? Anni ormai lontani, momenti in cui voci care si disperdevano nell’aria tersa e fredda? Dolce era la nostra casa; dolce, comprensivo e aperto al mondo e ai suoi accadimenti chi vi abitava. Potremo mai dimenticare il tocco lieve di…
“La politica economica è quella parte della scienza economica che usa le conoscenze dell’analisi teorica come guida per l’azione pratica.(…) Poichè il mercato è una creazione umana, l’intervento pubblico ne è una componente necessaria e non un elemento di per sè distorsivo e vessatorio. Non si può non prendere atto di un recente riflusso neo – liberista, ma è difficile individuarvi un apparato intellettuale innovatore.(…) E’ molto frequente nelle discussioni correnti rilevare un’insistenza metodica sui vantaggi operativi del sistema – mercato, e magari su tutto ciò che ne intralci lo <<spontaneo >> meccanismo, senza alcuna contestuale avvertenza sui connaturali difetti del meccanismo stesso.” Brano tratto dagli scritti di Federico Caffè, in particolar modo quelli raccolti nel volume, di recente pubblicazione, dal titolo CONTRO GLI INCAPPUCCIATI DELLA FINANZA Ci si deve chiedere, sin da subito, chi è, o meglio, chi era Federico Caffè? Federico Caffè (1914 – 1987) è stato uno dei più importanti economisti italiani ma soprattutto il principale propagatore dell’idea keynesiana in Italia. Nel 1945, fu consulente del ministro della ricostruzione Meuccio Ruini durante il governo Parri. Possiamo ben dire che generazioni di studenti si sono formati alla sua scuola di pensiero. Tanto per fare alcuni esempi: dal penultimo…
“(…) May all life’s passing seasons bring the best to you and yours.” Ultimi versi di UN’ANTICA PREGHIERA IRLANDESE Prendo, quale punto di riferimento, questi ultimi quattro versi di una famosa, conosciuta quanto antica preghiera irlandese, ancora recitata dagli irlandesi in tutto il mondo il giorno di San Patrizio patrono dell’Isola, per raccontare, in modo sintetico, su un qualcosa di importante e di particolare: il Book of Kells o il libro di Kells. Il book of Kells è un antico codice miniato irlandese risalente all’VIII o al IX secolo dopo Cristo. Fra tutti gli antichi codici miniati irlandesi questo è forse il più elaborato artisticamente e simbolicamente in quanto le decorazioni non hanno eguali per bellezza, perfezione, luminosità e precisione nelle linee e nei contorni. Il book of Kells fu probabilmente realizzato da monaci di Iona (Scozia) che si rifugiarono a Kells, nelle midlands d’Irlanda, presso il monastero fondato da San Colomba, nell’806 dopo Cristo, per sfuggire ad un’incursione vikinga. E’ ritenuto fra i più belli manoscritti esistenti al mondo. E non credo sia un’esagerazione (a mio misero e umile parere personale: quando l’ho visto, nel lontano 1995, ne sono rimasta come incantata) perché è forse il più bello,…
Oceano stretto di KATIA DEBORA MELIS Prefazione Oceano stretto acuto ossimoro che introduce al modo di sentire di Katia Debora Melis dove finito e infinito, microcosmo e macrocosmo si fondono costantemente pur apparendo talvolta dicotomici. Caratteristica dell’Autrice è cogliere l’essenza delle cose e del vivere, di percepire quanto altri non colgono, di ricondurre sentimenti e modi di essere allo stato puro. Tema costante delle brevi e suggestive composizioni della raccolta è la ciclicità dell’esistenza, umana e non. Il continuo annullarsi e ricostruirsi del sole che muore nell’Oceano e da esso rinasce puntuale. La catarsi avviene con un ritorno alle origini; le origini si configurano sia come luoghi che infondono alla poetessa la forza di ricominciare ripulendosi di sovrastrutture a lei non più consone, sia come sentire “viscerale” e quindi innocente. A tratti sembra di cogliere da parte di Katia Debora Melis il dubbio, la paura che l’immersione nelle acque non riesca più a far dimenticare la brutalità del vivere, la violenza che pervade non risparmiando umani e natura, il tempo che scorre inesorabilmente alterando fattezze. Alba e tramonto, con il loro disegnare costantemente questa elissi, mettono a nudo la “falsa” vastità dell’Oceano, circoscritta dall’arco della ripetitività del tempo,…
PERCHE’ NON SONO UN POETA Detesto del contesto il testo decifrato. Non sopporto il richiamo d’aiuto ricamato. Non penso d’essermi meritato questo soprannome al limite d’appartenenza. Curioso sono stato, quello sì; in richiamo alla solitudine. La parola del poeta riesamina l’attenzione che rievoca la parola. Non sopporto il poeta a spasso dalla parola l’ho visto zoppicare. Giancarlo Modarelli “Nessuna cosa è là dove la parola manca” recita l’ultimo verso di una famosa poesia dal titolo LA PAROLA del poeta tedesco Stefan George. Poesia sui cui versi si sono sbizzarriti critici letterari, sociologi e filosofi (fra questi ultimi Martin Heidegger) alla ricerca forse di un significato misterioso, forse profondo, di certo non superficiale; forse di un senso altro dell’esistenza e dell’essere. Ma forse, dopotutto, alla ricerca di un richiamo proveniente da un’interiorità trasfigurata proprio ed essenzialmente dalla parola. Pochi versi che non spiegano, non vogliono spiegare, ma che in realtà spiegano molto; i versi di questa poesia PERCHE’ NON SONO UN POETA di Giancarlo Modarelli. Tutto si contrae e si incentra sulla parola, perché in fondo la parola è una sorta di Santo Graal per il poeta. Giancarlo Modarelli sembra aver capito cosa implichi la Poesia e soprattutto cosa essere poeta,…
