Un piccolo e straordinario fiore del deserto

8 Marzo 2022

Un libro che prende spunto da una storia vera, un libro sulle donne e che parla di donne; di una donna in particolare la cui vicenda vissuta fin da bambina testimonia, ancora una volta, il coraggio, la determinazione, la voglia di vivere e di essere libere delle donne costrette ad una vita derelitta e spesso di schiavitù da una società che non comprende, non aiuta e si mostra chiusa, insensibile, mortifera e devastante. “Fiore del deserto. Storia di una donna” di Waris Dirie con Cathleen Miller è un libro crudo e crudele, per certi versi affascinante per altri terribile. La protagonista della storia è nata in un villaggio della Somalia in una famiglia di nomadi che ha dodici figli. All’età di cinque anni è già una bella bambina vivace ed intelligente, il padre decide, secondo le usanze dei nomadi del deserto, di infibularla (cioè la dolorosa e tremenda mutilazione genitale delle donne). Waris ricorderà per sempre quell’esperienza come un qualcosa di orribile per il suo essere donna. In seguito, il padre la diede in sposa ad un uomo in cambio di cinque cammelli. Lei è coraggiosa, bella, e vuole soprattutto essere libera ed avere un destino diverso, o almeno, più dignitoso. Per cui, adolescente (dodici, tredici anni) scappa attraverso il deserto e, dopo difficoltà e sofferenze inimmaginabili quasi, riesce a raggiungere a Londra la residenza di uno zio ambasciatore. A londra vivrà, d’ora in poi, in una società libera dove ad una donna è consentito e permesso esprimersi e vivere secondo le proprie esigenze e inclinazioni. Waris lavorerà duramente certo, incontrerà degli ostacoli e dei pregiudizi ma alla fine anche la sua fortuna e la sua realizzazione come donna; infatti raggiungerà la fama e il successo come top model. La sua determinazione e la sua forza interiore sono tante e tenaci che diventerà portavoce ufficiale all’ONU per i diritti delle donne.

Di fronte ad una storia del genere, narrata come un romanzo avventuroso in cui non manca nessun ingrediente per il raggiungimento di un buon risultato letterario, è difficile trovare le parole giuste e commentare senza lasciarsi prendere dall’emozione. Riesco a dire solo questo: le donne sanno lottare perfino con ferocia quando si tratta di proteggere se stesse, la loro vita, la loro libertà e autodeterminazione da un male endemico che forse vede (e vedrà ancora per molto) la donna come un oggetto e non una creatura di pari dignità all’uomo. Sì, dopotutto siamo forse tutte come “un piccolo e straordinario fiore del deserto” che non si arrende facilmente di fronte alla siccità della società e del mondo.

Nel 2009 il regista Sherry Hormann ha girato un film dal titolo “Fiore del deserto. La vera storia di Waris Dine” prendendo spunto dal romanzo – verità di questa ragazza coraggiosa e forte.

 

LA SORGENTE DELLA FEMMINILITA’

Porpora antica

scarlatto colore di profondità oscure,

le sue labbra portano con orgoglio

il sentore vago dei gambi

dei papaveri bruciati

negli assolati campi dell’Anatolia,

non ci sono gemiti

ma solo silenzi

il ritmo del respiro

è danza di nudi corpi

più nudi dei ghiacci

e della sabbia dei deserti.

La notte avanza

nella passione che travolge,

è amore libero

o l’epifania dei sensi?

E’ soltanto la tua festa

o donna

la sorgente della femminilità

che sorge dall’oblìo

e trascina e ritrascina

i mondi e i tempi,

spazza via le torri del potere

e coglie il primo fiore

orgoglioso e pudico

di rivoluzioni nuove.

Francesca Rita Rombolà

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