Lucy: il primo essere umano – donna del pianeta Terra

8 Marzo 2024

Uno, due, tre milioni e mezzo di anni indietro nel tempo, sprofondati in pieno Pliocene (periodo bio – geologico della terra), all’improvviso compare la nitida figura di una creatura che cammina! Sicura. Eretta. E’ un ominide. Un australopitecino. Una femmina. E’ già, in tutto e per tutto, una donna. E’ Lucy. Nel novembre del 1974, nel mezzo del Triangolo di Afar, nel deserto dancalo (Etiopia – Africa Orientale), il più grande paleantropologo vivente, l’americano Donald C. Johanson, compie un ritrovamento fossile eccezionale: cinquantadue ossa, circa il quaranta per cento dello scheletro di un singolo individuo. Al campo l’eccitazione è alle stelle, scorre la birra, viene suonato e risuonato il nastro della canzone dei Beatles “Lucy in the sky with diamonds”, e dal reperto fossile AL 288 – 1 nasce Lucy: un ominide di sesso femminile di quasi trent’anni, alta poco più di un metro che, con questo nome, sarà conosciuta in tutto il mondo. La sua postura è, fatto sorprendente, per la prima volta eretta … Perché Lucy camminava eretta? Potrebbe essere una questione di sesso (femminile), un adattamento evolutivo nella locomozione manifestatosi per un cambiamento nella “strategia riproduttiva”. Fatto sta che Lucy è la progenitrice del genere umano! Lucy: il primo essere umano – donna del pianeta Terra.

Nella Giornata Internazionale della Donna, Lucy sia il simbolo ancestrale ed endemico di ogni donna che continua sempre a camminare eretta, fiera, coraggiosa e dignitosa, nel mondo.

LUCY

Sollevò le braccia

un mito,

alzò il capo verso il cielo

un sogno …

e si mosse. Camminò.

La prima donna della terra

una donna sulla terra.

Da quell’istante in poi

arduo e temerario

sarebbe stato il vivere

e il morire, il dolore

e l’esultanza accolti

o rigettati e dispersi.

Vai, muovi i primi passi

timidi e orgogliosi

non sei più femmina

ma donna,

le savane dell’Africa

sono immense

vasti declivi rocciosi

rossi e infuocati

i tramonti e le albe.

E’ l’inizio. E’ il principio.

E tu, donna, ama

dona la vita

placa la sete e la fame

del genere umano

che è appena nato.

Come sarà il futuro?

Un futuro da venire

e da costruire

sulla via serpentina

di milioni di anni,

e il tempo?

Lo spazio e il tempo

dell’infinitamente piccolo?

Vai, donna, avanza

traccia il sentiero,

sotto la pianta dei tuoi piedi

in nuce è celato

il paradiso immaginato dai profeti

affinché le nude impronte

lascino il segno, l’enigma e il canto.

Sola, inquieta e libera

allo scadere di ogni ciclo lunare,

pioggia e tuono

ruggito e grido

e poi anima, pneuma misterioso

sulle labbra formate dal sangue.

Tutto ti toglieranno

tutto conserverai

e custodirai con tenacia e forza,

non tua la guerra

la pace da te generata

il sigillo d’oro

sul viso inerme

quando il mare si prosciuga

e l’abisso si spalanca.

… E un mattino

la tua più audace discendenza

esulterà incredula:

“E’ una donna. Donna.

Sì. Donna. La madre dell’umanità.

Presso la culla della specie.”

Una canzone diffondeva

le sue note per il campo

insieme alla crescente euforia

per la scoperta grandiosa.

Il tuo nome fu allora Lucy

per il pianeta e i suoi popoli

in continua evoluzione.

Francesca Rita Rombolà

P. S. – Buon 8 Marzo, Festa della Donna, a tutte le donne del mondo.

 

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