Una rosea orchidea per la festa dell’amore

14 Febbraio 2024

Festa degli amanti, disperati e soli. Festa degli innamorati, solitari e insieme. Festa dell’amore che unisce e, allo stesso tempo, disperde; porta gioia immensa e dolore smisurato; coinvolge e sconvolge, sazia e affama, brucia e rinfresca, eleva e abbassa, calma e tormenta. Festa di chi ama davvero, senza essere mai riamato; di chi sogna, nel più lucido e amaro presente; di chi ha fatto dell’amore più tenace la propria bandiera e non dimentica mai la sofferenza dell’amato e lo sguardo dell’amante.

Festa dell’amore, che sa di primavera precoce e già annunciata e percepisce nei cuori il profumo suadente del vento e dei fiori, del mare e del cielo, delle nubi e della luna, del faro lontano e della scia di stelle all’orizzonte. Festa dell’amore che tutto si dona e dona, e lacero e perdente non smette mai, e poi mai, di amare camminando lento e avanzando a tentoni fino ai cancelli dell’Eternità.

LA FORMA DELL’ ORCHIDEA

Nascosta ai venti

che gonfiano fino alle stelle

le onde dell’oceano

tremolanti gocce

e danza di ragazze scatenate,

dura e selvatica la rosea orchidea

radice endemica dell’unico sangue fecondo

piacevole dolore,

e il seme vagante dei mondi

il silenzio cosmico

l’immane esistenza della materia oscura

la fonte e il risveglio.

Il fuoco che dalla terra sale

è il ritmo inaudito

dell’Universo in espansione,

i miei perché di bimba

chiesero al Fato

l’amore che tutto travolge

la freccia compiaciuta

della precisione del bersaglio

il desiderio di morire

per vivere ancora

l’eros dei corpi

e la misteriosa unione delle anime,

e scoprire che l’amore

è il gioco più crudele

ciò che l’indicibile conduce

e al tempo non domanda altro

che la durata dell’istante.

Vienimi incontro, amor mio

innamorato e amante

è la nostra festa,

posa appena le tue dita rudi

sui miei capelli d’argento

che non conobbero

l’ebbrezza e il pianto

della vita che nasce,

saziati di ambrosia e di vino

e comprendi con me

la forma dell’orchidea

fiore di continenti nuovi

e di misteriose civiltà perdute.

Francesca Rita Rombolà

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